Herp Enrico


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I. Cenni biografici e scritti spirituali. H., detto anche latinamente " Herphius ", " Harphius ", nasce probabilmente a Erp, villaggio olandese, nei primi anni del 1400. Aderisce, in un primo tempo, al movimento dei Fratelli della vita comune, acquistandovi autorità. Nel 1450, mentre è a Roma passa all'Ordine francescano seguendo l'indirizzo della " Regolare Osservanza ", iniziata da s. Bernardino da Siena, canonizzato in quell'anno. Come francescano è incardinato nella provincia religiosa di Colonia o della " Bassa Germania ", ove diventa più volte " guardiano " e " vicario provinciale ". Religioso zelante, fonda nuovi conventi. Muore a Malines (Belgio) nel 1477 ed è seppellito nel coro del convento.

Pur essendo molto ricercato come valente predicatore, ottimo superiore e profondo teologo sul piano sociale, non risulta né dai suoi scritti né da testimonianze coeve che abbia goduto di carismi particolari o interventi divini, se si eccettua il dono della contemplazione, specialmente nella celebrazione della santa Messa che, a volte, dura parecchie ore. Il martirologio dell'Ordine francescano lo ricorda, però, come " beato " per tradizione, il giorno 22 febbraio con questa motivazione: " Uomo di contemplazione... e celebre per santità ".

H. scrive su vari argomenti relativi all'evangelizzazione.

Tacendo dei suoi molteplici sermoni per le feste del Signore e dei santi si possono ricordare i seguenti trattati ascetico-mistici, alcuni pubblicati durante la sua vita e altri dopo la sua morte, tutti redatti in lingua fiamminga: Lo specchio aureo dei dieci precetti del Signore, stampato nel 1474 ad uso dei confessori e dei predicatori. Lo specchio di perfezione, stampato nel 1475 in tre parti con ampia introduzione: vita attiva, vita contemplativa e vita sovraeminente o visione beatifica. La teologia mistica, tanto speculativa quanto affettiva, stampata nel 1538 in lingua latina, opera riassuntiva e completa divisa in tre libri: il Soliloquio, con centoquaranta capitoli; il Direttorio aureo dei contemplativi (Specchio di perfezione), con sessantaquattro capitoli e un'epitome conclusiva; l'Eden o paradiso dei contemplativi, con trenta Sermoni e con annessa La Scala dell'amore, distinta in nove gradini con nove sermoni; Della mortificazione dei cattivi sentimenti, estratto dalla Teologia mistica, stampato nel 1504.

Tutti gli scritti di H. hanno avuto grande diffusione e sono stati tradotti nelle principali lingue con molte edizioni.

II. Dottrina mistica. Il pensiero di H. risente della corrente francescana di s. Bonaventura e Duns Scoto ( 1308), di quella domenicana di Eckart, Susone, Taulero, di quella agostiniana di Ruusbroec, di quella cistercense di s. Bernardo, presentando però una certa originalità. H., partendo dai due presupposti, il primato della volontà sull'intelletto e la " preghiera del cuore ", dopo aver insistito sul rinnegamento di sé - elenca " dodici mortificazioni " -, si libra nella sfera mistica nella identificazione dell'anima con il Verbo incarnato (presepio, croce, tabernacolo). Raggiunge, poi, attraverso l'umanità di Gesù, l'unione con Dio uno e trino nella piena conformità del volere. Di conseguenza, nel suo pensiero si possono distinguere tre vite: l'attiva, nelle operazioni esteriori, la contemplativa, nell'uso delle facoltà interiori (memoria, intelletto e volontà) e la " sovraessenziale ", nella unificazione delle facoltà per l'intervento di Dio. Ma più che sull'azione, egli punta sulla " intenzione " di cui conosce tre gradi: retta, nella vita attiva; pura, nella vita contemplativa; deiforme, nella vita " sovraessenziale ".

Da notare che l'insistenza sull'assorbimento dell'uomo nella vita " sovraessenziale " o " visione beatifica " e l'uso di un linguaggio poco chiaro indussero l'Inquisizione romana a condannare la Teologia mistica, relegandola tra i libri proibiti (1685) e sottoponendola a revisioni per evitare possibili equivoci.

Bibl. Opere: Oltre alla completa opera del P. Lucidio Verschuren, scritta in fiammingo, Spiegelder Volcommenheit, Antwerpen 1931 in due volumi: introduzione e testo bilingue, si vedano pure la ristampa anastatica della Teologia mistica, Farnborough Hants (Inghilterra) 1966; G. Epiney-Burgard (cura di), Henri Herp. De processu humani profectus. Sermones de diversis materiis vitae contemplativae, Wiesbaden 1982; Ead., Henri Herp. Trois conférences spirituelles Genève 1983. Studi: L. Cognet, Introduzione ai mistici renano-fiamminghi, Cinisello Balsamo (MI) 1991, 283-314; C. Janssen, L'oraison aspirative chez Herp et chez se précédesseurs, in Carm 3 (1956), 19-48; F. da Mareto, s.v., in EC VI, 1420-1421; A. Mataníc, s.v., in DES II, 1238-1239; L. Mees et Al., Herp (Henri De), Vie-Oeuvres, in DSAM VII1, 346-351 e E. Gullick e O. de Veghel, Doctrine spirituelle - Influence, in Ibid., 351-366; L. Reypens, Le sommet de la contemplation mystique, in RAM 5 (1924), 49-59; M. Viller, Harphius ou Bourcelli? La prima Collatio de la Theologia mystica (l. II, parte V), in RAM 3 (1922), 155-162.




Autore: A. Quaglia
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)


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