Maria Maddalena de Pazzi (santa)


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I. Vita e opere. La storia della vita di questa carmelitana, nata nel 1566 e morta a Firenze, all'età di quarantuno anni, nel 1607, è quella di una mistica che, consapevolmente, ha scelto, fin dalla sua giovinezza, di vivere in maniera gioiosa le verità della fede. Già a dieci anni, M. ha consacrato la sua verginità a Dio per divenire sposa dell'amato Gesù. Sua madre rivela che la fanciulla è solita rimanere impietrita in diverse ore della giornata, rimanendo immobile in una posizione per lungo tempo. Ancora piccola studia il Credo ambrosiano. I passi riguardanti la Trinità si radicano in lei formando il tema cui si riferirà durante tutta la sua vita.

Successivamente, compone e recita quotidianamente una preghiera in onore della beata Trinità che insegna alle sue novizie, portandone su di sé una copia fino al giorno della morte. Sebbene sia probabile che M. conosca la vita e le opere di alcuni mistici, come ad esempio quelle di s. Giovanni della Croce o di s. Teresa d'Avila, è certo che non ricalca la loro vita. Si ispira, invece, a s. Caterina da Siena. Alcuni confessori gesuiti guidano i suoi primi passi iniziandola alla vita spirituale ed ella conosce, così, gli Esercizi di s. Ignazio.

La sua meditazione cade spesso sulla bellezza della Trinità, che è solita chiamare il " Non Creato " o " Trinità Individuale ", sui misteri dell'umanità del Cristo Redentore, sul suo Sangue prezioso e sulla creatura umana, che definisce una Trinità " creata " o " ri-creata ". M. abbraccia l'Ordine carmelitano poiché i suoi membri hanno lo speciale privilegio di ricevere ogni giorno la Comunione, cosa straordinaria per quei tempi.

Dopo una malattia che la colpisce nei primi anni di vita religiosa, ogni giorno, per quaranta giorni, dopo la comunione, M. va in estasi per due o tre ore ed ha fenomeni mistici diversi. Le sue consorelle trascrivono le parole pronunciate durante tali estasi: le espressioni usate da M. sono, di solito, talmente belle che, in quei momenti, le stesse croniste vengono sopraffatte dall'emozione.

In questo modo sono compilati cinque volumi, successivamente posti al vaglio della Santa Sede, come pure le " opere " della santa.

M. ha scritto molto poco, appena poche lettere durante le estasi al Carmelo. Non ha pronunciato alcun sermone e, se non fossero state trascritte le sue parole durante le estasi, oggi noi non avremmo i sette volumi e il relativo commento ufficiale del prof. mons. Fulvio Nardoni (Firenze 1960-1966).

Negli anni immediatamente successivi alla sua morte si verificano alcuni miracoli a conferma della sua santità. E beatificata nel 1626 e canonizzata nel 1669.

II. Esperienza mistica. Pochi mistici hanno sperimentato come lei tanti fenomeni in un'esistenza così breve. Sperimenta invisibili stimmate, il fenomeno cosiddetto della cardiografia, cioè le viene scritto nel cuore, riceve abbracci e baci da Gesù e da Dio Padre, lo scambio del cuore con la Vergine Maria e con Gesù, dal quale riceve in dono, per diverse volte, il " fardello della passione ". Parecchie volte sperimenta le nozze mistiche con il Cristo. In breve, la sua vita è un succedersi di visioni, di mistiche liturgie " plasticamente vissute ", di estasi, di sofferenze e di tribolazioni. Conosciamo non meno di 429 fatti straordinari di cui è stata protagonista. Questi sono narrati, oltre che nelle trascrizioni delle monache, in cinque volumi di rapporti redatti dalle autorità ecclesiastiche per accertare la sua santità.

A differenza di alcuni mistici che hanno messo in risalto le sensazioni sperimentate durante le loro estasi, M. preferisce sottolineare il particolare mistero di fede sperimentato durante questi fatti straordinari. La sua dottrina, pertanto, non è racchiusa in un trattato generale anche perché, come già detto, tutto quello di cui siamo in possesso si riduce ad una trascrizione delle sue espressioni durante le estasi, cosa non sempre facile. Spesso, infatti, le monache devono correrle dietro mentre, quasi letteralmente, " veleggia " per il convento, come se stesse interpretando i vari episodi della vita di Cristo.

Dopo la sua morte, comunque, tutte le monache della comunità giurano solennemente di aver raccontato fatti assolutamente veri. Con il passare del tempo, la santa comprende che le sue estasi, suscitando ammirazione nelle consorelle, interrompono il normale svolgimento della vita del monastero e prega per ottenere da Dio la cessazione di questi fenomeni. Dio la mette alla prova facendole vivere cinque anni di tormentose avversità che M. chiama il " lago dei leoni ". E tentata di disperare della sua forza, teme di essersi sbagliata ed ha, durante questi cinque anni, la continua visione del diavolo, ma sa resistere a tutte queste prove.

Durante le estasi, Dio le ha rivelato i più intimi misteri della Trinità e in che modo il Sangue di Cristo ha ottenuto al genere umano di raggiungere il Padre celeste, e questo diventa la sua forza.

Durante le estasi, divise in serie, M. ha come guide angeli, santi ed anche le Persone della SS.ma Trinità che le indicano la strada. In una di queste visioni della prima serie, visita i tredici gironi del purgatorio. La seconda serie, chiamata Locuzioni, si riferisce alla festa di Natale del 1584. L'ultima si verifica durante la festa di Pentecoste e nel suo ottavario, nell'anno 1585. Durante questa settimana di " rivelazioni e conoscenze ", quasi ininterrottamente si susseguono manifestazioni e visioni, tanto che M. può riposarsi e nutrirsi solo per un paio d'ore.

