Rosmini Antonio


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I. Cenni biografici e opere. R. Serbati Antonio nasce il 25 marzo 1797 e muore il 1 luglio 1855. Pensatore tra i più profondi e propositivi del secolo passato, scrive numerosi saggi di filosofia, di teologia e di spiritualità. E anche il fondatore dell'Istituto della Carità (Rosminiani). Uomo dall'intelligenza sistematica e vigorosa con i suoi scritti spirituali, che riflettono certamente anche il suo vissuto, propone una spiritualità che ha una stretta e naturale dipendenza dalla teologia e, nello stesso tempo, un innegabile fondamento mistico.

Tra gli scritti di ascetica e mistica ricordiamo soprattutto i seguenti: Massime di perfezione cristiana (Roma 1830); La dottrina della carità (Domodossola 1931); Epistolario ascetico (Roma 1911-1913).

II. Insegnamento mistico. Nella dottrina teologica proposta dal R. sembra che l'uomo viva per aspettare Dio: parte dalla coscienza di essere abitati dalla presenza di Dio in Cristo e punta a fare spazio sempre più al mistero di Cristo e a tutte le sue operazioni.

R. sottolinea che " tutti i cristiani in qualunque stato si trovino sono chiamati alla perfezione " (Massime di perfezione cristiana, p. 39), cioè alla " piena esecuzione dei due precetti della carità di Dio e del prossimo " (Ibid.). Evidenzia, altresì, che chi coltiva tale aspirazione non fa qualcosa di superfluo, ma rende a Dio ciò che gli è dovuto, cioè fa opera di giustizia. R. rileva, inoltre, che la vocazione alla santità non è principalmente oggetto di un impegno e di una convergenza sofferta e fedele a Dio, ma è una necessità che affiora dall'interno, da una presenza intima, infinita, che seduce, assorbe, possiede e rende nuova la vita.

E la presenza di Cristo, carità di Dio, nella vita dell'uomo, che coinvolge chiunque si fa cavità ricettiva alla sua azione, in un progetto nuovo, rendendolo capace di amare. " Quando questa Carità eterna... pone se stessa nelle create intelligenze - scrive R. - allora incontanente s'accende la nuova vita " (Dottrina della carità, p. 329).

Il centro vitale, quindi, del cammino spirituale è il Verbo incarnato, carità del Padre, " il grande Amante in tutti noi " (Ibid., p. 316). E lui che, prendendo posto nella vita dell'uomo, lo abilita a vivere " in un'altra maniera " e fa in modo che " gli atti di questa vita nuova, prodotta dalla carità, siano anch'essi atti di carità " (Ibid., p. 330).

Questa carità, che il credente è chiamato a vivere, deve avere una connotazione storica. Ora, nella scelta dell'impegno concreto, il credente non stabilirà a priori il dove e il come dovrà vivere la carità. Egli sarà indifferente e docile al cammino che Dio ogni giorno gli traccerà. Tale indifferenza, però, non è immobilismo, bensì motivo di ricerca: guidato dallo spirito d'intelligenza e sollecitato dai segni dei tempi, il fedele dovrà discernere e comprendere quale volto storico dare al suo impegno nell'amore.

Questo cammino nell'amore non è un'esperienza intimistica, ma va vissuto assieme a tutti gli uomini radunati dalla carità di Cristo, con i quali si rimane in comunione e si fa Chiesa. Non c'è santità, di conseguenza, senza un amore profondo a questa Chiesa, un amore che si fa desiderio " di spargere per essa i sudori ed il sangue " (Massime di perfezione, p. 46).

Frutto, ma anche segno di un cammino serio verso la santità è la pace del cuore, cioè un " godere una perfetta tranquillità e conservare un gaudio pieno, riposando pienamente nel suo Signore " (Ibid., p. 48). Tale pace R., uomo consumato dalla carità di Dio, testimonia come frutto della sua serenità interiore, malgrado le incomprensioni e la condanna di alcuni suoi scritti, sul letto di morte, quando a Manzoni che gli chiede: " Che faremo noi? ", egli lucidamente risponde: " Adorare, tacere e godere ".

Bibl. Opere: Epistolario ascetico, 4 voll., Roma 1911-1913; La perfezione cristiana, a cura di M.F. Sciacca, Torino 1955; L'introduzione del Vangelo secondo Giovanni commentata, Libri tre, a cura di R. Bessero Belti, Padova 1966; Storia dell'Amore, a cura di M.M. Riva, Reggio Emilia 1977; Antropologia soprannaturale, a cura di U. Muratore, 2 voll., Roma 1983; Scritti ascetici, a cura di A. Valle, Cinisello Balsamo (MI) 1987; Delle cinque piaghe della santa Chiesa, a cura di A. Valle, Milano 1997. Studi: M. Antonelli, L'ascesi cristiana in A. Rosmini, Domodossola (NO) 1955; R. Bessero Belti - U. Muratore - A. Valle, Ascetica e pietà rosminiana, Stresa (NO) 1985; R. Bessero Belti, s.v., in DES III, 2185-2190; Id., s.v., in DIP VII, 2033-2036; G. von Brockhusen, s.v., in WMy, 443-444; F. Evain, s.v., in DSAM XIII, 987-991; U. Muratore, Rosmini profeta obbediente, Milano 1995; C. Rebora, Antonio Rosmini asceta e mistico, Vicenza 1980; G. Velocci, L'esperienza religiosa di Antonio Rosmini, Milano 1971.




Autore: A. Neglia
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)


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