Satana


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Premessa. Il cosmo è uno smisurato campo di battaglia. S. Agostino parla delle due città antagoniste, quella di Dio e quella degli uomini e s. Ignazio di Loyola descrive i due stendardi nemici, quello di Cristo e quello del demonio. I Padri del Concilio Vaticano II evocano le due forze nemiche sempre in lotta nel corso dei secoli.

I. Il termine s. deriva dall'ebraico satan che significa avversario. Nel NT si usa, invece, il termine diábolos da diaballo che significa separare, dividere, mentre damonion è di dubbia etimologia.

Creati da Dio come esseri puramente spirituali, gli angeli operarono una scelta che diede modo di distinguerli in buoni o obbedienti a Dio e cattivi o disobbedienti. I primi conservarono il nome di angeli, i secondi furono chiamati diavoli, demoni, satana. S., quindi, è un angelo divenuto volontariamente cattivo, pertanto il suo potere, di gran lunga superiore a quello degli uomini, viene usato per fini malefici, essendo egli pieno di odio contro Dio e contro gli uomini. Dio avrebbe potuto benissimo precipitare tutti gli angeli ribelli nelle profondità dell'inferno, ma s. Tommaso osserva giustamente che " è proprio del saggio saper utilizzare i mali per fini buoni superiori. Perciò, mentre il Signore precipitò all'inferno una parte degli angeli cattivi, rinchiuse l'altra parte nell'atmosfera terrestre affinché tentasse gli uomini ".1 Dio, dunque, si sarebbe servito della loro malizia per dare all'uomo l'occasione di esercitarsi nella pratica delle virtù, quindi di progredire nel suo cammino verso di lui. Gli angeli ribelli sono così diventati, loro malgrado, dei servi del Signore. Ma se i demoni lavorano per il regno di Dio è a loro insaputa. La loro intenzione non è la gloria di Dio né il vero bene dell'uomo, bensì il contrario: cercano di vendicarsi per essere stati esclusi dal paradiso e di far cadere l'uomo nel peccato o almeno nella mediocrità, per impedirgli di unirsi a Dio già quaggiù, e di entrare poi in paradiso. Nel pensiero di Dio, le tentazioni dei demoni offrono così all'uomo l'occasione di lottare, cioè di scegliere tra il bene e il male. Si può perciò affermare che, in un certo senso e paradossalmente, il tentatore diventa, suo malgrado, un benefattore degli eletti.

II. Nella vita spirituale. E significativa l'attenzione prestata dai santi, dai mistici e dai maestri spirituali, alla presenza attiva di s. nella vita quotidiana dell'uomo, come è significativa l'importanza che essi attribuiscono alle prove e alle tentazioni per la vita spirituale.

S. Giovanni della Croce osserva che il diavolo si accanisce soprattutto sulle anime profondamente unite a Dio, e specialmente sui mistici e sui contemplativi, perché non sopporta che essi possano vivere già quaggiù nell'intimità con Dio. Inoltre, s. conosce quanto grande sia l'influsso di questi amici di Dio sugli uomini, quindi impedire il progresso spirituale di una di quelle anime innamorate di Dio equivale, di fatto, a ritardare il cammino di molte altre. Le anime mediocri, invece, poco interessano al maligno, perché più facilmente possono cadere in suo possesso.

Nelle sue insinuazioni, il demonio scatena delle forze inimmaginabili. Difatti, " nessun potere umano può reggere al confronto con quello del diavolo. Solo il potere divino riesce a superarlo e solo la luce divina può capire le sue astuzie ".2 Il Dottore mistico è rimasto colpito dalla veemenza degli attacchi del diavolo di cui parla la Sacra Scrittura e che egli stesso ha sperimentato. Per sottolineare la violenza degli attacchi di s., egli ricorre a concetti presi in prestito dall'arte militare. Tutta l'opera demolitrice di s. ci viene descritta come una lotta, una battaglia spirituale, un combattimento, una furibonda guerra, in cui non mancano assalti e attacchi, agguati ed imboscate, scontri violenti in cui si combatte, si resiste, si prevale e si vince o si perde.3

Di quella lotta tra le forze del male e del bene la Chiesa è ben cosciente, perciò avverte instancabilmente i suoi figli dei gravi pericoli che continuamente li minacciano. Nella Liturgia delle ore, ogni settimana la Chiesa ricorda l'ammonimento di s. Pietro alle prime comunità cristiane: " Siate temperanti, vigilate. Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente va in giro cercando chi divorare " (1 Pt 5,8).

Il Maestro stesso ci esorta alla vigilanza. L'ultima domanda del Padre nostro non è forse una richiesta d'aiuto? " Non c'indurre in tentazione, ma liberaci dal male ", cioè fa che il maligno non abbia presa su di noi.

Note: 1 Cf STh I., q. 64, a. 4; 2 Cantico spirituale III, 9; 3 Cf P. Brocardo di S. Vito, in Aa.Vv., Miscelanea sanjuanista, Roma 1943, 140-141.

Bibl. Aa.Vv., s.v., in DSAM III, 141-238; Aa.Vv., Satan, Paris 1948; C. Balducci, s.v., in DES I, 757-762; Id., Gli indemoniati, Roma 1959; Id., Il diavolo, Casale Monferrato (AL) 19895; W. Baskin, Dictionary of Satanism, New York 1972; G.F. Bonneffoy, Demonio, in EC IV, 1422-1426; E. Castelli, Demonio, in Ibid., 1426-27; M. Flick, Riflessioni su Satana oggi, in RasT 20 (1979), 58-65; G. Huber, Vattene via Satana! Il diavolo oggi, Città del Vaticano 1993; R. Laurentin, Il demonio. Mito o realtà? Insegnamento ed esperienza del Cristo e della Chiesa, Milano-Udine 1995; A. Marranzini, Si può credere ancora nel diavolo?, in CivCat 128 (1977)2, 15-30; A. Soupa - M.M. Bourrat, Esiste il diavolo? Che cosa ne dicono la Bibbia e la psicologia, Milano 1997; A.C. Tassinario, Il diavolo secondo l'insegnamento recente della Chiesa, Roma 1984; G. Tavard, Satana, Cinisello Balsamo (MI) 1995; I. de Tonquédec, Alcuni aspetti dell'azione di satana nel mondo, in Aa.Vv., Satana, Milano 1954, 319-330.





Autore: G. Huber
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)