Pier Damiani (santo)


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I. Cenni biografici. Nasce a Ravenna nel 1007 e dopo un periodo dedicato agli studi e all'insegnamento, entra nell'eremo di Fonte Avellana dove diventa sacerdote e priore; nel 1057, ormai noto come maestro di vita ascetica e fondatore e riformatore di vari eremi, è creato cardinale vescovo di Ostia dal papa Stefano IX ( 1058) e svolge numerose missioni nell'Italia del nord e in Francia per la riforma della Chiesa. Nel 1066 rinuncia al cardinalato e si ritira a Fonte Avellana. Nel 1072, in occasione di un viaggio a Ravenna, muore a Faenza.

Uomo di forte tempra ascetica, di vasta cultura, di una intelligenza viva, ha lasciato numerosi scritti, spesso occasionali, dai quali traspare il suo costante impegno per la riforma della Chiesa, oppressa dalla simonia e dal nicolaismo, e per la promozione della vita monastica, specialmente nella sua forma eremitica. A questo proposito, giustificò il fatto che alcuni fossero ammessi all'eremo anche senza aver trascorso necessariamente un periodo di tempo nel cenobio, allontanandosi, in questo, dalla prassi suggerita dalla Regola di s. Benedetto.

II. Dottrina mistica. Dai numerosi scritti - opuscoli, trattati, lettere - è possibile enucleare una dottrina mistica del santo, fondata sulla contemplazione di Dio che si raggiunge attraverso la lectio della Bibbia. La contemplazione è lo scopo al quale tende la vita monastica; è una grazia che corona l'esercizio di ogni virtù, anche delle più severe (il santo praticò e suggerì anche agli altri monaci la pratica della flagellazione). In particolare esaltò la vita eremitica come anticipo del paradiso e la cella come luogo dove abita il Signore.

Sentì fortemente la comunione con tutta la Chiesa; la sua fu una ecclesiologia di comunione, che non era in alternativa con la vita eremitica. Nel trattato dal titolo Dominus vobiscum dimostrò, in maniera ampia e splendida, che la preghiera del solitario si attua in comunione con la Chiesa universale. Nel suo insegnamento - come ha scritto Jean Leclercq - egli seppe unire la veemenza di s. Girolamo e la calma di s. Gregorio Magno. Esponente della teologia monastica, meditò sui misteri di Dio e della Chiesa, concepita come Corpo mistico, sottolinenado il ruolo di Maria, novella Eva e madre di Dio.

Autore di varie poesie, P. ha saputo vedere e interpretare la natura, ammirando la bellezza dell'ordine del mondo, ma nello stesso tempo ha sempre esortato a disprezzare tutto ciò che può separarci da Dio.

Bibl. Opere: Sono edite in PL 144-145. Per osservazioni su questa e altre edizioni, cf G. Lucchesi, Clavis sancti Petri Damiani, in Aa.Vv., Studi su san Pier Damiano in onore del card. Amleto Cicognani, Faenza 19702, 215. Le Epistulae sono edite da K. Reindel in MGH, Epist. 1983 e ss. Cf anche San Pier Damiani, Precetti ed esortazioni di vita spirituale, a cura di V. Bartoccetti, Brescia 1931; Id., Contestazione, preghiere, lacrime, a cura di A. Giabbani, Brescia 1972; Id., Lettere ai monaci di Montecassino, a cura di A. Granata, Milano 1987. Studi: B. Calati, s.v., in DSAM XII2, 1551-1573; G. Fornasari, Medioevo riformato del secolo XI. Pier Damiani e Gregorio VII, Napoli 1996; R. Grégoire, San Pier Damiani e la teologia del suo tempo, in Studia monastica, 16 (1974), 69-87; J. Leclercq, San Pier Damiani. Eremita e uomo di Chiesa, Brescia 1972; P. Palazzini, s.v., in BS X, 554-574 (con ampia bibl.); P. Sciadini, s.v., in DES III, 1952-1953; G. Tabacco, Pier Damiani tra edonismo letterario e violenza ascetica, in Quaderni medievali, 24 (1987), 6-23.



Autore: G. Picasso
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)


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