Kierkegaard Soeren


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I. Vita e opere. Filosofo e teologo danese, nasce a Copenaghen il 5 maggio 1813. Dal padre riceve un'educazione cristiana in cui il dovere è un assillo e il peccato un'oppressione. Molto incline alla riflessione, egli tenta di realizzare quella che definisce la " vita estetica ", cioè un'esistenza tesa a cogliere l'attimo sempre nuovo e a godere della varietà delle occasioni. La morte del padre lo induce a scegliere la " vita etica ", cioè un tipo di vita più responsabile ed ordinato. Nel 1840 si laurea in teologia e contemporaneamente si fidanza con Regina Olsen, ma presto lascia sia la fidanzata che il progetto di diventare pastore. Nella sua opera Aut-aut del 1843 considerata l'insufficienza della vita estetica e di quella etica, propone la scelta religiosa, intesa come angosciosa e sublime incertezza nel rapporto contraddittorio tra l'uomo e Dio. L'ultima fase della sua vita intellettuale è impegnata soprattutto nella polemica contro la Chiesa danese e la sua gerarchia perché, a suo avviso, dimentiche del carattere scandaloso del messaggio cristiano. Muore il 2 ottobre 1855, contento di aver svolto la missione cui si è dedicato: risvegliare la coscienza cristiana.

Tra le sue numerose opere ricordiamo: Aut-Aut (1843), Timore e Tremore (1843), La ripetizione (1843), Briciole di filosofia (1844), Il concetto dell'angoscia (1844), Stadi sul cammino della vita (1845), Postilla alle briciole di filosofia (1846), La malattia mortale (1849), L'esercizio del cristianesimo (1850). Tra le opere religiose: Gli atti dell'amore (1847), opera di spiritualità tesa a risvegliare il senso dell'immediato dell'amore cristiano e il Diario che accompagna l'intero arco della vita di K., ove il grande pensatore consegna la sua riflessione sui problemi del suo spirito e che si ferma poco tempo prima della sua morte.

II. Esperienza interiore. K. dichiara: " Io sono e sono stato uno scrittore religioso ". Eloquente testimonianza di tanto ardimento spirituale sono, documento forse unico nella letteratura d'Occidente, le " Preghiere " di cui sono costellati molti suoi libri ed anche il Diario, dall'inizio alla fine. Esse sono il filo d'oro che ci guida nella " selva aspra e forte ", ma sempre luminosa, dei suoi pensieri e ci introduce nel mistero complesso, ed insieme trasparente, della sua testimonianza di fede come nella seguente preghiera a Cristo: " Tu, che un tempo hai camminato sulla terra lasciando un'impronta che noi dobbiamo seguire; tu, che ancora dal tuo cielo volgi lo sguardo su ognuno che cammina quaggiù, dà forza all'affaticato, incoraggia lo sfiduciato, richiama l'errante, consola il combattente. Tu, che ancora alla fine dei tempi tornerai a giudicare ognuno in particolare, fortifica la nostra anima affinché, seguendo te, possiamo trovare la via anche del giudizio: oh, ma anche con te, per la nostra felicità con te, Amen! ".

III. La dottrina. Per K. la fede è il nucleo essenziale di tutta l'esistenza cristiana come passaggio dallo stadio estetico a quello etico e da questo allo stadio religioso nel quale, proprio attraverso un salto di fede, si trova la salvezza in Cristo. L'ingresso in questo itinerario avviene attraverso l'esperienza drammatica del peccato che, con la sua angoscia, promuove l'attività religiosa dell'uomo. Solo rifugiandosi nella fede, l'uomo trova una salvezza. Ma la fede è dono divino che innesta nell'uomo una sorta di tensione che gli permette di approfondire, ogni giorno di più, il suo rapporto dinamico con Dio diventando " contemporaneo di Cristo ". Tale contemporaneità con il Cristo permette all'uomo di realizzare una nuova esistenza come sintesi di effettiva salvezza. La fede, quindi, prima che essere indagata, dev'essere vissuta sul piano dell'esistenza. Solo così essa permette all'Infinito di Dio di entrare nell'esistenza dell'uomo e renderlo capace di tendere all'infinito di Dio.

Bibl. S. Armieri, Kierkegaard e il cristianesimo, Lugano 1956; J. Colette, La difficoltà di essere cristiani. S. Kierkegaard, Roma 1970; C. Fabro, Dall'essere all'esistente, Brescia 1951; M. Gigante, Religiosità di Kierkegaard, Napoli 1972; R. Jolivet, Kierkegaard. Alle fonti dell'esistenzialismo cristiano, Roma 1960; F.M. Sciacca, L'esperienza religiosa e l'io in Hegel e Kierkegaard, Palermo 1948; M.M. Thulstrup, s.v., in DSAM VIII, 1723-1729; P. Vardy, Kierkegaard, Barcelona 1997; G. Velocci, Filosofia e fede in Kierkegaard, Roma 1976; Id., s.v., in DES II, 1373-1378.



Autore: C. Fabro
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)


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