Nicola da Flue


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I. Cenni biografici. Nasce nel 1417 nel Flüeli presso Sachseln (Svizzera) da una famiglia di agricoltori. Nella prima gioventù N. conosce l'eremita Mattia di Bolsheim, allora priore del convento benedettino di Engelberg, il quale gli parla degli " Amici di Dio ", un movimento religioso particolarmente attivo in Alsazia. Sposa Dorotea Wyss e diviene padre di dieci figli. Tra il 1433 e il 1460, N. prende parte, come ufficiale, a varie campagne militari, adoperandosi per " un trattamento umano del nemico vinto, per risparmiare chiese e conventi, per proteggere donne e bambini ". Intanto affronta dure lotte interiori perché avverte forte la chiamata divina ad una vita dedicata solo a Dio. Su consiglio del suo direttore spirituale e con il consenso della moglie e dei figli, il 17 ottobre 1467 N. parte per l'Alsazia. Ma da Liestal (presso Basilea) ritorna in patria. Per un breve periodo di tempo, vive come eremita in un burrone solitario nel Ronft (vicino alla sua famiglia), dedito alla preghiera e alla penitenza. Diventa il consigliere di anime semplici e di persone di alta reputazione (per esempio Bernardino, ambasciatore imperiale e Ludovico il Moro di Milano). Famosa la sua opera di pacificazione nella Dieta di Stans (1461) che riportò la concordia tra i cantoni in guerra. Ciò lo fa definire pater patriae. Per diciannove anni e mezzo vive in astinenza totale, solo con la s. Comunione. Muore il 21 marzo 1487. E beatificato nel 1649 e canonizzato nel 1947.

II. Dottrina mistica. Tutta la vita di N. è una continua ricerca mistica. Egli è un mistico laico ed illetterato. Malgrado ciò, il suo pensiero e la sua meditazione si concetrano sul contenuto essenziale della fede: la Trinità, la passione e l'Eucaristia. La sua mistica è influenzata dalla mistica renana, soprattutto da quella di Susone.

La sua vita di preghiera è scandita sul modello della tradizione monastica. Evidente è l'influsso della spiritualità dei Padri del deserto. La sua preghiera, ripetutamente recitata: " Mio Signore e mio Dio ", è imbevuta del linguaggio di E. Susone. Di grande rilievo è, poi, la sua rappresentazione della Trinità: una ruota con tre raggi che si alternano due volte. Egli è favorito da molte visioni, sia da giovane e da padre di famiglia che da eremita.

N. è considerato il simbolo del legame tra mistica e politica: fu definito costruttore di pace fin dalla sua prima mediazione nell'assemblea decisiva della Dieta di Stans del 1461. La sua fama di santità, già molto avvertita durante la sua vita, è continuata nei secoli successivi e nella sua esperienza spirituale si sono ritrovate le persone più diverse da H. Zwingli ( 1531) e H. Bullinger ( 1575) nel sec. XVI a K. Barth e W. Nigge nel sec. XX, tanto da farlo definire " santo ecumenico ". Psicologi hanno analizzato i suoi sogni e le sue visioni (M.-L. von Franz). Artisti importanti si sono ispirati alla sua figura.

Bibl. Ed. R. Durrer, Bruder Klaus. Die ältesten Quellen über den seligen, sein Leben und seinen Einfluss, 2 voll., Sarnen 1917-1921. Studi: P. Baud, Saint Nicolas de Flüe, Paris 1993; M.L. von Franz, Visionen des Nikolaus von Flüe, Zürich 1980; R. Gröbli, Leben und Leher des Bruder Klaus, Zurich 1990; C. Journet, Nicola di Flüe. Il politico della pace, Roma 19792; P.M. Krieg, s.v., in BS IX, 913-917; P. Ochsenbein, s.v., in WMy, 381; W. Oehl, Bruder Klaus und die dt. Mystik, in Zeitschrift für Schweizerische Kirchengeschichte, 11 (1917), 161-174, 241-254; D. Planzer, Zur Mystik des sel. Bruder Klaus, in Freiburger Zeitschrift für Philosophie und Theologie, 27 (1980), 277-324; H. Stirnimann, Niklaus von Flüe, Fribourg 1981; C. Trezzini, s.v., in EC VIII, 1846-1847.



Autore: H. Stirnimann
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)


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