Laredo Bernardino di


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I. Cenni biografici. B. nasce a Siviglia nel 1482 da famiglia nobile. Passa la giovinezza, come paggio, al servizio del conte di Gelves, poi, spinto dal desiderio di perfezione, a ventotto anni entra tra i Frati Minori e vuole rimanere fratello laico. E già dottore in medicina ed esercita quest'ufficio con grande carità nella sua provincia francescana di Los Angeles. Diventa medico del re D. Juan III di Portogallo ( 1557) e scrive due trattati di medicina: Metaphora medicinae e Modus faciendi cum ordine medicandi. Muore a Siviglia nel 1540.

II. Opere e dottrina mistica. Il nome di B. è legato a un'opera di teologia mistica, la Subida del Monte Sión (Salita del Monte Sion), pubblicata a Siviglia nel 1535, poi, in edizione riveduta e rinnovata, nel 1538. Secondo l'autore, per Monte Sion " s'intendono diverse cose, tutte però in riferimento alla contemplazione o speculazione ", contemplazione che, secondo la dottrina di Riccardo di s. Vittore, in senso stretto si ha quando " le anime s'innalzano nell'amore del nostro Dio e Signore, puramente e assolutamente, senza alcuna confusione o annebbiamento o oscurità o specchio di qualsiasi creatura, specialmente di quelle inferiori all'anima razionale, mentre piuttosto l'anima assolutamente, puramente e momentaneamente si acquieta in Dio per puro e nudo amore " (P.3, c.1).

La Salita del Monte Sion si divide in tre parti, corrispondenti, come si dice nella seconda edizione (P.3, c.1), alle tre vie, purgativa, illuminativa, unitiva, precisando: " E così che la prima (parte) è come via purgativa e la seconda corrisponde alla via illuminativa, in modo che attraverso queste due vie diciamo che l'anima sale alla via unitiva. E poiché l'unione o comunione dell'anima con Dio deve avvenire per legame d'amore, sembrò cosa molto opportuna cambiare questo terzo libro in insegnamenti più amorosi; per questo, come le due parti precedenti sono in sintonia col titolo Salita del Monte Sion, per il fatto che si va salendo, come è stato detto, purificando l'anima e illuminando lo spirito, così questa terza parte non significa salire, ma essere saliti e stare già in alto nella quieta contemplazione, mediante la comunione d'amore che si chiama via unitiva. Perciò questa terza parte, per sé, potrebbe intitolarsi La vetta (cumbre) del Monte Sion ".

Più specificamente, la prima parte tratta del rinnegamento (aniquilación) di se stessi e di varie virtù ed esercizi ascetici. La seconda parte, invece, " tratta degli altissimi misteri dell'umanità di Cristo, nel nome di Gesù ", dall'Incarnazione alla passione, morte e risurrezione, dando largo spazio anche alla meditazione del mistero di Maria.

È naturalmente la terza parte, quella che affronta i problemi della contemplazione, della vita mistica, della perfezione. Ne riportiamo qualche brano più significativo. Sulla natura della contemplazione dice: " In questa terza parte, essa va intesa come il trovarsi già improvvisamente sulla vetta o altura del monte e lo stare tranquilli e l'acquietarsi dell'anima nel silenzio nascosto e, tacendo, vigilare e godere di quello che Cristo per sua misericordia suole dare all'anima nella sua stretta solitudine, nel segreto silenzio... E certo ben chiaro che qui si debba intendere non il silenzio di parole, ma piutosto il tacere dell'intelligenza, la serenità della memoria e la quiete della volontà, senza ammettere in quel momento né il minimo pensiero di qualsiasi cosa, né altra cosa che s'intenda possedersi, né alcuna operazione, se non la sola operazione affettiva occupata nell'amore, perché non sarebbe perfetta solitudine, se qualcosa si agitasse nell'anima " (c.8).

È molto bella la motivazione del non pensare a nulla: " Quando possiedo solo Dio, possiedo in lui tutto ciò che c'è da possedere, e quando possiedo in lui tutte le cose che ha creato, non possiedo di più di quando lo possedessi solo. Che significa questo? Certo, veramente in presenza del nostro Dio e Signore, tutto il creato è nulla. Siccome l'anima, con l'amore unitivo, nella contemplazione quieta è occupata col suo Dio, si dirà con verità che non deve pensare a nulla, perché in questo pensare a nulla, possiede quanto c'è da pensare " (c.5).

In poche parole, " la quieta contemplazione comprende col contatto (tocando) e non penetra con l'intelligenza (entendiendo) perché l'oggetto della sua santissima operazione è incomprensibile " (c.5).

La Subida del L. " è una delle chiavi indispensabili per comprendere la mistica spagnola " (S. Rodríguez) ed era uno dei libri di cui si serviva Teresa d'Avila. La sua lettura anzi la tirò fuori da una grave perplessità, come narra lei stessa: " Consultando dei libri, per vedere se con essi mi fosse dato di spiegare l'orazione che avevo, in uno intitolato La Salita del Monte Sion trovai, nel luogo dove parla dell'unione dell'anima con Dio, tutti i segni che provavo in me quando in quell'orazione non potevo pensare a nulla ".1

A B. si deve pure la Josephina, un opuscolo pubblicato in appendice alla Subida, che tratta della devozione a s. Giuseppe di cui esalta la grandezza.

Note: 1 Vita XXIII, 12.

Bibl. Opere: Subida del Monte Sion, in Misticos Franciscanos españoles, ed. a cura di G.B. Gomis, t. 2, Madrid 1948, 25-442. Studi: J. Aramendia, Las oraciones afectivas y los grandes maestros espirituales de nuestro siglo de oro. La escuela franciscana. V.ble Bernardino de Laredo, in El Monte Carmelo, 36 (1935), 387-395, 435-442; B. Foronda, Fray Bernardino de Laredo, OFM, su vida, sus escritos y su doctrina teológica ascético-mistica, in Archivio Ibero-Americano, 33 (1930), 213-350, 497-516; E. Pacho, s.v., in DES II, 1402-1403; R. Ricard, s.v., in DSAM IX, 277-281; Id., Estudios de literatura religiosa española, Madrid 1964; F. de Ros, Un inspirateur de Sainte Thérèse, le Frère Bernardin de Laredo, Paris 1948.




Autore: U. Occhialini
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)


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