Immagine interiore


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I. Nozione. L'i. di cui trattiamo rientra nella serie, numerosa e varia, dei fenomeni carismatici. Si tratta di forme e colori che appaiono interiormente, per dono di Dio, il cui significato è profetico, cioè costituisce un messaggio, l'annuncio per una persona o per un'assemblea disposta all'ascolto di Dio.

II. Secondo alcuni teologi. S. Tommaso inserisce questo fenomeno nel carisma della profezia: " Dio presenta le immagini sensibili alla mente del profeta talora esteriormente mediante i sensi: fu così che Daniele vide le parole scritte sulla parete (5,17). Talora, invece, lo fa mediante immagini fantastiche, o impresse direttamente da lui, senza passare attraverso i sensi, come se nell'immaginazione di un cieco nato venissero impresse le immagini dei colori; oppure lo fa servendosi di immagini ricevute dai sensi, come nel caso di Geremia, il quale "vide una caldaia bollente che si affacciava da settentrione (1, 13)" ".1

Per s. Tommaso la profezia attraverso l'i. è espressa da chi l'interpreta, sia che si tratti della persona stessa che ha avuto l'i., sia di un'altra persona a cui ne è data soltanto l'interpretazione. Questo perché, secondo l'Aquinate, la profezia è carisma dato alla facoltà umana della conoscenza.

S. Agostino, che lo stesso Tommaso cita, dice a questo proposito: " Profeta è soprattutto colui che eccelle nell'una e nell'altra funzione: nel vedere in spirito immagini di cose corporali piene di significato e nell'interpretarle con la vivacità della mente ".2

III. Nella tradizione cristiana l'i. si distingue dalla " visione " termine usato nella tradizione cristiana per indicare qualcosa che si percepisce con il senso della vista. Bernardette Soubirous ( 1879), per esempio, ha avuto una " visione " perché ha visto la Vergine Santa fuori di sé. Questo tipo di visione " esterna " è chiamata anche " apparizione ".

Nell'ambito della profezia, " a differenza della semplice parola, l'i. si conosce su un piano globale. Essa lascia vasto campo a chi la percepisce... L'i. oltrepassa la parola e fa pensare più di quanto non dice e la persona che la dona non sarà in grado di mostrare con parole umane tutta la ricchezza che percepisce interiormente ".3 D. de Laforrest descrive la propria esperienza in merito e quella, in generale, delle attuali assemblee di preghiera del Rinnovamento carismatico nelle quali il fenomeno è frequente.

Nella tradizione cristiana, e oggi nell'esperienza dei gruppi del Rinnovamento, a proposito delle i., si rileva la costante preoccupazione del richiamo al prudente ed autorevole discernimento per distinguere ciò che è autentico da ciò che può essere semplice manifestazione di fantasia. Lo stesso A. così conclude l'articolo citato: " Nel mondo di oggi la Chiesa occidentale parla di questo carisma non perché sia una novità... ma perché, proprio per i tempi in cui viviamo, il Padre, ricco di misericordia, suscita dei nuovi profeti che sceglie come e dove vuole al fine di consolare il suo popolo. Il carisma delle i. non è una nuova scoperta, ma l'accoglienza fiduciosa di un dono che viene dal Padre. Per fare questo Dio usa la sensibilità umana di ciascuno di noi ".

Note: 1 Tommaso d'Aquino, STh II-II, q. 173, a. 2; 2 Id., 12, Super Gen. ad litt [c. 9], STh II-II, q. 173, a. 2; 3 Les images intérieures, in Il est vivant, gen.-feb. 1992.

Bibl. Vedi Carisma di fede.



Autore: M. Tiraboschi
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)


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