E proprio in questa settimana che il Padre le annuncia la famosa prova. Per cinque anni, ogni Persona della Trinità mette alla prova la sua fede e il suo orgoglio, facendole sentire un grande abbandono. In una delle rare estasi di questo periodo M. sperimenta per la terza volta la passione del Cristo. Proprio in questa occasione, il suo corpo raggiunge un rigor mortis tanto pronunciato da indurre le consorelle a pensare che sia davvero morta ma, finita l'estasi, M. si alza, apparendo più sana che mai. In altre occasioni, M. è solita compiere misteriose azioni come, ad esempio, guardare attraverso una finestra un'anima abbandonata alle pene dell'inferno, oppure pronunciare una scomunica contro la regina Elisabetta I d'Inghilterra ( 1603) perché ha offeso la Chiesa. Durante questi cinque anni, implora Dio ripetutamente per ottenere di tornare ad essere una monaca qualsiasi nella normale vita della comunità. Il " nudo patire " diviene il suo più fervido desiderio e, nel 1604, viene esaudita. Di questo periodo abbiamo poche registrazioni delle sue estasi.

M. dimostra anche di possedere il dono della profezia, insistendo sul fatto che un certo cardinale in visita al convento, sarebbe in seguito stato eletto Papa. Infatti, il card. Alessandro de' Medici diviene Papa (1605), con il nome di Leone XI anche se dopo la sua elezione resta in vita solo tre settimane.

Anche quando le estasi e le visioni sembrano finite, M. continua la sua eroica opera di carità, di utilità e di obbedienza nella comunità carmelitana, anche se, per un breve periodo, è considerata una persona stravagante.

Ciò che più colpisce della sua vita è il fatto che il suo itinerario non è stato un'" Ascesa al Monte Carmelo ", culminante, dopo diversi stadi, in uno sposalizio con il divino, ma, piuttosto, la storia di una persona rapita in regni mistici, nonostante la sua volontà, che arriva al matrimonio mistico ancora giovane.

III. Insegnamento spirituale. La sua posizione teologica non è totalmente in accordo con la visione teologica del suo tempo. M. non riesce a comprendere perché mai Dio non possa indurre un'anima a convertirsi. M. afferma che l'anima nel piano di Dio è superiore a quando viene creata. E solita raffigurare la purezza come la fonte generatrice dell'esistenza trinitaria. Sostiene che la Trinità è stata imperfetta fino al momento dell'Incarnazione e afferma di " aver visto " l'unità della Trinità che si rivolge solo a pochi eletti esseri umani.

Dichiara che il Padre è l'artefice della Trinità rendendo le altre due Persone uguali a sé fin dall'eternità, a ciò dà il nome di " unione trasformante ". Afferma che le virtù personificate o astrazioni come, ad esempio, la saggezza, la bontà o l'" amore armonico " di Dio, possono essere considerate una guida che conduce l'anima a lui. Alcune delle sue idee, invece, non sono pienamente accettate ai suoi tempi, come, ad esempio, quella dell'Immacolata Concezione.

Non c'è dubbio che la grande quantità di messaggi, di studi e di analisi che si potrebbero fare dei suoi simboli e dei suoi riferimenti, resta un patrimonio ricchissimo per la Chiesa di tutti i tempi.

Bibl. Opere: F. Nardoni (cura di), Tutte le opere di Santa Maria Maddalena de' Pazzi, 7 voll., Firenze 1960-66; ...I quaranta giorni. Trascrizione dall'originale con introduzione e note di O. Steggink, Roma 1952. Si conservano, inoltre, ventisette Lettere ed un opuscolo di Ammaestramenti e Avvisi dati fuori di ratto, raccolti

dalle novizie della santa, di natura marcatamente ascetica. Studi: E. Ancilli, s.v., in DSAM X, 576-588; Id., Santa Maria Maddalena de' Pazzi: Estasi, Dottrina, Influsso., Roma 1967; G. von Brockhusen, s.v., in WMy, 343-344; F. Candelori, Il mistero di Maria nella vita e nelle opere di Santa Maria Maddalena de' Pazzi, Roma 1985; C. Catena, Santa Maria Maddalena de' Pazzi carmelitana; orientamenti spirituali ed ambiente in cui visse, Roma 1966; E. Larkin, A Study of Ecstasies of the Forty Days of St. Mary Magdalene de' Pazzi, in Carm 1 (1954), 29-72; P. Moschetti - B. Secondin, Maddalena de' Pazzi, mistica dell'amore, Milano 1992; B. Papasogli - B. Secondin, La parabola delle due spose: vita di Santa Maria Maddalena de' Pazzi, Torino 1976; G. Pozzi, Maria Maddalena de' Pazzi. Le parole dell'estasi, Milano 1984; B. Secondin, Gesù Cristo-Chiesa-Vita Religiosa: esperienza e dottrina di Santa Maria Maddalena de' Pazzi (1566-1607), Roma 1974; Id., Santa Maria Maddalena de' Pazzi; esperienza e dottrina, Roma 1974; A. Verbrugghe, The Image of the Trinity in the Works of St. Mary Magdalene de' Pazzi, Roma 1984.



Autore: A. Verbrugghe
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)


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