Maritain Jacques e Raissa


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I. Vita. Due ragazzi di vent'anni, Jacques (1882-1973) e Raissa (1883-1960) assai diversi per temperamento ed origine. Lui, educato nel protestantesimo liberale; lei, ebrea, di origine russa, nazionalizzata francese. Né lui né lei praticano la loro religione. Tutti e due tormentati dagli stessi problemi ai quali i professori della Sorbona di Parigi non sanno dare risposte: esiste una verità oggettiva? Qual è lo scopo della vita? Perché la sofferenza e l'ingiustizia? Jacques, laureato in filosofia, frequenta la facoltà di scienze, ove incontra Raissa. Presto diventano amici inseparabili. Hanno lo stesso interesse per la filosofia, l'arte, la poesia, gli stessi desideri di giustizia, gli stessi tormenti interiori. Un immenso vuoto interiore li rende infelici. La loro angoscia metafisica li spinge sull'orlo della disperazione. " Se dobbiamo rinunciare a trovare un senso alla parola verità, una distinzione tra il bene e il male... allora non è possibile vivere da uomini ". Rifiutano di vivere nel buio, cercano la luce.

Si vogliono un gran bene. Quell'amore vero e profondo, insieme ad un desiderio struggente di verità, li salva dal suicidio. Una conferenza di H. Bergson, professore al College de France, li sconvolge. Il noto filosofo sveglia in loro il senso dell'assoluto quando afferma che l'uomo può conoscere la verità e, mediante l'intuizione, può anche raggiungere l'Assoluto. Tutti e due sono presi da un entusiasmo travolgente: la vita vale dunque la pena di essere vissuta!

Decidono di sposarsi. Cammineranno insieme alla ricerca della verità. Bussano alla porta di L. Bloy, famoso scrittore cattolico anticonformista. Per quel " profeta dell'assoluto " esiste una sola tristezza: il non essere santo. Perciò egli non si mette a discutere sui problemi filosofici dei suoi due giovani visitatori, ma affronta subito il problema essenziale: la santità. Si mette a leggere ad alta voce alcune pagine di Ildegarda di Bingen, di Angela da Foligno, del mistico Ruusbroec.

Quei capolavori di umanità e di grazia che sono i santi, commuovono L. Bloy. Piange di gioia. La fede viva dell'anziano scrittore colpisce profondamente i due giovani agnostici. " Per noi, diranno più tardi, la santità dei santi è stato l'argomento determinante ".

Chiedono di entrare nella Chiesa cattolica. La grazia del battesimo diventa per loro l'inizio di un cammino di fede rapido e ripido. Incontri con mistici e contemplativi - sacerdoti, religiosi e laici - sono per loro " veri doni del cielo ".

Ben presto Raissa scopre in s. Teresa d'Avila " le vie dell'orazione mentale e della contemplazione ". Ne rimarrà conquistata per tutta la vita. La scienza e la vita mistica di s. Tommaso d'Aquino affascinano prima Raissa, poi Jacques. Tutti e due hanno doni di intimità con Dio. Divorano i libri di spiritualità. L'armonia profonda delle loro anime e l'intimità con Dio li riempiranno di " una felicità inesauribile ".

Da autentici " contemplativi nel mondo " si fanno apostoli della chiamata universale alla perfezione della carità, quindi apostoli della chiamata alla vita mistica. Accoglieranno nella loro casa di Meudon, vicino Parigi, filosofi, letterati, artisti, poeti, teologi, tutti attratti dall'irraggiamento culturale e spirituale dei due coniugi. Organizzano conferenze, incontri culturali, ritiri spirituali, riunioni di preghiera. Nella loro vita quotidiana, l'orazione mentale ha un posto privilegiato. Scrivono libri di spiritualità per rivelare le meraviglie che Dio opera nell'anima dei battezzati. Quei libri, pensati e scritti in collaborazione, sono frutto soprattutto di una comune esperienza di Dio, specialmente Vita di preghiera (Roma 1979) e Liturgia e contemplazione (Roma 1979).

II. Insegnamenti sulla vita mistica. Jacques e Raissa insistono sulla chiamata di tutti alla vita mistica e alla contemplazione, appello prossimo per certuni, remoto per altri, contemplazione tipica, grazie ai doni intellettuali di sapienza e di intelligenza per taluni, contemplazione nascosta per altri, in cui predominano i doni attivi dello Spirito Santo. La contemplazione mistica, spiegano, non è altro che il normale e perfetto sviluppo della grazia battesimale, delle virtù teologali e dei doni dello Spirito Santo. È impossibile raggiungere la perfezione della carità senza vita mistica, ove domina ed opera abitualmente lo Spirito Santo, autore principale della santità.

" Per ciò che concerne in particolare la vita spirituale, il vero ed autentico bisogno del nostro tempo, scrivono i M., è quello di comprendere che oggi la contemplazione chiede non di lasciare i chiostri e i conventi, ma di uscire e di espandersi fuori "; la contemplazione chiede " di scendere nelle strade del mondo ". " Questa vita di unione con Dio, che dipende dall'iniziativa e dal sostegno abituale dello Spirito Santo, non è riservata ad una aristocrazia di privilegiati, ma è offerta ad ogni condizione sociale e a qualsiasi grado di cultura umana ". Jacques e Raissa hanno una vita interiore intensa ed una vita esteriore molto attiva. Professore di filosofia assai noto in Francia e in America, Jacques ha avuto una vasta produzione letteraria (la sua Opera omnia conta tredici volumi, più due volumi di scritti in collaborazione con Raissa). È ambasciatore di Francia presso la S. Sede. Dopo la morte della moglie entra nell'Istituto dei Piccoli Fratelli di Gesù a Tolosa, ove continua a testimoniare, con la vita e con gli scritti, la sua fede granitica ed adamantina.

Una coppia, quella dei M., di una rara ricchezza umana e cristiana, come ha affermato il card. Ch. Journet, l'amico di sempre.

Bibl. Oltre alle opere citate nel testo, segnaliamo: J. Maritain, Osservazioni sul Pater, Brescia 19663; Amore e amicizia, Brescia 19673; Il contadino della Garonna, Brescia 1969; Distinguere per unire. I gradi del sapere, Brescia 1974; I grandi amici, Milano 19744; Diario di Raissa Maritain, a cura di J. Maritain, Brescia 1977; Contemplazione e spiritualità, Roma 1978; Azione e contemplazione, Roma 1979; Contemplazione evangelica e storia, Torino 1981; J. e R. Maritain, Situazione della poesia, Brescia 1969. Studi: H. Bars, s.v., in DSAM X, 606-610; L. Bouyer, Liturgie et contemplation. Á propos d'un livre récent de Jacques et Raïssa Maritain, in VieSp 42 (1960), 406-409; O. Lacombe, Jacques Maritain. La générosité de l'intelligence, Paris 1991.




Autore: M.T. Huber
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)


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