Porete Margherita


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I. Cenni biografici. Nasce nel 125060 ca. nella marca dello Hainaut, probabilmente nella capitale, Valenciennes, allora diocesi di Cambrai, nel nord est della Francia. E una beghina e verso il 1290 scrive Le miroir des simples âmes, probabilmente in piccardo. Ma la P. è presto accusata di panteismo e perseguitata perché, parlando del rapporto dell'anima con Dio come di un rapporto immediato al di là di ogni mediazione, pone in secondo piano la Scrittura e la Chiesa.

E condannata dal vescovo di Cambrai che ordina la distruzione del suo libro e ne vieta la divulgazione, ma poiché il libro viene tradotto in latino e diffuso nonostante l'interdizione nel 1307 P. è condotta dinanzi al Grande Inquisitore di Parigi, il domenicano Guglielmo Humbert da Parigi ( prima del 1314). Giudicata " pro convicta et confessa et pro lapsa in heresim " viene scomunicata.

L'11 aprile del 1309, ventuno teologi giudicano eretico il libro e ne decretano la distruzione, mentre all'autrice viene concesso, come da regolamento, di trascorrere un anno in prigione perché possa pentirsi. Riconosciuta " relapsa " dall'Inquisitore e da una commisione di canonisti, il 1o giugno del 1310 è arsa viva insieme al suo libro sulla Place de Grève di Parigi.

II. La sua opera. Il libro, scritto in forma allegorica, nasce dall'esperienza mistica dell'Autrice, ma si snoda secondo il genere letterario del tempo, molto diffuso, dei cosiddetti specchi, trattati con forte valenza didattico-informativa. E composto di centotrentanove capitoli forse scritti in due tempi. La prima parte, infatti, fino al c. 121 è più descrittiva e termina con un trionfale inno alla gioia; la seconda, comprende un'appendice costituita da alcune considerazioni dell'anima, ormai giunta alla vita dello spirito, che rispondono alle esigenze degli " smarriti che desiderano conoscere la strada per il paese della libertà ". L'anima protagonista è degna di essere imitata, perciò può indicare la via alla perfezione. Accanto all'Anima, alla ricerca dell'Amore nobile e puro, si muovono la Ragione, la Cortesia, l'Intelletto, l'Amore, la Discrezione, il Timore, il Desiderio, le virtù di Fede, Speranza, Carità, la Verità, la Santa Chiesa, Dio, lo Spirito Santo e il Lontanovicino che è la Trinità stessa. Tutti questi si esprimono in volgare francese o, in origine, in piccardo 1 e l'azione si svolge intorno alla consegna del libro da parte di Amore all'amore come immagine di un amore lontano che più è vicino all'intimo più è esteriormente distante (cf cap. I, 25). Malgrado tale vicinanza, l'anima si sente sempre in un " paese straniero " (cf ibid., 35).

