Geremia (Lettera di)


Uno dei più brevi scritti (vv. 72) della Bibbia, contenente una calda esortazione contro l'idolatria. Nella versione dei Settanta lo scritto generalmente è inserito fra le Lamentazioni e Baruc col titolo Lettera di G. Nella Volgata è unito al libro di Baruc come serto capitolo. Esso è destinato «a coloro che saranno condotti prigionieri in Babilonia».
Mentre nel secolo passato molti autori (Schurer, Marshall, Rothstein) ritenevano il greco come lingua originale, ora non pochi critici (Ball, Naumann, Gutmann, Eissfeldt, Artom) lo considerano una traduzione da un originale ebraico andato perduto. Comunemente gli acattolici ne negano l'autenticità; per essa stanno, 2Mach. 2, 1-3, l'autorità dei manoscritti, le analogie con il libro di Geremia e l'esattezza con cui si descrive l'idolatria babilonese. Tuttavia non mancano autori che l'assegnano al periodo greco (J. Touzard, Gottsberger, Robert).
[A. P.]

BIBL. - G. ARTOM, L'origine, la data e gli scopi dell'Epistola di Geremia, in Annuario di studi Ebraici, vol. I, 1934, Roma 1935, pp. 49-74; A. PENNA, Geremia, Torino 1952, pp. 423-41.


Autore: Sac. Angelo Penna
Fonte: Dizionario Biblico diretto da Francesco Spadafora
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