Guibert Josef De


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I. Vita ed opere. Nato a Montégut, nell'Alta Garonna, in Francia, nel 1877, G. entra a far parte della Compagnia di Gesù nel 1895. Come gesuita, studia lettere a Tolosa, filosofia a Vals-pres-Le Puy in Francia, e teologia a Enghien in Belgio, dove viene ordinato sacerdote nel 1906. Durante il periodo dei suoi studi nella Compagnia, ottiene una licenza in lettere all'Università di Parigi e, in seguito, studia storia per due anni nello stesso luogo.

Insegna teologia al seminario regionale di Lecce (1908-1910) e, dopo aver completato un terz'anno al teologato dei gesuiti ad Enghien, passa il periodo della Prima Guerra Mondiale nell'esercito francese come non combattente. Dopo la guerra, fonda la Rivista di ascetica e di mistica a Tolosa. In seguito si reca a Roma, dove insegna teologia spirituale e teologia fondamentale alla Pontificia Università Gregoriana. Tiene anche un corso sul metodo della ricerca, per quasi vent'anni, fino alla sua morte avvenuta nel marzo 1942. La cattedra di spiritualità, a lui affidata, gli offre l'opportunità di dare conferenze per la formazione continua del clero romano. Nel 1938, con altri gesuiti francesi, fonda il Dictionnaire de Spiritualité. Negli ultimi dieci anni della sua vita viene nominato consultore della Sacra Congregazione dei Riti e negli ultimi due anni è consigliere personale di Pio XII per le questioni francesi.

G. ha esercitato un'influenza profonda nel campo della teologia spirituale attraverso il suo insegnamento e i suoi scritti. Al momento della sua morte aveva quasi terminato l'ultima bozza della Spiritualità della Compagnia di Gesù, una storia e un'interpretazione della spiritualità dei gesuiti.

L'altro suo libro importante, il manuale di Theologia spiritualis, ascetica et mistica, pubblicato per la prima volta in latino e poi tradotto, almeno in parte, in varie lingue, ebbe quattro edizioni. Scrisse altri due manuali di teologia in latino, De Christi Ecclesia, un corso sulla Chiesa e Documenta ecclesiastica christianae perfectionis, una sintesi e un sommario di alcuni documenti della Chiesa riguardanti la spiritualità.

Études de théologie mystique del 1930 raccoglie molti degli articoli del gesuita già pubblicati in Gregorianum o in Revue d'ascétique et de mystique. Il suo Saint Ignace mystique rimane uno dei migliori commenti e una delle più riuscite interpretazioni del Diario spirituale di Ignazio di Loyola. Oltre ad insegnare e a scrivere, G. s'impegnò in un significativo lavoro pastorale: ritiri in Francia e in Italia e direzione spirituale soprattutto a Roma.

II. Insegnamento mistico. I contributi principali di G. alla spiritualità riguardano tre aspetti: la preghiera contemplativa, i doni dello Spirito Santo e la spiritualità ignaziana. Scrive in maniera chiara sulla mistica e considera la preghiera contemplativa parte della mistica.

Distingue fra la contemplazione acquisita e quella infusa. Definisce la contemplazione un atto piuttosto che uno stato, e la descrive non tanto in termini di grazia passiva ricevuta, quanto come un'azione sotto l'ispirazione della grazia, che mira ad una sempre maggiore semplicità.

I doni dello Spirito vengono considerati non tanto come principi di attività quanto abitudini, capacità passiva o attitudini a ricevere e così operare sotto l'ispirazione e l'azione dello Spirito Santo. Questo è anche vero per la contemplazione infusa.

Gli scritti di G. nell'ambito della spiritualità dei gesuiti sono storici e interpretativi. Egli ritiene la mistica di Ignazio di Loyola (e così pure la spiritualità della Compagnia) una mistica eucaristica, trinitaria, tutta tesa al servizio d'amore in unione con Gesù Cristo. Mette da parte l'idea che la preghiera degli Esercizi spirituali di Ignazio di Loyola sia limitata all'uso della memoria, dell' intelletto e della volontà, e cioè ad una preghiera necessariamente meditativa e discorsiva. G. porta alla luce il ruolo della preghiera contemplativa negli Esercizi e l'importanza del discernimento degli spiriti per scoprire la volontà di Dio. Per tutti questi motivi, lo studioso gesuita resta un punto di riferimento ineludibile in fatto di ascetica e mistica, soprattutto per il suo amore alla verità e il desiderio della perfezione.

Bibl. Opere: J. de Guibert, Theologia spiritualis ascetica et mistica, Roma 19524; Id., Études de théologie mystique, Toulouse 1943; Id., Saint Ignace mystique, Toulouse 1938; Studi: F. Cavallera, Le Réverénd Père Joseph de Guibert, in RAM 22 (1946), 192-193; P. Galtier, Le Père Joseph de Guibert, in RAM 26 (1950), 97-120; A. Liujma, s.v., in DES II, 1231-1233; M. Olphe Galliard, s.v., in DSAM VI, 1147-1154.




Autore: R. Faricy
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)


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