Nilo di Rossano (santo)


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I. Vita e opere. N. (Neilos) il Giovane è noto anche come Nilo di Rossano. Santo della Chiesa di tradizione bizantina (910 ca.-1004 o 1005), che celebra la sua festa il 26 settembre, nasce a Rossano, da nobile famiglia italo-greca; viene poi battezzato con il nome di Nicola. Ciò che conosciamo di lui, dalla Vita attribuita a s. Bartolomeo il Giovane ( 1055 ca.), discepolo e terzo igumeno del monastero di Grottaferrata che completa e di cui si considera co-fondatore, ha caratteri agiografici stereotipici. Eppure, dal punto di vista filologico e compositivo, questa vita è considerata un capolavoro agiografico dell'Italia italo-greca. N. sembra non essersi sposato. Convive con una donna e ne ha una bambina. A trent'anni circa sente la chiamata a ritirarsi dal mondo e si fa monaco in un monastero della regione montuosa della " nuova Tebaide ": il Mercurion, tra la Lucania e la Calabria, dove ha s. Fantino ( 1000 ca.) come padre spirituale. Più tardi, per sottrarsi alla vita pubblica (è stato decurione) e salvarsi dalle incursioni saracene che la vicinanza della Sicilia musulmana rende frequenti, si rifugia nella nativa Rossano. Fonda il monastero di Sant'Adriano, presso San Demetrio Corone, rimanendovi per venticinque anni. Cambia il nome in Nilo, per devozione a s. Nilo Sinaita ( 430 ca.). Eremita e cenobita, rifiuta di essere consacrato arcivescovo di Rossano. Seguono altri spostamenti (Montecassino, Vallelucio, Serperi, vicino Gaeta). Scrive al conterraneo Giovanni Filagathos (l'antipapa Giovanni XVI) ( 1001) rimproverandogli l'ambizione e intercede per lui, ma invano, presso l'imperatore Ottone III ( 1002). Ormai prossimo a morire, fonda il monastero di Grottaferrata (Cryptaferrata) presso il Monumentum Ferratum nella zona del Tuscolo, vicino Roma. Muore nel monastero greco di Sant'Agata, nell'attuale contrada La Molara sulla via Anagnina alle falde del Tuscolo.

N. è un copista, erudito, specialmente in letteratura greca e latina, e innografo. Fonda la scuola innografica criptense, componendo uffici liturgici e bellissime poesie, fra cui l'ufficiatura criptense della festa di s. Benedetto, e un kontakion di s. Nilo Sinaita. Crea pure un nuovo tipo di scrittura italo-greca, chiamata tachigrafia greca sillabica niliana o di Grottaferrata.

II. Esperienza spirituale. Dalla Vita di N. ricaviamo preziose informazioni sulla spiritualità monastica dell'Italia meridionale bizantina. La spiritualità personale di N. fa parte di quella italo-greca del periodo, il cui centro è la liturgia bizantina, nella variante italo-greca. Ma la decisione di N. di partire per Montecassino e per l'Italia di rito latino, trapianta l'ideale italo-greco di oikeiosis (appartenza linguistica, culturale e spirituale all'Impero bizantino) e di xenia (essere stranieripellegrini, senza radici, in cerca di Dio) nel cuore della Chiesa latina. Morto prima della separazione tra Oriente e Occidente, N. ha dato un'impronta particolare alla vita di preghiera. Questa si sviluppa nello sforzo ascetico, sotto la guida del padre spirituale. Il noviziato dura solo quaranta giorni. L'importanza di Grottaferrata, testimone di un monachesimo di rito greco già comune nelle forme esteriori a Oriente e a Occidente, non si deve sottovalutare. Non solo perché emblematica come correttivo all'uso sfortunato del potere dello Stato e della Chiesa in tempi difficili, ma anche per il suo valore ecumenico: basti pensare che una delle prime iniziative di Paolo VI, appena eletto papa, fu quella di recarsi a Grottaferrata (18.8.1963). La liturgia di Grottaferrata rispecchia influssi studiti, unico posto al mondo a preservare questa forma di vita monastica urbana.

Bibl. Opere: PG 120,15-166; S. Garsisi, I manoscritti autografi di S.N. Juniore, in Oriens Christianus, 4 (1905), 3-67. Studi: G.M. Croce, La Badia greca di Grottaferrata e la rivista " Roma e l'Oriente ", 2 voll., Città del Vaticano 1990; G. Giovanelli, s.v., in BS IX, 995-1008; Id., S. Nilo di Rossano, Fondatore di Grottaferrata, Grottaferrata (RM) 1966; Id., Vios kai politeia tou hosiou patros hemon Neilou tou Neou, Thessaloniki 1972; tr. it., 1976; D.P. Hester, Monasticism and Spirituality of the Italo-Greeks, Thessaloniki 1992; T. Minisci, s.v., in EC VIII, 1884; Id., Riflessi studitani nel monachesimo italo-greco, Il monachesimo orientale, Roma 1958, 215-233; I.G. Passarelli, Il monachesimo italo-greco, in Aa.Vv., Il monachesimo nel primo millennio, Atti del Convegno, Roma-Casamari 1989, 185-194; A. Pertusi, La spiritualité gréco-byzantine en Italie méridionale, in DSAM VII2, 2193-2206.



Autore: E.G. Farrugia
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)


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