Lullo Raimondo


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I. Vita e opere. Nasce a Palma di Maiorca probabilmente nel 1232. Sposato e padre di famiglia, conduce vita brillante alla corte di Giacomo I di Aragona ( 1276). Si dedica anche all'arte dei trovatori e a quella di " scrivere canzoni e dettati sulle follie di questo mondo ". Nel 1263, colpito da una visione del Crocifisso, si converte ad una vita intensamente cristiana diventando terziario francescano ed eremita. Ecco il racconto della sua conversione: una notte, mentre sta per comporre " una canzone per una sua innamorata che allora ama di fatuo amore ", gli appare Gesù Crocifisso che gli dice: " Raimondo, seguimi ", e, poiché egli trema ed esita dinanzi a tale richiesta, gli appare per cinque giorni di seguito. Allora, dopo aver pregato, giunge alla certezza che Dio voglia che " lasci il mondo e si consacri interamente al suo servizio ", ma solo tre mesi dopo, toccato dall'esempio del Poverello d'Assisi, vende i suoi beni, eccetto quanto può bastare al sostentamento della moglie e dei figli, ne distribuisce il prezzo ai poveri, abbraccia la Regola del Terz'Ordine francescano e, con il consenso della moglie, lascia il proprio paese con l'intenzione di consacrarsi interamente al servizio di Dio.

Convinto della propria vocazione missionaria, studia per nove anni latino ed arabo, consegue il dottorato in filosofia e teologia e poi inizia la sua vastissima attività letteraria e missionaria. E poeta e romanziere, mistico e orientalista; viaggia in tutta l'Europa predicando la crociata contro i saraceni. A Miramar fonda un collegio dove un gruppo di frati minori dovrebbe dedicarsi allo studio delle lingue orientali per le conversioni degli infedeli. E lui stesso missionario in Oriente e in Tunisia dove subisce la lapidazione; raccolto morente da alcuni mercanti genovesi che lo riportano in patria, muore nella città natale nel 1316. Sepolto nella chiesa di s. Francesco in quella città e avendo operato molti miracoli, già nel Trecento gode il culto di beato nell'isola nativa, culto poi confermato nel 1763 ed esteso a tutto l'Ordine francescano nel 1847.

Gli scritti di L. sono più di duecento. Se ne possono vedere i cataloghi e le edizioni nell'opera di E.W. Platzeck, Raimond Lull. Sein Leben. Seine Werke, 2 voll. Dusseldorf-Roma 1962. Sono scritti in lingua latina, catalana o araba; abbracciano tutto lo scibile del suo tempo: comprendono opere sistematiche speculative e scritti occasionali, scritti letterari e poetici, filosofici e teologici, apologetici, pedagogici, missionari e mistici. Tra questi ultimi ricordiamo: L'arte della contemplazione, Il libro delle contemplazioni, Il Libro di Evast e Aloma e Blanquerna o semplicemente Blanquerna la cui quinta parte è costituita dal Libro dell'Amico e dell'Amato.

Per l'abbondanza e varietà dei suoi scritti fu soprannominato Doctor illuminatus.

II. Dottrina mistica. Gli studiosi hanno indagato sulle correnti di spiritualità che possono aver influito sulla dottrina di L.: la lirica provenzale, la cultura araba e la spiritualità dei " sufi ", soprattutto la sua formazione di fedele e teologo cristiano, particolarmente il pensiero filosofico e teologico-spirituale dell'agostinismo francescano della seconda metà del sec. XIII. Il fine supremo dell'esistenza cristiana è per lui rappresentato dalla figura dell'eremita contemplativo che si dà allo studio sapienziale e alla contemplazione amorosa la quale conduce a Dio, che è somma bontà. Poiché Dio è summa bonnitas diffusiva anche noi, se lo possediamo veramente, dobbiamo diffonderlo; dobbiamo cercare il Bene (Dio) non solo per noi, ma facendo sì che anche altri lo raggiungano; e ciò fino all'eroismo del martirio. Di qui l'importanza della preghiera che L. distingue in vocale, interna o contemplativa e " pratica " cioè esplicata con l'operare virtuoso.

