Incendio d'amore


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I. Descrizione del fenomeno. Si tratta di un fuoco spirituale che arde con violenza per Dio, che consuma e trasforma. Tale violenza d'amore si può manifestare esternamente anche come fuoco che riscalda e brucia materialmente la carne e le vesti vicine al cuore, non spiegabile da un punto di vista naturale, perché l'organismo umano non può sopportare una temperatura superiore ai 43o C. Come il fuoco trasforma tutto ciò che si trova nel suo raggio d'azione, così l'amore divino trasforma in Dio la creatura che si sottomette a lui. In questo modo l'anima si purifica per essere ricettacolo di colui che è purezza infinita ed essere così partecipe dei suoi abbracci.

II. Nell'esperienza mistica. Queste manifestazioni d'amore possono essere soprattutto di tre gradi: calore interiore: un fuoco divino invade il cuore, al punto da dilatarlo straordinariamente per poi diffondersi per tutto l'organismo; ardori intensissimi: sono ardori emozionali, per cui l'anima, avvicinandosi sempre più all'ardore amoroso di Dio, manifesta un'accelerazione del sangue con conseguente incremento di calore. Anche in tal caso la temperatura corporea supera di molti gradi quella normale senza che si abbia alcun danno; ustione materiale: è l'i. in senso stretto, per cui il fuoco dell'amore arriva a provocare incandescenza e bruciatura materiale. Quando il fenomeno è autentico, come nel caso di s. Brigida, di s. Paolo della Croce o di s. Gemma Galgani c'è l'intervento soprannaturale di Dio, il cui intenso amore trasforma in sé la persona che si sottomette a lui.

Bibl. Francesco di Sales, La Filocalia, IV, Torino 1987, 230; I. Rodríguez, s.v., in DES I, 122; A. Royo Marin, Teologia della perfezione cristiana, Roma 19656, 1089-1092.



Autore: S. Giungato
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)


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