Hilton Walter


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I. Vita e opere. La data e il luogo della sua nascita ci sono sconosciuti. Muore come canonico regolare agostiniano nel monastero di Thurgarton, a Nottinghamshire, Inghilterra, il 24 marzo o il 14 agosto 1396. H. è uno dei maggiori mistici inglesi del sec. XIV. Sebbene grande ammiratore e frequentatore dell'Ordine dei certosini, è ormai certo che non sia appartenuto mai a quest'Ordine. Per comprendere la sua opera, occorre ricordare alcuni aspetti fondamentali della sua vita: pare abbia studiato diritto canonico e trascorso dei periodi di vita solitaria, forse da canonico regolare, probabilmente intorno agli anni 1375-1380. Ciò che sappiamo ancora della sua vita è che alcune autorità lo considerano prete secolare, prima che egli intraprenda la vita di canonico regolare, e che completi i suoi studi a Cambridge. Malgrado le incerte notizie sulla sua vita, H. occupa un posto di rilievo nello sviluppo della scuola mistica inglese del sec. XIV. Conosce e nutre alcuni dubbi riguardo agli scritti di Riccardo Rolle, ma i suoi scritti sono letti da Giuliana di Norwich e, con l'inizio della stampa, hanno un'ampia diffusione in Europa.

L'opera principale di H., intitolata dopo la sua morte La scala della perfezione, è scritta in inglese, ma vede traduzioni latine.

H. è senza dubbio l'autore di due trattati in latino: De imagine peccati e l'Epistola aurea indirizzata ad un amico per incoraggiarlo ad entrare nella Certosa. Vi sono, poi, alcune opere minori, traduzioni di scritti francescani, commenti ai salmi e un certo numero di scritti falsamente attribuiti a lui, compreso il primo dei tre libri dell'Imitatio Christi. Diversi scritti in latino di H. sono rimasti inediti.

II. Insegnamento spirituale. La Scala della perfezione è composta di due trattati distinti, rigorosamente di uguale lunghezza. Il primo si rivolge agli anacoreti, mentre il secondo, non indirizzato a nessuno in particolare, prosegue l'insegnamento iniziato nel primo, ma con alcuni sorprendenti sviluppi. Il primo dei due trattati si avvicina a s. Bernardo e alla dottrina spirituale dei francescani, mentre il secondo ha una stretta affinità con i mistici renani, con Dionigi l'Areopagita e con l'anonimo autore della Nube della non-conoscenza.

Il primo dei due trattati esiste in una seconda edizione in cui H. dà maggiore rilievo alla persona del Cristo, prendendo in questo modo le distanze dalle pericolose interpretazioni panteistiche della dottrina mistica di Dionigi l'Areopagita. Consiste in una metodica introduzione alla classica dottrina della vita mistica, che può essere generalmente descritta come una via purgativa, condizione necessaria per la distruzione nell'anima dell'immagine di peccato.

Il più grande contributo di H., comunque, sta nel secondo trattato. Per H. la vera vita cristiana non è costituita tanto dall'incorporarsi all'istituzione, ma da un continuo apporto alla carità di Cristo attraverso l'amore verso il prossimo. In un famoso passo H. scrive: " Va' all'ospedale, vi troverai Cristo ". Quest'azione caritatevole non è affatto in contrasto con la preghiera contemplativa, anzi l'una e l'altra provengono ugualmente da un ardente amore di Dio. La vita contemplativa è una pre-formazione dell'immagine di Dio nell'anima, per mezzo della ricerca di Gesù nascosto nel fondo della stessa anima. H. distingue tra coloro che non arrivano alla contemplazione e coloro che, attraverso la fede e il sentimento, arrivano all'esperienza mistica di Dio cioè tra un'attiva vita ascetica e una vita mistica contemplativa, l'una espressione di una " nuova formazione nella fede ", e l'altra come un " miglioramento del sentimento ". Per vita mistica egli intende la soprannaturale o mistica percezione o esperienza, in contrasto con il quotidiano combattimento dell'anima per liberarsi dal peccato, attraverso la grazia e una cieca fede in Dio. Inoltre, H. mette in guardia contro alcune confusioni che potrebbero verificarsi nelle esperienze di sensibile calore, o visioni e la completa soprannaturale preghiera di contemplazione. Tali fenomeni straordinari sono secondari, sostiene H. Questi non devono distogliere l'anima dalla ricerca di Dio, nella cui consapevolezza solo c'è quiete e pace. Questi ripetuti avvertimenti sembrano diretti contro le opere di R. Rolle. L'esattezza e la nitidezza con le quali la Scala della perfezione espone la dottrina di H. ne ha fatto, prima e dopo l'invenzione della stampa, un'opera ampiamente consultata.

Bibl. Opere: W. Hilton, La scala della perfezione, tr. di A. Pisani, Torino 1989. Opere minori di Hilton sono state pubblicate in inglese modernizzato da D. Jones, Minor Works of Walter Hilton, London 1929. Studi: J.P.H. Clark, Action and Contemplation in Walter Hilton, in Downside Review, 97 (1979), 258-274; Id., Walter Hilton and " Stimulus Amoris ", in Ibid., 102 (1984), 79-118; B. Edwards, s.v., in DES II, 1239-1240; M. Glasscoe, The English Medieval Mystics, London-New York 1993, 116-164 (con un'ampia bibliografia); D. Knowles, La tradizione mistica inglese, Torino 1976, 103-119; D. Knowles - J. Russel Smith, s.v., in DSAM VII1, 525-530; G. Sitwell, Contemplation in the Scale of Perfection, in Downside Review, 67 (1949), 276-289.




Autore: A. Ward
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)


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