II. Insegnamento mistico. Il messaggio della P. nasce dalla sua ansia di ricerca di Dio. Ella comincia a cercarlo nella creatura... ma quando vede che non trova nulla, si rivolge all'opera del pensiero e questo le suggerisce di cercarlo al fondo del nucleo dell'intelletto. Scopre così " sette stati che chiamiamo sette modi di essere " (cf cap. 118,5), dai quali la creatura riceve l'esistenza passando attraverso tre morti, quella al peccato, quella alla natura e quella allo spirito (cf cap. 60 e 297). Nel primo stato, l'anima vive secondo la natura umana osservando i comandamenti divini (cf cap. 60,10; cap. 55,10): chi è in questo stato resta villano perché gli basta essere salvato (cf cap. 63). Nel secondo stato, l'anima vive dello spirito poiché è nata dalla morte della natura (cf cap. 59,5): questo è lo stato in cui " Dio offre consigli ai suoi amici, al di là di ciò che comanda " (cap. 118,30). Nel terzo, l'anima ha " grande desiderio di moltiplicare opere di perfezione da donare all'amico; vuole compiere l'altrui volere per distruggere il proprio volere " (cap. 118,60) e nel quarto, " è condotta all'altezza della contemplazione " (cap. 118,70): " l'Amore la rende del tutto ebbra, così ebbra da non permetterle che di tendere a lui grazie alla forza di cui Amore la diletta " (cap. 118,85). L'anima ha un solo intento: " amare senza ricompensa " (cap. 27,5). Il suo volere non è più il suo e in lei, è, invece, in colui che l'ama, ma questa non è opera sua, bensì opera di tutta la Trinità che opera in tale anima a proprio arbitrio (cf cap. 27,25). Al quarto stato si trova ancora volontà nella creatura, ma al quinto tale volontà non esiste più (cf cap. 58,15). Questo stato inizia con " l'Anima che considera che Dio è, e che lei non è " (cap. 118,100). Dio e l'anima sono ancora due, ma l'anima " si rimette... a Dio " per " dono " e " tale dono la trasforma nella natura dell'Amore " (cap. 118,130). In questo stato " Lontanovicino la rapisce in un lampo " (cap. 58,20), facendola passare al sesto stato (cf cap. 58,25), nel quale " l'anima non vede affatto se stessa, né vede Dio... ma è Dio che si vede in lei... Essa è liberata da tutte le cose, è pura e chiarificata, non però glorificata " (cap. 118,190). Tale movimento è " una manifestazione della stessa sua gloria che Dio vuole fare avere all'anima, che poi ne godrà senza fine. Perciò, per sua bontà, le dà questa dimostrazione del settimo stato nel sesto " (cap. 61,10); " quest'anima ha l'impronta di Dio ed ha ottenuto la sua vera impronta nell'unione d'amore; e al modo in cui la cera prende la forma del sigillo, così quest'Anima ha preso l'impronta di questo vero modello " (cap. 50, 5). " Quest'anima è trasformata in Dio " (cap. 51,5). " Non voglio nulla, sono sola in lui senza me stessa " (cap. 51,20). " L'anima è tornata al suo primo essere " (cap. 138).

" L'anima toccata da Dio è spogliata del peccato ed è salita per grazia al settimo stato di grazia nel quale ha la pienezza della sua perfezione " (cap. I, prologo) e gode già sulla terra la pace e la certezza della gloria celeste.

Note: 1 Nota bibliografica in M. Porete, Lo specchio delle anime semplici, Cinisello Balsamo (MI) 1994, 107. Il manoscritto conservato è quello di Chantilly pubblicato nel vol. LXIX del CCCM (Turnhout, Brepols 1986).

Bibl. Opere: R. Guarnieri, Il movimento del Libero Spirito. Testi e documenti, in G. de Luca (cura di), Archivio Italiano per la Storia della Pietà, IV, Roma 1965, 350-708 (I. " Il movimento del Libero Spirito dalle origini al sec. XVI ", 353-499; II. " Il "Miroir des simples âmes" di Margherita Porete ", 501-636: ed. diplomatica del ms di Chantilly; III. " Appendici ", 637-708). Tr. it. con testo mediofrancese a fronte: Margherita Porete, Lo specchio delle anime semplici, a cura di M. Vannini, Cinisello Balsamo (MI) 1994. Studi: R. Guarnieri, Frères du Libre Esprit, in DSAM V, 1241-1268; Id., Fratelli del Libero Spirito, in DIP IV, 633-652 (su M. Porete, 640-643); U. Heid, Studi su Margherita Porete e il suo " Miroir des simples âmes ", in P. Dinzelbacher - D.R. Bauer (cur.), Movimento religioso e mistica femminile nel Medioevo, Cinisello Balsamo (MI) 1993, 219-247; P. Mommaers, La transformation d'amour selon Marguerite Porète, in Ons Geestelijk Erf, 65 (1991), 89-107; F.J. Schweitzer, s.v., in WMy, 416.



Autore: M.R. Del Genio
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)


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