Parsch Pius


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I. Vita e opere. Nato con il nome di Giovanni Evangelista (Hans) il 18 maggio 1884 a Neustift, vicino Olmütz in Moravia, allora parte dell'Impero austro-ungarico ed oggi nota come la città ceca di Olomouc, Sebastian Parsch muore nel monastero di Klosterneuburg, vicino Vienna, l'11 marzo 1954. Ha un'infanzia tranquilla e crescendo, studente laborioso, s'interessa anche di atletica e di arte drammatica amatoriale. Al termine dei suoi studi entra a far parte della Congregazione dei canonici regolari di sant'Agostino a Klosterneuburg nel 1904, ricevendo il nome religioso di Pius (Pio), dopo la recente elezione di Pio X. Il nome si rivela in qualche modo provvidenziale, poiché, già durante i suoi studi, il giovane religioso si unisce ad altri nell'intento di completare nel monastero l'insegnamento di san Pio X sulla Comunione frequente. Allo stesso tempo, mostra interesse per la celebrazione liturgica, cercando di redigere la sostanza di un commento sull'Ufficio divino. Prepara una dissertazione sul significato della morte di Cristo sulla croce in s. Paolo. Negli anni successivi alla sua ordinazione sacerdotale, nel 1909, occupa il tempo preparando un dottorato in teologia all'Università di Vienna (conseguito nel 1912) e con l'ufficio pastorale in una parrocchia alla periferia di Vienna, dove indirizza le sue energie ad incoraggiare i fedeli alla frequente comunione e ad una direzione spirituale individuale. Nel 1915 è chiamato come cappellano militare al fronte e sperimenta nuove esperienze pastorali venendo in contatto, per la prima volta, con uno strato della popolazione che in pratica vive lontano dalla Chiesa considerata mondana o formalistica e ostile.

P. giunge così alla conclusione della necessità di un rinnovamento della pietà popolare nella pratica liturgica e pastorale da ottenersi soprattutto attraverso un ritorno alle origini. Tornato a Klosterneuburg, alla fine della guerra, comincia ad animare una varietà di gruppi liturgici e biblici e a promuovere lì ed in varie parrocchie viennesi le nuove celebrazioni liturgiche. Avendo già iniziato a progettare sussidi per incrementare la partecipazione della gente, P., nel 1925, fonda una casa editrice che, dal 1926, pubblica la rivista Bibel und Liturgie e, dal 1928, un settimanale: Leben mit der Kirche. Queste diverse iniziative, gradatamente, riescono ad esercitare un'influenza sull'opinione pubblica nazionale ed internazionale. I testi della Messa, in traduzione tedesca, sono distribuiti in più di tre milioni di copie in soli tre anni e, agli inizi del 1930, le sue idee fanno testo.

Gli anni del nazional-socialismo in Germania e in Austria e la Seconda Guerra mondiale, vanificano la crescita del movimento di aggregazione, ma P. riprende a lavorare progressivamente sulle sue iniziative dal 1945, finché, nel 1952, non viene parzialmente paralizzato da un colpo apoplettico che lo conduce alla morte due anni più tardi. Le sue opere sono state tradotte in molte lingue e ristampate più volte.

II. Insegnamento. P. desidera restituire alla prassi cristiana due elementi perduti: la Bibbia e la liturgia, le sole che avrebbero permesso di sviluppare una vita spirituale fondata solidamente. La pietà personale dev'essere nutrita da una lettura individuale e quotidiana della Scrittura e da un'attenzione al contenuto della liturgia, soprattutto alla proclamazione liturgica della Parola di Dio, allontanandosi da una devozione-fondata e da una pietà soggettiva e avvicinandosi agli oggettivi e centrali misteri della fede, interpretati e narrati nella Bibbia e celebrati in vari aspetti della liturgia, soprattutto durante la Messa e l'anno liturgico. Dovrebbe anche essere contraddistinta da un rinvigorito senso del sacerdozio di tutti i fedeli. Da questo momento, P. fa tutto il possibile per promuovere un senso comunitario della celebrazione liturgica. Riguardo al culto eucaristico, P., nel suo ministero, cerca di distanziarsi da ciò che considera un'esagerata enfasi sull'adorazione del SS.mo Sacramento a favore di un'attiva partecipazione alla celebrazione della Messa, che include la frequente comunione sacramentale; una partecipazione che deve, quindi, portare ad un'azione caritativa pratica nei confronti del prossimo emarginato.

Come uno dei grandi apostoli del movimento pastorale liturgico, P. contribuisce validamente, attraverso la sue attività a dare nuovamente alle persone il senso della loro appartenenza alla Chiesa come Corpo di Cristo stimolando non un'appartenenza formale, ma una vera incorporazione mistica nella sua realtà sacramentale, come espressa perfettamente nella celebrazione eucaristica.

Bibl. Cf in modo particolare gli studi di N. Höslinger - T. Maas-Ewerd (edd.), Mit sanfter Zähigkeit: Pius Parsch und die biblisch-liturgische Erneuerung, Osterreichisches Katholisches Bibelwerk, Klosterneuburg 1979; R. Pacik, s.v., in DSAM XIII, 267-271; Id., Volksgesang im Gottesdienst..., Klosterneuburg 1977.




Autore: A. Ward
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)


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