Sacro


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I. Il termine "mistica" è stato variamente interpretato nel corso della storia cristiana. Alcune volte, nel passato, contemplazione e mistica sembrarono essere intercambiabili. Nelle sue origini, la mistica era in relazione all'uso paolino del mysterion nella Scrittura, indicando così qualcosa di nascosto o segreto. Il mistero di Dio e del s., sono divenuti espressione nella rivelazione, ragion per cui Dio è avvicinabile attraverso la conoscenza e l'amore. Nell'ebraismo, nel cristianesimo e nell'Islam, la mistica emerse come vocabolo che descriveva l'atto di relazionarsi ad un testo sacro, giungendo così ad un significato più profondo del testo.

II. Più specificatamente, per i cristiani, la mistica pose le sue fondamenta sulla conoscenza e sull'esperienza più profonda del mistero di Cristo come rivelato nelle Scritture del NT. Questo concetto è stato sviluppato negli scritti dei Padri della Chiesa e in particolar modo da Origene e da Clemente. Generalmente, la mistica si riferisce ad una relazione con Dio e con il s. in cui il proprio stato di consapevolezza nutre una coscienza, piena d'amore, del mistero presente, dietro l'ordinaria routine di una sacra disciplina. In tutta la letteratura mistica appare un certo senso di unione con il s. e con il divino.

Solo in tempi recenti, il termine mistica è stato proposto come referente quasi esclusivo per fenomeni straordinari quali le visioni, le estasi, le locuzioni e le levitazioni. Comunque, tali fenomeni dovrebbero essere interpretati quali possibili elementi che contribuiscono all'esperienza mistica e non come criteri valutativi di un autentico misticismo. Lungo la tradizione, la mistica cristiana si è manifestata come una qualificazione della vita di grazia da dove sorge una coscienza profonda e amorevole verso Dio o verso il s. Questo stato di coscienza si è manifestato sia come una conseguenza di essere autentici discepoli di Cristo e sia come un immeritato dono dell'amore di Dio, come recita la lettera di san Giacomo: " Avvicinatevi a Dio ed egli si avvicinerà a voi " (4,8). Uno studio della mistica cristiana e della sua relazione con il s., includerebbe non solo gli scritti dei primi Padri della Chiesa orientale ed occidentale, ma anche la tradizione medievale messa in luce sia da s. Bernardo di Clairvaux e da s. Tommaso d'Aquino, sia nei testi di donne mistiche come Ildegarda di Bingen e Giuliana di Norwich. I mistici della Renania, Meister Eckhart, Enrico Suso, Giovanni Ruusbroec, così come l'influente Tommaso da Kempis ( 1471) e i mistici inglesi hanno messo in evidenza un' unione in Dio attraverso la crescita nella preghiera ed il vivere virtuoso. La tradizione carmelitana ha prodotto testi altamente psicologici sulla vita mistica scritti da s. Teresa d'Avila e da s. Giovanni della Croce. Rivedendo l'articolazione della tradizione mistica, ossia, dell'unione tra " l'anima " e Dio o il s., predominano due forme di esperienza nella grazia, cioè: l'eredità catafatica, che riflette la mediazione della vita creata che giunge all'esperienza mistica (cioè gli scritti di s. Ignazio di Loyola e s. Teresa di Lisieux), e la tradizione apofatica, che si focalizza di più sul distacco da tutto l'immaginario per entrare più profondamente nell'esperienza dell'oscurità luminosa (cioè i testi della Nube della non-conoscenza e gli scritti di Giovanni della Croce). La teologia contemporanea cerca di elaborare una visione più integrata e sviluppata della vita spirituale nella quale la mistica appare come una particolare espressione della vita nella fede. Il Concilio Vaticano II ha sottolineato come tutti i cristiani siano chiamati alla santità della vita (cf LG 40). Tale santità è espressa in modo più adatto in una vita di carità e di amore verso Dio e il prossimo. In questo contesto, una vita nella fede si muove attraverso l'autotrascendenza e l'unione con Dio. Questo viaggio è descritto in modo vario, ossia attraverso l'illuminazione contemplativa, l'unione o il matrimonio mistico. Il teologo Karl Rahner ha articolato una teologia che contribuisce in modo particolare ad una comprensione più universale dell'esperienza mistica. Rahner nota una fondamentale apertura dello spirito umano verso l'autotrascendenza nella conoscenza e nell'amore. Questa posizione di base rivela un desiderio del mistero divino e di Dio. Rahner parla di una " mistica del quotidiano ", cioè di una scoperta della presenza di Dio nell'ordinario e nel quotidiano. S. Teresa di Lisieux con la sua " piccola via " offre una espressione particolarmente adatta di quella " mistica del quotidiano". Per s. Teresa, " tout est grâce " (tutto è grazia); i suoi scritti rivelano un'unione sempre crescente tra l'amore di Dio e l'amore del prossimo attraverso l'identificazione con il mistero pasquale di Cristo. Thomas Merton, un monaco trappista, i cui scritti hanno dato un grande contributo alla vita contemplativa ed alla mistica, fornisce una visione spirituale unitamente alla teologia espressa da Rahner. Tutta la santità è trasformazione in Cristo che in tutte le epoche ha trovato un'espressione mistica così come l'esperienza dell'intimità divina nel contesto dell'ordinario e del quotidiano.

Bibl. G. Baget Bozzo, Dal sacro al mistico, Milano 1981; H.U. von Balthasar, La meditazione, Alba (CN) 1955; L. Bouyer, Mysterion. Dal mistero alla mistica, Città del Vaticano 1998; L. Dupre - J. Wiseman (ed.), Light from Light: an Anthology of Christian Mysticism, New York 1988; T. Merton, Mistici e maestri zen, Milano 1969; R. Otto, Il sacro, Milano 19762; A.N. Terrin, Il sacro off-limits, Bologna 1994.



Autore: J. Russell
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)


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