Roger (fratel)


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I. Vita e opere. Nato nel 1915, di padre svizzero e di madre francese, R., fondatore della comunità di Taizé, è segnato fin dalla sua infanzia dall'apertura e dal coraggio di sua nonna che accoglie in casa, (in Francia), sotto i bombardamenti, alcuni rifugiati della Prima Guerra mondiale. Dopo la guerra, pensando che una riconciliazione dei cristiani potesse impedire nuovi conflitti in Europa, questa donna anziana, di antica radice evangelica, comincia a frequentare la Chiesa cattolica.

Nel 1940, seguendo l'esempio della nonna, suo nipote rifiuta di rimanere passivo dinanzi alle distruzioni della Seconda Guerra mondiale. Si prepara a creare una comunità che sia una " parabola di comunione ", un segno concreto di riconciliazione. Vuole realizzare questo progetto là dove infieriscono la guerra e l'angoscia. Lascia la Svizzera e si stabilisce nel villaggio di Taizé, in Borgogna, vicino alla linea di demarcazione che taglia in due la Francia. Nasconde dei rifugiati, soprattutto ebrei.

A poco a poco, lo raggiungono dei fratelli. Nel 1949, essi si impegnano nel celibato e nella vita in comune. Se all'inizio i fratelli sono di origine evangelica, dei cattolici non tardano ad unirsi alla comunità, che conta ormai più di cento fratelli provenienti da tutti i continenti.

A partire dal 1950, alcuni vanno a vivere in piccole fraternità in luoghi miseri del mondo per condividere le condizioni di vita di coloro che soffrono. Fin dal 1962, con grande discrezione, alcuni fratelli si recano nei paesi dell'Europa dell'est.

Dal 1957-58, la comunità accoglie un numero sempre crescente di giovani provenienti da tutte le parti del mondo, fino a diverse migliaia ogni settimana, alla ricerca di un senso da dare alla vita e per approfondire la fede. Taizé non organizza questi giovani in un movimento, ma li prepara ad essere creatori di pace, portatori di riconciliazione nei loro paesi.

Come altri fondatori nella storia, l'intenzione profonda di R. è quella di rispondere, attraverso la creazione di una comunità, ai grandi interrogativi del mondo, nonché di aprire vie di riconciliazione tra cristiani e di fiducia tra i popoli.

Attraverso la parola, la testimonianza, la preghiera e la vita comune, R. e i suoi fratelli aprono la via della mistica a giovani e adulti, talvolta senza radici e senza riferimenti nel mondo moderno. In una società dei consumi che crea un'inquietudine fin nella vita spirituale R., con un infinito rispetto e una grande pazienza, mostra che la fede è una realtà molto semplice, un'umile fiducia in Dio, " così semplice da poter essere offerta a tutti senza eccezione ".

Fiducia è una delle parole chiavi del pensiero del fondatore di Taizé. La fiducia in Dio, che " può solo dare il suo amore ", che " non vuole né la sofferenza né l'angoscia umana ", rende possibile una fiducia tra gli uomini: " Senza perdono non c'è futuro per la nostra persona, non c'è futuro per i cristiani, non c'è futuro per un popolo ". Questa fiducia è la sorgente della pace del cuore. Essa permette di guardare ad ogni giorno come un oggi di Dio e di andare, lungo tutta la vita, " da nuovo inizio ad un nuovo inizio ".

Come la fede, anche la preghiera è semplice. R. invita a non inquietarsi se la preghiera personale è talvolta povera: " Non siamo tutti dei poveri di Cristo? " Ma la preghiera comune è un sostegno incomparabile per la preghiera personale.

Tra i libri di R. ricordiamo innanzitutto la Regola di Taizé e poi il suo diario, edito in Italia dalla Morcelliana di Brescia con i seguenti titoli: La tua festa non abbia fine, Lotta e contemplazione, Vivere l'insperato, Stupore di un amore, I tuoi deserti fioriranno, Passione di un'attesa. Il suo amore è un fuoco (LDC), In te la pace del cuore (LDC).

II. La spiritualità di Taizé. Attingendo alle ricchezze dell'Oriente e dell'Occidente, Taizé celebra una preghiera gioiosa, semplice, radicata nella tradizione viva della Chiesa. L'ascolto della Parola di Dio è seguito da un lunghissimo silenzio. I canti di Taizé, brevi frasi cantate a lungo, sono conosciuti in tutto il mondo.

Il Vangelo chiama i cristiani ad essere uomini e donne di comunione e di impegno: " Hai forse paura della tua paura? La comunione con il Cristo ti dà il coraggio dell'impegno per rendere la terra abitabile: perché il più misero, il più schiacciato dall'ingiustizia non venga dimenticato ". Per R. l'amore degli altri passa in particolare attraverso l'amore per i piccoli, soprattutto quelli che sono stati segnati da abbandoni umani, da rotture di affetti.

Per R. il Cristo non è venuto a creare una religione in più, ma ad offrire a tutti una comunione in lui, quella " comunione d'amore che è il Corpo del Cristo, la sua Chiesa ", una Chiesa terra di semplicità, di partecipazione e di comunione, fermento di riconciliazione nell'umanità.

Bibl. R. Brico, Frère Roger e Taizé, Brescia 1982; J.L. Gonzalez-Balado, La sfida di Taizé, Roma 1980; E. Marchant, Taizé, in DSAM XV, 9-12; K. Spink, Frére Roger, fondatore di Taizé, Bologna 1987.




Autore: L. Claret
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)


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