Michele di Sant'Agostino


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I. Cenni biografici. Jan van Balaer, così si chiama prima di diventare religioso carmelitano, nasce a Bruxelles il 15 aprile 1621 e professa nel convento di Malines il 14 ottobre 1640. Ordinato sacerdote il 10 giugno 1645 ricopre numerose cariche: professore di filosofia e teologia, maestro dei novizi e dei professi, priore per due volte di Malines, priore anche di Bruxelles e provinciale della provincia dei Paesi Bassi nel 1656, incarico per il quale sarà eletto altre due volte nel 1667 e nel 1677. Promuove con grande zelo l'introduzione e il rafforzamento nella stessa della riforma di Touraine. Questa, come si sa, accentua con grande forza la tendenza contemplativa dell'Ordine, di cui egli stesso è uno dei migliori rappresentanti, senza rinunciare per questo ad un fervoroso apostolato, che coniuga con tale tendenza in perfetto equilibrio fino alla sua morte, avvenuta il 2 febbraio 1682. Gode, nel suo tempo, di una grande autorità in materia di spiritualità ed è, senza dubbio, una delle personalità più rilevanti della vita religiosa del suo paese.

II. Insegnamento mistico. Nonostante le molteplici attività, ha tempo per scrivere opere di spiritualità, nella propria lingua e in latino, la maggior parte delle quali raccolte nelle sue Institutionum mysticarum libri quatuor quibus anima ad apicem perfectionis, et ad praxim mysticae unionis deducitur (3 voll., Ambares 1671). Per lui, il fine della vita spirituale è la conformità a Dio o la vita divino-umana, cioè l'unione, attraverso la conoscenza e l'amore, con Dio che dimora nel più profondo centro dell'anima; fine che si può raggiungere solo in, per e con il Cristo.

Per descrivere la struttura della stessa si serve della terminologia dei grandi mistici della sua terra Ruusbroec e Herp e di quella del principale autore della riforma di Touraine, Giovanni di San Sansone. La sua dottrina si caratterizza, però, per un grande senso pratico e in essa si rivela il senso devozionale che impregna tutta la sua vita.

Ma il maggior contributo di M. alla mistica è la stupenda vita mariana che sviluppa nel suo trattato De vita mariae-forme et mariana in Maria et propter Mariam, che si basa soprattutto sull'esperienza della sua diretta, la terziaria carmelitana Maria Petyt ( 1677). Vita conforme alla volontà di Maria, cioè una vita in, per e con Maria, che raggiunge la sua perfezione quando l'anima si lascia formare e animare dallo spirito di Maria, fino a trasformarsi in essa in modo che Maria viva ed operi in essa. M. la presenta come " un modo nuovo di vivere in Dio ", che è necessario sperimentare per conoscerlo, perché la vita mariana non è un ostacolo per l'unione con Dio, anzi la facilita: Maria serve da mezzo per unire più fortemente l'anima a Dio.

Bibl. S. Axters, La spiritualité des Pays-Bas, Louvain-Paris 1962, 19-22; C. Catena, La consacrazione a Maria in S. Luigi Grignion de Montfort e nel V. P. Michele di S. Agostino, in Analecta O. Carm., 16 (1951), 3-43; A. Deblaere, s.v., in DSAM X, 1187-1191; Id., Maria Petyt, écrivain et mystique flamande (1623-1677), in Carm 26 (1979), 9-16; V. Hoppenbrouwers, Michael van de H. Augustinus, in Carmel, 2 (1949-1950), 155-173; Id., Devotio mariana in Ordine Fratrum B.M.V. de Monte Carmelo, Roma 1960, in particolare, pp. 210-224; C. Janssen, s.v., in DES II, 1597-1598; Id., Het leven van P. Michael a St. Augustino, in Jonge Carmel, (1944-1945), 1-62; O. Steggink, Presentación a: Miguel de San Agustin y María de Santa Teresa, La vida de unión con María, Madrid 1957; Timotheus a Praesentatione, Vita Ven. P. Michaelis a S. Augustino, in Introductio ad vitam internam di quest'ultimo, Roma 1926, VII-XL.



Autore: P.M. Garrido
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)


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