Olier Jean-Jacques


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I. Vita e opere. " Uno dei nostri buoni mistici ": è così che Bossuet definisce O.1 Egli è soprattutto conosciuto come il grande curato riformatore della parrocchia di Saint-Sulpice di Parigi e come il fondatore del Seminario e della Compagnia dei sacerdoti di Saint-Sulpice. E prima missionario, discepolo di s. Vincenzo de' Paoli e lavora molto per la fondazione di Villa-Maria (Montréal in Canada). Ma le sue esperienze e la sua dottrina spirituale sono eccezionali. La sua influenza resta importante per i fondamenti biblici, patristici e teologici dei suoi scritti e per l'ascendenza sui suoi eredi spirituali.

Nato a Parigi nel 1608 da una famiglia della " nobiltà di toga ", studia a Lione, poi a Parigi, presso i gesuiti e alla Sorbona. Ordinato sacerdote nel 1633, si pone sotto la direzione di Vincenzo de' Paoli, poi di Condren. Vincenzo lo invia come missionario in diverse zone della Francia. Dopo essere passato attraverso una grande prova psicologica e spirituale, che egli racconta nelle sue Mémoires manoscritte, fa una vera " esperienza dello Spirito Santo " che lo libera interiormente per un servizio apostolico nuovo ed intenso.

Nel dicembre 1641, fonda un seminario a Vaugirard, vicino Parigi. Nominato curato di Saint-Sulpice nel 1642, vi trasferisce l'omonimo seminario da lui fondato e svolge per dieci anni un'attività pastorale e educativa sorprendente tra molteplici difficoltà.

A partire dal 1651, dopo aver fatto consegnare all'Assemblea del Clero in Francia un Projet pour l'établissement d'un Séminaire dans un diocèse e dopo aver fatto consacrare da un Nunzio la nuova cappella del seminario di Saint-Sulpice, è indotto a limitare le sue attività, a causa di una malattia. Continua ad assicurare la fondazione di vari seminari: Nantes (1649), Viviers (1650), Le Puy (1653) e Clermont (1656). Prepara l'invio dei " Sulpiziani " a Montréal (1657). Compone anche qualche opera di spiritualità: La journée chrétienne (1655), Le Catéchisme chrétien pour la vie intérieure (1656), l'Introduction à la vie et aux vertus chrétiennes (1657). Muore il 2 aprile 1657. Solo nel 1676 L. Tronson pubblica il celebre Traité des Saints Ordres, utilizzando estratti di scritti di O., apportandovi alcuni cambiamenti dannosi, come ha documentato un recente studio critico. Numerosi manoscritti, soprattutto numerose Mémoires scritte su richiesta del suo direttore spirituale padre Bataille, permettono di conoscere bene O., ma sono soprattutto le sue Lettere (1672) che danno di lui la migliore testimonianza come educatore spirituale.

II. Insegnamento spirituale. Seguendo Bérulle - egli ha avuto Condren come direttore dal 1635 al 1641 -, O. insiste sull'adorazione della Trinità, sulla comunione ai sentimenti di Gesù (" O Gesù, vivente in Maria, vieni a vivere in noi "), sullo spirito apostolico, spirito di Gesù dato agli apostoli e ai loro successori alla Pentecoste.

Egli porta avanti questo insegnamento, ma a differenza di Bérulle, che insiste sui misteri della vita del Cristo, e di Condren, che insiste sull'immolazione, O. si sofferma sulla vita eucaristica perché l'Eucaristia offre al cristiano, sotto forma di alimento, tutti questi misteri del Cristo e gliene comunica l'efficacia. Insieme al culto di adorazione eucaristica, O. insiste sulla partecipazione alla vita di Dio che si comunica nell'umanità del Cristo. In questo modo si partecipa " principalmente alla sua sovrana religione verso il Padre, alla sua carità verso il prossimo, all'annientamento e alla irriconciliabile opposizione al peccato " (Pietas Seminarii S. Sulpitii, a. IV).

Egli prega ed agisce molto per la santità dei sacerdoti. Ha ricevuto da Gesù questa vocazione: " Io voglio che tu viva in una contemplazione perpetua e che porti la contemplazione nel sacerdozio " (Mémoires 7, 290).

Il sacerdote è considerato il mediatore perché i fedeli possano raggiungere la vita mistica. Infatti, il sacerdote deve produrre Gesù Cristo, dare lo Spirito Santo alla Chiesa e santificare i fedeli; in questo modo, il sacerdote genera il Figlio nei fedeli, " la produzione che fa il sacerdote di Gesù Cristo è la continuazione della generazione gloriosa di Gesù, il giorno della sua risurrezione " (Traité des saints Ordres, p.3 c.2.).

Note: 1 Mystici in toto I. P. art. 1, c. XXX.

Bibl. Opere: Catéchisme chrétien e la Journée chrétienne, Paris 1954; Introduction à la vie et aux vertus chrétiennes et Pietas Seminarii, Paris 1954; Le Traité des Saints Ordres (1676) comparé aux écrits authentiques de Jean-Jacques Olier (1657), Paris 1984; Le Lettres, rieditate nel 1935 da E. Levesque (2 voll., Gigord, Paris), saranno oggetto d'una prossima ristampa; J.J. Olier, Sainteté chrétienne: textes choisis par Gilles Chaillot, Paris 1992. Studi: F. Antolín Rodríguez, s.v., in DES II, 1750-52; R. Deville, La scuola francese di spiritualità, Cinisello Balsamo (MI) 1990, 71-89; M. Dupuy, Se laisser à l'Esprit. Itinéraire spirituel de Jean-Jacques Olier, Paris 1982; J.-E. Ménard, Les dons du Saint-Esprit chez Monsieur Olier, Montréal 1951; I. Noye, s.v., in DIP VI, 708-711; I. Noye - M. Dupuy, s.v., in DSAM XI, 737-751.




Autore: R. Deville
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)


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