Margherita D'Oingt


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I. Vita e opere. Quarta priora della Certosa di Poleteins presso Lione, M. apparteneva ad una famiglia di antica nobiltà del Lionese. Non conosciamo la data della sua nascita, né quella del suo ingresso in Certosa; dai suoi scritti apprendiamo, però, che abbracciò la vita certosina non a causa di interessi materiali della famiglia (secondo lo stile dell'epoca) ma per una libera risposta all'intima chiamata divina. Sappiamo che già nel 1288 era priora della Certosa di Poleteins e che lo resterà fino alla morte, avvenuta l'11 febbraio 1310. Venerata come " beata ", questo culto privato scomparve con la Rivoluzione francese.

Di M. possediamo alcuni brevi scritti spirituali che, pur secondo diversi livelli tematici, ci offrono la testimonianza di un'intensa esperienza mistica, fatta " scrittura ". Le lingue usate sono il latino e il francoprovenzale. Il manoscritto più antico risale al sec. XIV ed è stato redatto alla Grande Chartreuse. Oggi si trova nella biblioteca comunale di Grenoble, sotto il numero 5785 R ed è composto da settantatré pagine. Questo manoscritto comprende: a. delle meditazioni scritte in latino, Pagina meditationum (pp. 1-24), l'opera teologicamente più rilevante; è in lingua francoprovenzale; b. Speculum sanctae Margarete (pp. 25-34), dove vengono descritte tre visioni; c. Li via Seiti Biatrix Virgina de Ornaciu (pp. 34-57), la vita, in nove capitoli, della consorella certosina Beatrice d'Ornacieux ( 1303); tale vita è seguita da un Racconto miracoloso, senza titolo, da aggiungere ad essa (pp. 58-60); d. cinque Lettere indirizzate a destinatari dei quali non conosciamo il nome (pp. 60-70); e. tre Racconti (pp.70-73) di fatti miracolosi attribuiti a M. dopo la sua morte, che evidentemente non sono stati scritti da lei. Rimaste per lungo tempo inedite, le opere di M. sono state pubblicate per la prima volta nel 1877 da E. Philippon; è del 1965 la seconda eccellente edizione, dovuta al lavoro congiunto di A. Duraffour, P. Gardette e P. Durdilly. Solo recentemente, a cura di G. Gioia, è stata pubblicata la traduzione italiana di tutte le opere M. col titolo Scritti spirituali (con ampia introduzione).

II. Dottrina. Le due opere maggiori - Pagina meditationum e Speculum - mostrano come tutta la vita contemplativa di M. si sia sviluppata quale intensa esperienza della dolcezza di essere rigenerati, nutriti e santificati dall'amorosa azione di Dio. Fedele alla prospettiva spirituale tracciata da s. Bruno ( 1101), è in particolare nella presenza magisteriale e salvifica del Cristo che M. coglie l'aspetto essenziale dell'amore divino. L'appassionata attenzione alla lezione teologica offerta dal Cristo le fa comprendere di essere chiamata, come ogni uomo, a partecipare progressivamente ad una grande storia d'amore, una storia che però implica la radicale purificazione del cuore umano, quindi, il completo radicarsi in Dio stesso, come indica la visione dell'albero sradicato dal terreno dell'egoismo e capovolto dalla " veemente " azione divina. Con una straordinaria carica di " sensibilità affettiva " ma anche di " intelligenza speculativa ", M. acquista la consapevolezza che non vi è opposizione tra il temporale e l'eterno, poiché la redenzione cristiana stabilisce un reale e gratuito innalzamento del semplicemente terreno al piano del divino e dell'eterno. Nel dinamismo della vita mistica l'esperienza originaria degli affetti naturali non viene vanificata, ma piuttosto diventa un mezzo privilegiato per meglio comprendere ed assecondare l'azione divina. E già lo stesso linguaggio, chiamato a balbettare qualcosa sull'eterno donarsi di Dio, a dover far ricorso all'esperienza dei concreti rapporti esistenziali, che d'altronde finiscono con l'essere elevati a quel livello divino nel quale essi stessi trovano la loro più profonda purezza e consistenza. In effetti, questa certosina viene quasi folgorata dalla scoperta personale che il rapporto tra l'uomo e Dio è totalmente regolato dal registro dell'amore: l'Incarnazione, la passione, la morte e la risurrezione del " bel dolce caro Signore Gesù Cristo " le danno, infatti, la certezza di essere amata eternamente da Dio, al di là della propria miseria. E, così, questa certosina del sec. XIII, sebbene legata, a volte, a delle espressioni teologiche piuttosto forti dovute all'influsso religioso del tempo, nelle sue lucide meditazioni giunge a chiamare Gesù Cristo non solo fratello e amico ma anche madre: " Dolce Signore tu sei mia madre e più che madre ".

Le visioni descritte nello Speculum chiariscono e completano la prospettiva spirituale delle Meditazioni. Si tratta della visione del Cristo che si presenta con un libro chiuso in mano. Finalmente esso si apre e lascia intravedere che il suo interno è formato da due sole pagine che brillano alla maniera di uno specchio bellissimo. Nel libro-specchio risulta possibile contemplare lo splendore trinitario. M. deve, però, limitarsi a dire che nel libro appare un luogo delizioso e infinitamente grande, nel quale risplende " una gloriosissima luce che si divide in tre parti, come in tre persone; ma non vi è bocca d'uomo capace di parlarne ". Lo Speculum, infine, si conclude con la descrizione della visione del Cristo glorioso: è egli stesso che è diventato uno specchio luminoso che gli angeli e i santi non si saziano mai di guardare ed ammirare. Tanto le Meditazioni quanto lo Speculum evidenziano la consapevolezza teologica che ogni uomo è chiamato a partecipare all'eterna vita divina e a gioire di essa. Il messaggio spirituale di M., mistica contemplativa certosina, può quindi riassumersi nella seguente indicazione cristologica: Gesù Cristo, in quanto concreta dimostrazione del massimo amore divino, si propone come l'autentica via mediante la quale l'aspirazione fondamentale dell'uomo a gioire della somma ed eterna Bontà non solo non resta frustrata, ma riesce ad ottenere il suo più adeguato compimento.

Bibl. Opere: Les oeuvres de Marguerite d'Oingt, pubblicate da Antonin Duraffour, P. Gardette e Paulette Durdilly, 21 voll., Paris 1965; Margherita d'Oingt, a cura di G. Gioia, Scritti spirituali, Cinisello Balsamo (MI) 1997. Studi: Aa.Vv., Un itinerario di contemplazione. Antologia di autori certosini, Cinisello Balsamo (MI) 1986, 383-387; B. Gaillard, s.v., in DSAM X, 340-343; G. Gioia, La divina filosofia. La certosa e l'amore di Dio, Cinisello Balsamo (MI) 1994, 360-382; R. Maisonneuve, L'expérience mystique et visionnaire de Marguerite d'Oingt ( 1310), moniale chartreuse, in Aa.Vv., Kartäusermystik und Mystiker, I, Salzburg 1981, 81-102; P. Nissen, s.v. in WMy, 340-341; D. Zorzi, La spiritualità e le visioni di due certosine lionesi contemporanee di Dante, in Aevum, 27 (1953), 510-531.



Autore: G. Gioia
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)


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