Guyon Jeanne Marie Bouvier De La Motte


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I. Cenni biografici. Jeanne-Marie Bouvier de la Motte ved. Guyon nasce a Montargis (Parigi) nel 1648: ha un'infanzia poco serena, lontana dalla famiglia. Andata sposa al sig. Guyon, sarà madre di cinque figli. Vedova in giovane età, si dedica alla vita ascetica sotto la guida di esperti maestri dello spirito. Molto colta, scrive diverse opere, alcune delle quali le daranno popolarità, ma le procureranno anche notevoli contrasti quanto alla concezione della mistica per un presunto semiquietismo. Difesa da Fénelon, ma avversata da Bossuet, ha vita travagliata: subisce per parecchi anni il carcere. Convinta dell'ortodossia delle sue idee muore nel 1717, vittima di ingiustizie e di calunnie: la sua fama è andata aumentando dopo la morte; oggi è quasi completamente rivalutata.

II. Il concetto di mistica negli scritti. Prodigiosa, forse anche troppo vasta, la produzione letteraria e culturale di G.: si parla di ben quaranta volumi sui più svariati argomenti di ascetica e mistica sia in prosa (Emblèmes sur l'amour de Dieu) sia in poesia (Cantiques spirituels). Con la tenacia della biblica donna innamorata eleva la sua voce dal tono profetico e suadente: ne è fedele documentazione la voluminosa autobiografia (Vie de M.me Guyon). Comunque non sono pochi su di lei gli influssi esterni di autori mistici, da Maria dell'Incarnazione a s. Caterina da Siena, da s. Giovanni della Croce a s. Teresa d'Avila. In particolare sovrasta nei suoi scritti l'eco della mistica di s. Francesco di Sales, come ebbe modo di poterla recepire nei frequenti soggiorni nel monastero visitandino di Meaux e di registrarne le raffinate modulazioni spirituali, riscontrabili in specifiche e sublimi connotazioni.

La sua dottrina praticamente si enuclea nei due capolavori: Moyen court et très facile de faire oraison (1689) e Torrents spirituels (1691), che furono sottoposti al vaglio di una critica impietosa, talora aspramente incriminante. Diedero, comunque, adito a forti perplessità: infatti non si riusciva a capire fin dove il misticismo di G. non corresse il rischio di esaltazioni, ovvero persino di follia!

Capisaldi della sua spiritualità sono " il puro amore di Dio " e " l' abbandono alla divina volontà ": scopo precipuo, quello di giungere all' unione con Dio mediante l'annientamento di sé (aspetto negativo, di purificazione) e di docile sottomissione all'azione dello Spirito Santo (aspetto positivo, di elevazione). La parte più densa della dottrina mistica guyoniana è affidata alla seconda opera: la concezione si snoda in tre tappe successive, rispettivamente simboleggiate in: ruisseaux (=meditazione), fleuves (=orazione semplificata), torrents (=contemplazione attiva e passiva). In quest'ultima fase si raggiungerebbe il culmine dello stato mistico.

In un clima di imperante razionalismo, il suo è un anti-intellettualismo il più dichiarato: Dio infatti non lo si raggiunge con la sola razionalità! Quanto all' orazione, essa dev'essere più opera del cuore che del cervello. Va bene darsi alle pratiche, ma senza spasimi o ambiziose velleitarie aspirazioni. Questo, infatti, lo stato di riposo vero in Dio: non certo una inazione assoluta! Ciò che intende G. non è il " non agire " con indifferenza, ma piuttosto l'agire con determinazione, cioè divinamente, sollecitati da una mozione dall'alto. Agire dunque nella larghezza infinita di Dio: il pensiero e la coscienza tendono a dilatarsi nell'infinito, anzi ad essere infiniti! Perseverare, quindi, in tale stato nella massima semplicità, con la coscienza di corrispondere all'azione di Dio. In tutto questo c'è ben poco spazio per un preteso quietismo o semiquietismo, ricercato a tutti i costi: il pensiero di G. è certamente più alla dipendenza dell'insegnamento di Francesco di Sales che non delle elucubrazioni aberranti del Molinos, di cui ella non conobbe né la persona né la dottrina!

Si tratta, dunque, piuttosto di una concezione che rispecchia l'iniziativa di Dio e sempre nel riconoscimento pieno della propria limitatezza. G. è un'anima che si perde in Dio con perfetta pace. Se Fénelon deve in un certo qual senso a G. la sua condanna (25 marzo 1699), deve pure a lei la sorte d'aver conosciuto una donna eccezionale: una figura eminente del pensiero francese nella letteratura della mistica!

