Maria dell'Incarnazione


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I. Vita e opere. Chiamata la s. Teresa d'Avila del Canada, M. nasce in una famiglia di mercanti di seta a Tours il 28 ottobre 1599, con il nome di Marie Guyart e muore nel 1672. A solo sette anni Cristo le appare in sogno chiedendole: " Sarai mia? " Dopo aver risposto sì, M. scopre di essere profondamente attratta dalla bontà. Pur sentendosi destinata alla vita religiosa, M. si sottomette al volere dei genitori sposando Joseph Claude Martin. Suo marito muore lasciandola con un figlio e con un'azienda in fallimento quando lei ha solo ventun anni. Vivendo in penitenza e in una profonda vita mistica, M. si guadagna da vivere aiutando sua sorella e suo cognato nelle faccende domestiche e negli affari. Vincendo il suo istinto materno, affida suo figlio undicenne a sua sorella ed entra nel monastero delle Orsoline di Tours il 25 gennaio 1632. Scrivendo a suo figlio, quarant'anni più tardi, M. ammette che lasciarlo è stato come " una morte in vita " che strappa l'anima dal corpo. Il padre spirituale di M. accetta la sua inusuale richiesta, ossia quella di abbracciare la vita religiosa, a motivo della sua straordinaria vita interiore. Infatti, dopo due mesi dalla sua entrata nel convento delle Orsoline, M. sperimenta l'apice mistico. Nel 1635 fa un sogno misterioso: lei ed una sua compagna vengono condotte in una terra spaventosa e misera sulla quale contemplano la Vergine benedetta e il Cristo bambino.

Successivamente, lo Spirito di Gesù la invia in missione in Canada per redimere le anime in Cristo, instillando nella sua anima la mistica del preziosissimo Sangue. Dio Padre la istruisce per perorare la sua causa attraverso il Sacro Cuore di Gesù e rafforza la sua vita mistica.

Tre anni dopo, M. incontra la donna che le era apparsa in sogno, Madeleine de la Peltrie, con la quale lei ed altre due suore Orsoline salperanno per il Canada nel 1639. Non molto tempo prima della sua partenza per il Canada, M. ha la visione di un " edificio di straordinaria magnificenza. Tutto ciò che riuscivo a vedere era l'edificio adornato di corpi crocifissi, invece di essere edificato con le pietre. Alcuni avevano trafitte solo le gambe ed altri invece erano appesi poco più in alto. Alcuni erano crocifissi ai fianchi mentre altri avevano crocifisso tutto il corpo. Ma solo quelli che erano crocifissi completamente sopportavano volontariamente il loro patimento ".

Dopo un tormentoso viaggio, M. e le sue compagne giungono a Québec. M. è la prima donna missionaria del nuovo mondo. Nonostante la malattia, la povertà e la stanchezza fisica - così come le intimidazioni, gli omicidi dei missionari e le false imputazioni delle tribù ostili - M. e le altre suore missionarie fondano un monastero ed una scuola per ragazze indigene. Conoscendo la lingua degli Algonchini, dei Montagniti, degli Uranidi e degli Irochesi, M. scrive in queste lingue catechismi e dizionari.

Suo figlio, dom Claude Martin, diviene in seguito un famoso benedettino che colleziona e pubblica le sue lettere.

Le lettere di M. offrono spunti interessanti per il loro intrinseco misticismo e sono una fonte di studio per la storia canadese del sec. XVII.

Dietro richiesta di dom Claude, M. gli invia anche le sue due autobiografie spirituali note con i titoli di: La relazione del 1633 (un resoconto della sua vita interiore dall'infanzia fino al 1633) e La relazione del 1654 (anch'essa un resoconto della sua vita interiore che va dall'infanzia fino al 1654).