Il progresso ascendente dell'anima verso Dio avviene mediante la meditazione e la contemplazione rivolte dapprima all'uomo e al creato, poi a Dio e ai suoi attributi, alla redenzione, ai comandamenti, ai sacramenti, alle virtù e ai peccati. E richiesta un'applicazione metodica e ordinata delle potenze dell'anima soprattutto della memoria, dell'intelletto e della volontà. Due secoli più tardi, questo metodo ispirerà s. Ignazio di Loyola. Nell'ascesi contemplativa, L. distingue tre tappe: quella sensibile, quella intellettuale e quella che " moltiplica le opere buone ". La terza tappa è del tutto nuova per il suo carattere pratico. Per questo motivo, L. è stato definito " filosofo dell'azione ", ma egli ne è piuttosto il teologo. L'unione con Dio si ha nell'incontro estatico dell'" Amico e dell'Amato ", incontro che è, allo stesso tempo, affettivo e intellettuale e coinvolge anche i cinque sensi spirituali dell'anima: " Cogitatio, perceptio, conscientia, subtilitas, animositas ". Questi devono essere tutti assorbiti dall'unione contemplativa, quindi occorre essere immersi in Dio e ripieni di lui.

Se il pensiero teologico-spirituale di L. è sostanzialmente quello dell'agostinismo francescano, tutti suoi, invece, sono il procedimento dimostrativo, l'ardore mistico e il colorito romanzesco espressi nel libro Blanquerna (che possiamo tradurre candore) così intitolato dal nome del protagonista. Il genere letterario di questo libro è quello di un romanzo complesso nel quale s'intrecciano molti generi letterari. Mira a presentare la figura di un cristiano che, dopo essersi adoperato (come la Marta del Vangelo) al servizio degli altri, alla fine come Maria " ha scelto la parte migliore che non le sarà tolta ", quella di vivere esclusivamente per amare Dio fino alla propria morte. La quinta parte di Blanquerna è costituita dal Libro dell'Amico e dell'Amato che si presenta come una guida alla contemplazione, con prospettiva della meta finale della perfezione nell'unione mistica dell'anima con Dio. E un libro di meditazione in cui l'amore contemplativo per Dio sgorga con assoluta spontaneità lungi da qualsiasi piano sistematico e logico. Frutto di preghiera e contemplazione, offre diversi argomenti in forma concisa, divisi in tanti versetti quanti sono i giorni dell'anno. " E ogni versetto è sufficiente per contemplare Dio per un giorno intero, secondo L'arte del libro di contemplazione ". I 366 aforismi sono di grande bellezza, vibranti di passione mistica, ammantati di poesia che è preghiera e desiderio di spogliarsi di tutto per possedere l'Amato. Non sono di facile lettura; richiedono attenzione d'amore e silenzio interiore. Le immagini vivide e suggestive richiamano il linguaggio di tutti i grandi mistici di ogni tempo.

Bibl. Opere: Obras de Ramon Llull, a cura di M. Obrador et Al., 21 voll., Maiorca 1906-1950; Raimundi Lulli. Opera latina, curavit F. Stegmüller, 5 voll., Palmae Maioricarum 1969-1977; Raimundi Lulli. Opera latina, edidit Aloisius Madre, Turnholti 1984; Libre de contemplacio en Deu, tomi 2, Palma de Maiorca 1987-1989: Il libro dell'amico e dell'Amato ha avuto varie edizioni in italiano: nel 1932 a Lanciano e a Genova, nel 1978 a Reggio Emilia, nel 1991 a Roma; L. Orbetello (cura di), Raimondo Lullo, Il libro del Natale - Il lamento della filosofia, Firenze 1991. Studi: A. Bonner - C. Lohr, s.v., in DSAM XIII, 171-187 (con ampia bibl.); Carsiano da Langasco, s.v., in BS VIII, 375-392; J. de Guibert, Le méthode des trois puissances et l'Art de la contemplation de R. Lull, in RAM 6 (1925), 367-378; P. Juan-Tous, s.v., in WMy, 328-330; A. Llinarés, Raymond Lulle, philosophe de l'action, Grenoble 1963; F. Longpré, s.v., in DTC IX, 1072-1141; A. Matanic, s.v., in DES II, 1473-1474; E.W. Platzeck, La vida eremitica en las obras del beato R. Lullio, in REsp 1 (1942), 61-79, 117-143; L. Sala - Milins, La philosophie de l'amour chez Raymond Lulle, Paris 1974.



Autore: R. Barbariga
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)


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