Luigi di Granada


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I. Vita e opere. Luigi de Sarria nasce a Granada nel 1504, dodici anni dopo la riconquista della città. La sua è una famiglia di operai; il padre muore in giovane età, lasciando una vedova e un orfano, mendicanti. Vivono, secondo quanto lui stesso annota, " della elemosina che danno loro alla porta di un monastero ". La mamma si prende cura del figlio, mentre Dio non fa mancare il suo aiuto. Può affidarlo al Collegio della dottrina, fondato dall'arcivescovo, fra Hernando di Talavera. Qui L. si fa notare per le sue doti e l'arcivescovo lo raccomanda come paggio o compagno dei figli del conte di Tendilla, sindaco di Alambra e governatore del regno di Granada. Il conte di Tendilla è un López de Mendoza, famiglia che si distingue per i suoi servizi alla Corona, per le sue virtù cristiane e per l'amore alle lettere. Il cardinale di Toledo, " terzo re di Spagna ", è, infatti, un Mendoza; e il conte di Tendilla, primo governatore cristiano di Granada, ambasciatore a Roma dei Re cattolici, porta in Spagna l'umanista milanese Pietro Martire ( 1526) di Anghiera come precettore dei suoi figli. Tutti fanno una brillante carriera nelle armi e nelle lettere. L. vive dodici anni nell'Alambra, come una persona di famiglia, facendosi apprezzare per la sua bontà e per il suo ingegno. La sua formazione umanistica è straordinaria e nel 1524, a vent'anni, entra tra i domenicani, nel convento di Santa Cruz la Real, che è stato fondato dai Re cattolici ed è sotto la protezione dei Mendoza. Anche in questo convento si fa notare per le sue doti eccezionali ed è eletto, tra molti, per occupare il posto che spetta ad uno dei membri del convento in san Gregorio di Valladolid. Dal 1529 al 1534 studia con maestri e compagni famosi come Bartolomeo de Carranza ( 1576), con il quale stringe profonda amicizia, e Melchior Cano ( 1560).

La formazione umanistica di L. che, secondo le usanze, è chiamato con il nome di provenienza, invece di Sarria, e la sua applicazione allo studio gli guadagnano la stima del direttore del collegio, che lo incarica della edizione dei suoi commenti di Aristotele ( 322 a.C.). Questo costituisce l'inizio del suo impegno letterario, in prosa e in poesia, come è in uso presso gli umanisti. Tutto fa prevedere un avvenire accademico brillante. Ciò nonostante, egli si lascia entusiasmare da fra Domenico de Betanzos, eccezionale figura di missionario, che proviene da Roma e recluta missionari per il Messico: L. si offre per la missione e nell'estate del 1534 si reca a Siviglia per sbrigare le pratiche relative al viaggio nelle Indie. I superiori, però, non lo lasciano partire, anzi lo inviano a Escalaceli (Cordova) perché restauri il convento fuori le mura di quella città. Lì conosce s. Giovanni d'Avila, del quale diventa " discepolo " e primo biografo.

L. verifica la sua vocazione di frate predicatore - possiede, senza dubbio, la gratia praedicationis, della quale parlano i testi primitivi dell'Ordine - e la segue perfezionandola tanto nei contenuti quanto nello stile. Il card. Giovanni Alvarez di Toledo gli ottiene l'autorizzazione pontificia perché percorra tutta la Spagna predicando. Contemporaneamente è chiamato ad assumere nuovi incarichi e, alla fine (1551-1588), il cardinale infante don Enrico, futuro re, lo conduce con sé in Portogallo mentre il card. Enrico è arcivescovo di Evora.

In Portogallo L. svolge un'attività instancabile come predicatore, confessore e scrittore. Nel 1554 pubblica il Libro de la oración y meditación (Salamanca 1554) che ottiene un enorme successo. A partire da quest'anno, le pubblicazioni si susseguono periodicamente. Citiamo le principali: Guía de pecadores (prima red: Salamanca 1556-1557, 2 voll.); Memorial de la vida cristiana (Lisbona 1565, 2 voll.); Introducción del símbolo de la fe (Salamanca 1583, 4 voll.), Doctrina espiritual (Lisbona 1587) ecc. Questi scritti lo rendono famoso in tutto il mondo cattolico e le sue opere sono tradotte in molte lingue. In Italia questi scritti hanno circa cinquecento edizioni.

Su richiesta di s. Carlo Borromeo ( 1584) intraprende un'ardua impresa per il rinnovamento della sacra eloquenza, scrivendo una Retórica ecclesiástica, e, soprattutto, sei grossi volumi di sermoni per i cicli de tempore e de sanctis.

Molto vecchio e con tanti meriti, muore a Lisbona il 31 dicembre 1588, considerato un santo.

II. La dottrina di L. abbraccia quasi tutti i temi della vita cristiana, adattandosi a tutte le classi sociali e a tutti i livelli spirituali. I due capolavori: Libro de la oración e Guía de pecadores contengono i due aspetti preferiti del suo magistero scritto: la preghiera mentale, della quale è un maestro (s. Teresa lo legge, lo raccomanda, lo apprezza); e l'orientamento o riconversione del cristiano che, per mezzo del battesimo, assume un impegno di santità. L'altra opera, Il memorial de la vida cristiana, ha come oggetto la formazione del cristiano dai primi rudimenti della fede fino alle alte vette della perfezione.

La sua azione ha uno stile ecumenico poiché L. nasce in una città nella quale convivono mussulmani, ebrei e cristiani, e a Lisbona, porto e porta aperta a tutte le genti, dove tratta con molti " non cristiani ", dimostrando un interesse molto vivo nel presentare loro la fede cristiana. La Introducción del símbolo de la fe ha questa finalità, ed è una vasta enciclopedia nella quale L. " dialoga " con cristiani e " non cristiani ". Di questo libro si avranno edizioni perfino in Giappone, mentre ci sono molte testimonianze di lettura e conversioni negli ambienti ebraici del Messico coloniale.

L'orazione è il nucleo centrale della dottrina spirituale di L. e il mezzo per raggiungere la perfezione della vita cristiana che consiste nella perfezione della carità. Tra i diversi esercizi della vita spirituale, quello che può elevare l'anima ad un più alto grado di perfezione è la considerazione della vita e della morte del Cristo Salvatore. Questo esercizio porta alla conoscenza di Dio che è dono suo, ma che cresce anche nella misura in cui cresce l'amore. Nello stesso tempo, un grande amore genera una conoscenza sempre più perfetta e questa diventa, per L., principio e fondamento della felicità umana. L'uomo può giungere a conoscere Dio nelle sue opere, alcune delle quali sono di natura, altre di grazia, ma sono sempre come due grandi libri nei quali si può leggere tutta la vita umana, che trova la sua pienezza in questa conoscenza amorosa del Dio creatore.

Bibl. Opere: T.S. Centi (cura di), Guida dei peccatori, Milano 1993; A. Huerga (ed.), Obras completas, 40 voll. in corso di stampa, Madrid 1994ss.; N. Lepri Palesati (cura di), Libro dell'orazione e della meditazione, Milano 1997. Studi: A. Huerga, s.v., in DSAM IX, 1043-1054; Id., s.v., in DES II, 1196-1198; Id., Fray Luis de Granada. Una vida al servicio de la Iglesia, Madrid 1988; M.H. Lavocat, s.v., in DTC IX, 953-959; R.L. Oechslin, Louis de Granada ou le rencontre avec Dieu, Paris 1954; M. Tietz, s.v., in WMy, 332.



Autore: A. Huerga
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)


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