Maria di Gesù


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I. Vita e opere. Maria Lopez Rivas nasce a Tartanedo, paesino del Feudo di Molina di Aragón, nella provincia di Guadalajara, il 18 agosto del 1560.

I suoi genitori sono Anton o Antonio e Elvira, di famiglia benestante. Morto suo padre, trascorre l'infanzia e la gioventù a Molina, non lontano dal paese natale.

Guidata dal gesuita, padre Castro, entra nel convento delle carmelitane di Toledo, fondato da s. Teresa. Ha allora diciassette anni. L'8 settembre del 1578 fa la professione tra le carmelitane, con la ferma decisione di servire il Signore e Maria nel silenzio del chiostro carmelitano.

E significativo che proprio s. Teresa, convivendo con lei a Toledo nel 1580, le chieda consigli e la definisca sua letradillo (= piccolo dottore) per i suoi validi consigli.

Successivamente diviene maestra delle novizie, vicepriora e poi priora. La comunità delle monache carmelitane di Toledo è testimone della sua umiltà, della sua semplicità, della sua forte vita interiore e della sua delicatezza nel servizio fraterno. Fedele erede dello spirito teresiano, lo sa infondere alle sue consorelle.

Si pongono in luce queste qualità e in modo edificante, quando è deposta ingiustamente dal suo incarico di priora da un superiore imprudente. Non perde la pace interiore e, alla fine, le sue virtù si impongono.

Durante gli ultimi anni della sua vita, gode fama di santità e stima delle persone che la circondano. E specialmente edificante l'amicizia che ha a Toledo con il venerabile padre Michele de La Fuente, che può seguirsi passo passo, attraverso una preziosa ed estesa dichiarazione della stessa M. in occasione del processo di beatificazione del Venerabile. E un'amicizia spirituale intima tra i due grandi carmelitani al finire del sec. XVI e per un caso assai curioso della storia i suoi resti mortali riposano nel medesimo recinto del convento toledano delle carmelitane.

M. è devotissima dell'Eucaristia, del Bambino Gesù, della Vergine nel mistero della sua Assunzione. Piena di meriti, muore il 13 settembre del 1640. Sebbene ci siano abbondanti e decisive testimonianze delle sue virtù, il processo di beatificazione non inizia fino al 1914; introdotta la causa nel 1926 Paolo VI la proclama beata il 14 novembre del 1976. M. non ha lasciato il resoconto delle grazie ricevute perché ha bruciato i suoi quaderni, scritti per ordine dei confessori, ma si conserva qualche insegnamento della sua vita tratto dalle lettere. Joaquin de la Sagrada Famiglia ha pubblicato l'Epistolario di M.

II. Esperienza mistica. Le sue lettere rivelano grande semplicità e candore nonché un'eccezionale ricchezza di grazie di contemplazione e di carismi. Il riferimento costante al S. Cuore di Gesù si integra con la devozione specifica al SS.mo Sacramento e al preziosissimo Sangue. E anche notevole il richiamo all'infanzia del Cristo associato alla devozione a Maria Santissima che lei venera particolarmente come Assunta in cielo. L'appellativo di " piccolo teologo " usato da s. Teresa d'Avila nei suoi confronti rimane qualificante della sua personalità.

Bibl. V. Macca, Maria di Gesù, in Aa.Vv., Santi del Carmelo, Roma 1972, 271-273; I. Rodríguez, s.v., in DSAM X, 507-508; Simeón de la S. F., María de Jesús, el " letradillo " de S. Teresa, in El Monte Carmelo, 82 (1974), 267-316; Valentin de la Cruz, Vida y mensaje de María de Jesús, Burgos 1976; Valentino di S. Maria, s.v., in BS VIII, 1004-1006; B. Velasco Bayon, Miguel de la Fuente, Roma 1970.



Autore: B. Velasco
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)


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