Ildegarda di Bingen (Santa)


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I. Vita e opere. I. nasce nel 1098 a Bermersheim. Entra nel romitorio di Jutta di Spannheim sul Disibodenberg nel 1106 e vi rimane fino al 1116 quando decide di entrare nell'Ordine delle benedettine, dove è eletta maestra delle novizie del convento nel 1136.

Al 1140 risale l'inizio della stesura dello Scivias. Sette anni dopo, le sue visioni hanno il riconoscimento ufficiale da parte del papa Eugenio III ( 1153). Nello stesso anno fonda il monastero di Rupertsberg. Tra gli anni 1158 e 1163 scrive il Liber vitae meritorum e il Liber divinorum operum. Nel 1165 fonda il monastero filiale di Eibingen. Muore il 17 settembre del 1179. A lei si attribuiscono altre due opere: Fisica e Ordo virtutum.

II. Esperienza mistica. I. giunge all'esperienza immediata di Dio attraverso visioni riguardanti l'opera della creazione e della redenzione e attraverso la partecipazione misteriosa alla vita di Dio e dell'universo in Cristo. La Parola si è fatta uomo, ragion per cui l'uomo può diventare partecipe della divinità attraverso il battesimo. Cristo è il centro della storia. Per questo motivo, i misteri della vita del Cristo e il mistero della Chiesa come Corpo mistico di Cristo costituiscono il fondamento della sua vita spirituale. I. oggettivizza le sue visioni, per cui in esse non si trova nulla di personale. Usa la lingua simbolica del sec. XII che, spesso, rende il contenuto delle sue visioni velato o incomprensibile, ma queste sono sempre in sintonia con gli scritti biblici. In ogni esperienza di Dio c'è unità tra la conoscenza di Dio nella Parola della Scrittura, nell'opera mirabile della creazione e la conoscenza espressa nella Parola stessa.

I. può essere considerata una maestra della mistica dei " sensi spirituali ", cioè di un'esperienza di Dio nella quale il mondo delle immagini, dei suoni, del canto e dei sentimenti viene interiorizzato elevandosi all'esperienza di Dio.

Bibl. Opere: Sanctae Hildegardis Opera, " Analecta Sacra ", Montecassino (FR) 1882; Epistolae s. Hildegardis secundum codicem Stuttgartensem, a cura di F. Haug, in Revue bénedectine, 43 (1931), 59-71; Hildegardis abbatissae opera omnia, in PL 197; Hildegardis Scivias, a cura di A. Führkötter, 2 voll., Turnhout 1978. Studi: O. D'Alessandro, Mistica e filosofia di Bingen, Padova 1966; H.D. Egan, Ildegarda di Bingen, in Id., I mistici e la mistica, Città del Vaticano 1995, 229-239; E. Ennen, Le donne nel Medioevo, Bari 1986; A. Führkötter - J. Sudbrack, Ildegarda di Bingen, in G. Ruhbach - J. Sudbrack (cura di), Grandi mistici I, Bologna 1987, 151-175; Giovanna della Croce, s.v., in DES II, 1261-1263; Ead., Ildegarda di Bingen e il mistero della Chiesa, in EphCarm 17 (1966), 158-173; Ead., I mistici del Nord, Roma 1981; E. Gronau, Hildegard. La biografia, Milano 1996; J. Lanczkowski, s.v., in WMy, 230-232; J.P. Müller, s.v., in DIP IV, 1632; R. Pernoud, Storia e visioni di s. Ildegarda, Casale Monferrato (AL) 1996; M. Schrader, s.v., in DSAM VII1, 505-521; R. Termolen, Hildegard von Bingen. Biographie, Augsburg 1990.



Autore: R. Termolen
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)


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