Illusioni


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I. La nozione. La psicologia insegna a riconoscere con maggiore consapevolezza i meccanismi di difesa che negano o falsificano la realtà interna o esterna di una persona, inducendola a costruire sull'illusione e non sulla verità. Tuttavia, a livello di introspezione o di discernimento, anche nel passato sono state ben evidenziate le i. con cui le anime s'ingannano o vengono ingannate.

Il NT denuncia più volte casi di coscienza erronea, illusoria (cf Gv 5,39; 1 Cor 3,18; Gal 6,3; Gc 1,26), però le parole che più hanno messo in guardia i maestri spirituali sono quelle di 2 Cor 11,14: " Anche satana si maschera da angelo di luce ".

Le i. sono considerate dagli antichi monaci come il pericolo più insidioso. Il grande Antonio avverte: " Quando si presentano certe visioni, si fanno vivi l'agitazione e il rumore esterno e le immagini fallaci del mondo e le minacce della morte... sappiate che gli esseri maligni sono arrivati ".1 E Cassiano: " L'astuto nemico non può in nessun modo circuire il giovane inesperto e ignorante né ingannare con alcuna frode colui che vede appoggiarsi non sul suo discernimento, ma su quello degli anziani ".2

Con fine intuito Louis Lallemant dice che il cuore " ama le i. di cui si pasce e per colmo di sventura rifugge assolutamente dal conoscersi, dallo studiarsi; si effonde invece esteriormente su tutte le vie che gli si offrono, per non essere obbligato a rientrare in se stesso, perché non riuscirebbe a sopportare la vista dei suoi disordini né i rimproveri della coscienza ".3

II. I. e mistica. Le i. diventano particolarmente insidiose quando s'insinuano negli stadi più alti della vita spirituale, sia che si tratti di tentazioni dei veri mistici sia che si manifestino come indici di pseudo-misticismo. Lo stesso Lallemant ne dà i segni: " Parlare continuamente di grazie straordinarie, di visioni, di rivelazioni, non aver che questo nell'anima, curarsi poco di conoscere e di dominare i moti del proprio cuore; mancar di semplicità e di candore coi superiori e direttori di spirito; non voler occuparsi nell'orazione che della divinità e non mai dell'umanità di Nostro Signore, avere una condotta e nutrire dei sentimenti contrari alla dottrina ed alle pratiche della santa Chiesa sono tutti contrassegni di un'anima illusa ".4

Negli autori mistici si trovano precise conferme della possibilità delle i. e consigli pratici per smascherarle e vincerle.

Note: 1 S. Atanasio, Vita di Antonio, 36,5; 2 Cassiano, De inst. 4, 9; 3 L. Lallemant, Doctrine spirituelle, 3,2,1; 4 Ibid. 4,6,5.

Bibl. A. Derville, s.v., in DSAM VII2, 1392-1401; F.W. Faber, Conferenze spirituali, Torino 1922; T. Spidlík, La spiritualità dell'Oriente cristiano, Cinisello Balsamo (MI) 1994.




Autore: U. Occhialini
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)


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