III. L'esperienza mistica nella vita. Molti e diversi, sebbene contrastanti furono i giudizi sulla spiritualità e pratica religiosa di G. " Mezza pazza, fine del cristianesimo ", secondo Bossuet; " niente di più edificante ", invece per Fénelon. La sua dottrina da alcuni viene ritenuta tuttavia inficiata di malcelato quietismo (M. Petrocchi), ovvero intrisa di concezioni erronee: " Visionaria ignorante, spinta sino al fanatismo, alla follia ". In questi ultimi tempi, però, la sua fama di ortodossia e quasi di martirio ha guadagnato terreno: un'autentica donna di spirito, " avventuriera mistica " (E. Aegerter), " una mistica della notte, ma della notte dolce " (M.G. Gondal), dai tipici aspetti di infanzia spirituale (A. Sambier). Il Guerrier nella sua opera fondamentale ne fa un'apologia vera e spassionata: capolavoro d'introspezione psicologica.

Da una vita in parte stranamente condotta e da una problematica di pensiero piuttosto complessa scaturisce o si evince il cosiddetto " enigma guyoniano ". Trascurata dalla madre, ella stessa abbandonerà i figli: errabonda inquieta, sarà sempre in cerca della propria identità; svariati, inoltre, furono gli influssi spirituali che si andarono via via sovrapponendo e non sempre in una necessaria e pacata decantazione, quanto al possesso di uno spirito dalle variegate sfaccettature.

Non esitò, infatti, a darsi alla causa di Dio, sospinta quasi da una forza interiore, comunque non senza la guida di diversi ed eccellenti padri spirituali. Avvertì in sé, ovvero, secondo altri, presunse d'essere in possesso d'una missione da svolgere nel contesto della società; pensò anzi di dover assumere un atteggiamento di " maternità spirituale " nell'ambito della Chiesa stessa. Ad una vita di preghiera e di pratica penitente seppe unire e compiere opere di apostolato con notevoli successi: ben accetta peraltro negli ambienti protestanti, si applicò a favorire il clima ecumenico nel territorio di Gex e di Ginevra. Il fascino femminile e l'esuberante fantasia, di cui era imprevedibilmente dotata, crearono attorno a lei forti simpatie, produssero facili entusiasmi e proselitismo in campo mistico, che sfociarono, ovvero diedero pretesto e adito, comunque, a dubbie interpretazioni sia quanto all'ortodossia sia ancora quanto al linguaggio. L' esperienza mistica, senza eccessivi fenomeni estatici o apparenze esaltanti, raggiungerà via via nel tempo livelli di indubbio valore e di ineludibile benefico effetto. Risoluta nel sostenere le proprie teorie, accettò l'umiliazione di inaudite calunnie, sofferse il carcere con indomito coraggio e con serena disposizione d'animo: virtù e pregi che, a lungo andare e spente le accese polemiche, non poterono non dare un senso di veridicità e convalidare il suo messaggio di testimonianza cristiana.

Dei suoi resti mortali sopravvissero alle vicissitudini del tempo il cervello e il cuore: il cuore come sede dell'amore puro; il cervello come strumento di ricerca della verità nell'unione con Dio!

Bibl. Opere: M.L. Gondal (cura di), La passion de croire. Textes choisis et présentés par M.L. Gondal, Paris 1990; P. Poiret (ed.), Madame Guyon, Oeuvres et Opuscules spirituels, Colonia 1720 (ristampa Hildesheim 1978); Jeanne Guyon, Commento mistico al Cantico dei Cantici, a cura di L. Ginzburg, Genova 1977; Ead., Metodo semplice per l'orazione, a cura di A.M. Gagiano de Azevedo, Milano 1998. Studi: E. Aegerter, M.me Guyon, une aventurière mystique, Paris 1941; L. Cognet, s.v., in DSAM VI, 1306-1336; Id., La spiritualité de M.me Guyon, in XVII siècle, 1214 (1952), 269-275; A. De la Gorce, Madame Guyon à Blois, in Etudes, 130 (1961), 182-196; Giovanna della Croce, s.v., in DES II, 1233-1235; M.L. Gondal, L'acte mystique. Témoignage spirituel de Madame Guyon, (tesi dott.), Lyon 1985; Id., La prière de repos, prière du coeur selon M.me Guyon, in VieSp 76 (1988), 191-204; Id., Un nouveau visage, Paris 1989; G. Guerrier, M.me Guyon: sa vie, sa doctrine, et son influence d'après les ecrits originaux et des documents inédits, Genève 1971; J.F. Mallet, Jeanne-Marie Guyon, Paris 1978; F.J. Schweitzer, s.v., in WMy, 212.


(1) In particolare i seguenti saggi: E. Ancilli, La mistica: Alla ricerca di una definizione; Ch.-A. Bernard, Conoscenza e amore nella vita mistica; C. Becattini, Fenomenologia della mistica; G. Mura, Una mistica atea?; B. Callieri, Esperienza mistica e psichiatria: elementi per una riflessione; E. Ancilli, La mistica e le mistiche

(2) Id., Opera omnia

(3) 1320 ca.



Autore: A. Pedrini
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)


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