Hadewijch D'anversa


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I. Vita e opere. H. nasce nella prima metà del sec. XIII. Mancano fonti storiche per conoscerne la vita. Dai suoi scritti se ne desume l'appartenenza al movimento delle beghine. Probabilmente è superiora di un beghinaggio a Nivelles e guida spirituale di altre beghine, chiamate amiche. Indubbiamente dispone di una non comune preparazione culturale e teologica (conosce il latino e il francese), legata alla sua origine nobile brabantina (Anversa?).

Gli scritti di H. riflettono i fermenti nuovi della mistica nuziale e del clima estatico che s'incontra nelle case dei movimenti femminili del sec. XIII. Il cammino percorso da H. per arrivare all'Amore (Minne) è contenuto nelle quattordici Visioni. Nelle Lettere e nelle Poesie varie (Mengeldichten), veri e propri trattati spirituali, H. si serve della sua esperienza, della sua graduale salita verso il possesso dell'Amore, per insegnare alle " amiche " la necessità di uno spogliamento totale per rispondere alle esigenze di Dio. La meta è l'unione con Dio, ma non la si sperimenta in questa vita senza abbracciare la croce del Cristo. " Devi vivere sulla terra nella fatica e nel dolore, con Dio onnipotente ed eterno, però, tu amerai e giubilerai a fondo, nell'intimo, in dolce abbandono: la verità di entrambi gli aspetti, tuttavia, è nella loro intima unione ".1 L'unione con Dio è gioia e amore e, al tempo stesso, fatica e sofferenza.

II. La dottrina mistica di H., esposta soprattutto nelle Lettere (senza costituire, tuttavia, un sistema dottrinale), poggia su due aspetti comparati ai due modi dell'esistenza terrena del Figlio di Dio, ma l'accento è posto soprattutto sull'amare l'Amore che si è incarnato in Cristo e che viene effuso per mezzo dello Spirito Santo.

H. ritiene che l'anima venga inserita nel movimento trinitario e ritorni al Padre, cioè alla sua origine eterna. In questo ritorno si restaura l'immagine di Dio nell'uomo e " coloro che si sono donati interamente all'amore, vengono colmati di raggiante pienezza. Uniti a lui in unione d'amore, lo contemplano nell'abisso del cuore e seguono le vie misteriosamente segrete per giungere alle dimore, dove l'Amore disseta i suoi fino all'ebbrezza ". Questo passo fa parte delle Poesie strofiche in cui H., con il linguaggio della lirica cortese, mostra come si possa sperimentare l'Amore-Minne (personificato con immagini cavalleresche) contemplandolo nell'abisso del cuore, centro di ogni desiderio e di tutte le capacità affettive. Questa contemplazione impegna anche le forze intellettive, cioè la ragione, quale capacità di distinzione e saggezza. Con la ragione si avanza nella conoscenza di Dio e di se stessi e si riesce a distinguere tra emozione passeggera e unione di fede e di amore, nella quale la Minne trasforma l'uomo radicalmente, lo possiede e crea l'unità, ove tutto confluisce nella semplicità dell'essenza divina. In questa mistica di essenza è superata la distanza tra Dio e uomo. Non si tratta più di un trovarsi dinanzi a un Altro, ma di un essere l'uno nell'Altro.

H. è convinta dell'insufficienza del linguaggio umano per esprimere la mistica trasformazione in Dio. E dono gratuito e risposta all'ardente desiderio di " amare l'Amore con amore " e più ancora desiderio di " conoscere l'Amore come Amore ", trovandosi inserita nell'essenza di Dio. Tale unione è certamente transitoria, ma " restare sempre nella fruizione dell'Amore ", rende l'uomo Dio.2 Ciò esige, però, un esercizio d'amore per tutta la vita, perché l'amore non si ama mai fino in fondo.

Note: 1 Lettera VI, 117; 2 Lettera XVII, 78.

Bibl. Opere: J. van Mierlo (cura di), Hadewijch: Visionen, Leuven 1924-1925; Strophische Gedichten, Antwerpen 1942; Brieven, Antwerpen 1942; Mengeldichten, Antwerpen 1947. In tr.it., Hadewijch, Cinque poesie, Brescia 1947; Cinque visioni, Brescia 1947; Lettere. Dio amore e amante, a cura di R. Berardi, Cinisello Balsamo (MI) 1992. Studi: H.D. Egan, Hadewijch d'Anversa, in Id., I mistici e la mistica, Città del Vaticano 1995, 260-269; G. Epiney-Burgard - E. Zum Brunn, Le poetesse di Dio. L'esperienza mistica femminile nel Medioevo, Milano 1994, 108-145; Giovanna della Croce, s.v., in DES II, 1237-1238; E. Heszler, Stufen der Minne bei Hadewijch, in P. Dinzelbacher - D.R. Bauer (cura di) Frauenmystik im Mittelalter, Ostfildern 1985, 99-122; P. Mommaers - F. Willaert, Esperienza mistica e mediazione linguistica nelle " Lettere " di Hadewijch, in P. Dinzelbacher - D.R. Bauer (cur.), Movimento religioso e mistica femminile nel Medioevo, Cinisello Balsamo (MI) 1993, 149-184; J.B. Porion, s.v., in DSAM VII, 13-23; K. Ruh, L'amore di Dio in Hadewijch, in Aa.Vv., Temi e problemi della mistica trecentesca, Todi (PG) 1983, 85-106; F. Vandenbroucke, La spiritualità del Medioevo, 3B, Bologna 1991, 238-243; F. Willaert, s.v., in WMy, 213-214.



Autore: Giovanna della Croce
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)


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