II. Dottrina. Quest'ultima opera è considerata il suo capolavoro e, tra tutti i suoi scritti, è quello che rivela maggiormente la sua straordinaria vita mistica. I dati che caratterizzano l'opera sono: la spontaneità, l'umorismo, la sincerità, un amore appassionato per Dio e per il prossimo, il desiderio di fare del bene al servizio di Dio, una grande varietà di esperienze mistiche e l'analisi sugli stati complessi dell'anima espressi con una sicurezza ed una finezza psicologica straordinarie. Nel resoconto del 1654, vengono alla luce cinque aspetti fondamentali della sua vita interiore: 1. Solo chi è passato attraverso tutti gli stati mistici ed ha raggiunto una piena maturità spirituale avrebbe potuto scrivere quest'opera. Per esempio, durante il processo di unione sponsale con la Parola divina, M. afferma che Dio le accorda delle premonizioni prima di grandi grazie, in modo da consentirle un'adeguata preparazione. Quando ha solo ventisei anni, ha delle illuminazioni trinitarie in rapporto agli attributi divini che la spingono verso l'amore profondo della Trinità. Poco dopo, sperimenta l'unione estatica con la Parola, che l'assume come sua sposa, e con lo Spirito Santo che la rende capace di rispondere a questa grazia. Infine, attraverso il " dono più grande di tutti " sperimenta il mistero della permanenza di Dio nella Trinità: il Padre è suo Padre, la Parola suo Sposo e lo Spirito Santo il principio operativo di tutta la sua attività. Illuminata e infiammata dall'amore, la sua anima canta " un perpetuo inno nuziale ". 2. I suoi tredici stati di preghiera non ricalcano il modello " classico " dell'ascesa mistica. Per esempio, molto tempo dopo la sua unione trasformante con la Trinità, M. sperimenta misticamente la differenza tra il suo " spirito " e la sua " anima ", in modo purificatore e perfino infernale. Nonostante l'esperienza continua della permanenza dell'Uno e Trino nelle profondità dello spirito, il senso della purezza di Dio e della sua santità instilla in lei un'acuta percezione delle sue imperfezioni e dei suoi errori. La spada divina che separa lo Spirito dall'anima pulisce gli " angoli e le tortuosità della natura corrotta ". Così grande è questo purgatorio che M. parla di una " disperazione " che la tenta di gettarsi nell'inferno. Sperimenta perfino la possessione da parte di uno spirito maligno e di un altro spirito che, contrastando quest'ultimo, lo vince. 3. Inoltre, l'opera illustra l'apprezzamento mistico di M. per la Sacra Scrittura. Ogni qualvolta parla di cose che riguardano la fede e la morale afferma che alcuni brani in relazione con la Scrittura le sono entrati nella mente e l'hanno illuminata. Dio l'ha trasformata non solo con la sua attività interiore, ma anche attraverso queste illuminazioni bibliche. La Sacra Scrittura è così strettamente legata alla sua vita che M. " ha la reputazione di non parlare mai se non con frasi tratte dalla Sacra Scrittura ". 4. Perfino nei più alti stati di preghiera, nei quali Dio lega le sue facoltà interiori, la preghiera di M. contiene un fondamento catafatico. Per lei anche l'ultimo pensiero di questi misteri divini, che si riferiscono alla Parola incarnata, infiamma l'anima. 5. L'amore di M. per la sua croce culmina nello stato dell'essere vittima, cioè in uno stato di perfetta povertà spirituale che " solo Dio ha in mente ". Attraverso la penitenza e le oscure notti dei sensi e dello spirito, Dio le concede lo stato di vittima, attraverso il quale ottiene la " vera e sostanziale povertà dello spirito ". Con le ultime tracce della autovolontà rimossa, il suo spirito canta un canto d'amore perpetuo, di completa sottomissione alla volontà di Dio, un canto di adorazione e di perfetta unione in Dio. Sebbene relativamente poco conosciuta, M. risulta essere così una delle più profonde ed attraenti figure della tradizione mistica cristiana di tutti i tempi.

Bibl. Opere: B. Maria dell'Incarnazione, Autobiografia mistica, a cura di Ch.-A. Bernard, Cinisello Balsamo (MI) 1987. Studi: G. Boucher, Du centre de la croix. Marie de l'Incarnation... Symbolique spirituelle, Sillery-Québec 1976; H.D. Egan, Maria dell'Incarnazione, in Id., I mistici e la mistica, Città del Vaticano 1995, 543-555; F. Jett, La voie de la sainteté d'après Marie..., Ottawa 1954; Id., The Spiritual Teaching of Marie of the Incarnation, New York 1963; F. Klein, L'itinéraire mystique de la V. Marie..., Rome 1937; I. Mahoney (ed.), Marie of the Incarnation. Selected Writings, Mahwah, N.J. 1989; M. Oury, Marie de l'Incarnation, in DSAM X, 487-507; Id., Marie de l'Incarnation, 1599-1672, 2 voll., Québec-Solesmes-Tours 1973; Madame de la Peltrie, Québec-Solesmes 1974; G. Thiry, Marie de l'Incarnation, itinéraire spirituel, Paris 1973; J. Weismayer, s.v., in WMy, 344-345.



Autore: H.D. Egan
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)


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