Guéranger Prosper


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I. Vita e opere. Prosper Louis Pascal Guéranger nasce il 4 aprile 1805 a Sablé-sur-Sarthe, una cittadina a circa trentacinque miglia da Le Mans. Ordinato sacerdote nel 1827, l'11 luglio 1833 entra nel monastero benedettino di Solesmes (Francia). Professa a San Paolo fuori le Mura a Roma il 26 luglio 1837. Nello stesso anno il priorato di Solesmes viene eretto abbazia ed ha come suo primo abate G. Muore il 30 gennaio 1875, nel pieno delle sue attività.

Seguendo il principio contenuto nella Regola di s. Benedetto, che dà alla celebrazione liturgica la priorità su ogni altra opera del monastero, G. pone la liturgia e la sua celebrazione solenne al centro della vita quotidiana del monastero di Solesmes.1

G. crede che la Regola benedettina, con la sua enfasi sulla preghiera e la ricerca di Dio, offra i mezzi per contribuire al rinnovamento della Chiesa in Francia.2 Egli spera che Solesmes torni ad essere una casa di preghiera e di studio sulla scia dei monaci della Congregazione di San Mauro 3 per la santificazione del monaco e per il servizio alla Chiesa. Tale principio è considerato da G. basilare.4 Come abate di Solesmes, egli pubblica i suoi più importanti scritti liturgici in cui rivela la sua esperienza monastica.5

G. ha un carisma naturale come insegnante: incoraggia i monaci nelle loro opere, rispettandone l'individualità. Uno dei suoi principi è: " Imitate la pazienza di Dio e non domandate i frutti dell'autunno in primavera ".

G. crede in ciò che chiama " lo spirito santo della libertà ", uno spirito fondato e radicato sull' amore. E questo amore alla libertà a causare in lui l'avversione per tutti gli inganni del formalismo. Nutre forte avversione per il giansenismo e i fondamenti del razionalismo, nei quali egli vede le radici dei problemi della Chiesa in Francia.

Poiché la celebrazione della liturgia occupa il posto principale nella scala dei valori di un monaco di Solesmes, per G. essa è il centro della vita monastica. Egli, infatti, considera la liturgia sia una lode a Dio sia il mezzo per essere incorporati nei misteri salvifici di Cristo. G. vede intimamente connesso alla comprensione della liturgia l'amore per la tradizione che considera esperienza vissuta della Chiesa. La vita monastica, per lui, non è altro che un vivere personificato nella tradizione della Chiesa, poiché essa è una testimonianza orientata verso i fondamentali valori del Vangelo.

Tra le opere ricordiamo soprattutto quelle di carattere spirituale: Conférences sur la vie chrétienne, 2 voll., Solesmes 1880-1884; Notions sur la vie religeuse et monastique, Solesmes 1885. Nel 1840, G. pubblica il primo volume delle Institutions liturgiques inteso come ampio studio della liturgia sotto l'aspetto storico, teologico, giuridico e pastorale. Sfortunatamente, G. pone maggiormente in rilievo, rispetto agli altri, l'aspetto storico. L'intero secondo volume è connesso con la storia della liturgia in Francia durante i secc. XVII e XVIII. La polemica ed il tono aggressivo adottati da G. sono i principali punti deboli di quest'opera, dei quali egli stesso era consapevole.

II. Dottrina spirituale-liturgica. La visione liturgica di G. è essenzialmente teologica. Egli vede ogni cosa entro il contesto del mistero della SS.ma Trinità e nell'eterno piano per la salvezza dell'uomo in Cristo. La profonda consapevolezza di G. della relazione del mistero dell' Incarnazione con il mistero della Chiesa gli permette di concepire quest'ultima come una concreta società divinamente costituita, manifestazione sacramentale dell'opera salvifica di Dio.

G. vede, inoltre, l'intera vita di Cristo come un grande atto liturgico, che riceve la sua massima espressione nella morte, risurrezione e glorificazione di Gesù: il mistero pasquale considerato come centro della vita cristiana. L'intera prospettiva di G. si riferisce alla liturgia come ad un prolungamento del mistero dell'Incarnazione. Nella liturgia i misteri salvifici di Cristo si attualizzano per la vita del popolo di Dio. La liturgia è la vita del popolo di Dio che costituisce una società i cui compiti sono la lode, il culto e la professione del nome di Dio dinanzi a tutta l'umanità. Lo Spirito Santo dimora nella Chiesa come sua guida che porta a compimento l'opera di Cristo sulla terra. E ciò si attua soprattutto attraverso la liturgia in cui lo Spirito Santo agisce per la costituzione definitiva del Corpo di Cristo.

La liturgia è il culto che la Chiesa rende al Padre per mezzo di Gesù Cristo, il Sommo Sacerdote, il culto offerto dal Corpo mistico: capo e membra. Il culto è uno solo, c'è una sola liturgia, l'altare terreno è lo stesso di quello celeste. Tutto ciò, per G., implica che l'intera vita della Chiesa sia orientata alla liturgia e proprio da essa la Chiesa attinga il suo vigore. L'intera economia sacramentale è l'incarnazione del comandamento di Cristo, ossia andare per tutto il mondo a proclamare la Buona Novella della salvezza. Cristo è soprattutto presente nell' Eucaristia, ma è anche presente nell'assemblea dei fedeli e nella proclamazione della Parola. G. descrive la liturgia come linguaggio della Chiesa, pertanto il suo ardente desiderio è quello di rendere comprensibile tale linguaggio. Per questo, egli desidera educare i fedeli al senso della preghiera della Chiesa. Non opponendosi alle devozioni private, G. insiste sulla relazione di alcune di esse con la liturgia. Allo stesso tempo G. ritiene utile che il clero riceva una solida formazione liturgica.

Poiché Dio ha scelto di manifestarsi per mezzo di segni e prodigi, e principalmente nel mistero dell'Incarnazione, G. sostiene che la liturgia abbraccia tutte le manifestazioni della bellezza e lamenta che poche persone comprendano realmente la relazione tra la liturgia e l' estetica.

L'amore dell'abate di Solesmes per la liturgia romana non lo porta a pensare che essa sia perfetta nella forma. Riconosce che la liturgia è soggetta al cambiamento e che i cambiamenti sono qualche volta necessari. Poiché la liturgia è preghiera della Chiesa spetta alla Chiesa modificarla o cambiarla. G. non si oppone al cambiamento, ma crede che modificare la liturgia sia un processo di evoluzione in conformità con la tradizione. La profonda conoscenza della tradizione e della liturgia come principale strumento della tradizione, porta G. ad enfatizzare il carattere dommatico della liturgia. Il culto della Chiesa è una confessione della verità rivelata di Dio la quale non è una semplice ascesa nozionistica, ma un atto di culto attraverso cui il cristiano realizza pienamente il suo destino. In questo modo egli inizia quaggiù, qui ed ora, il cammino di " quella deificazione iniziata sulla terra attraverso la grazia santificante che si compirà in cielo con la gloria... " (Explication des prières et des cérémonies de la Messe, d'après des notes recuilles..., p. 79).

I principi che sono alla base del pensiero e dell'insegnamento di G. sono anche i principi del moderno movimento liturgico del quale l'abate di Solesmes è stato il fondatore.

Note: 1 Le Costituzioni redatte da Guéranger per la comunità di Solesmes, approvate dal vescovo di Le Mans nel 1833, si aprono con la seguente dichiarazione: Sociorum principale negotium, primumque omnium exercitiorum erit Divini Officii celebratio. Cf P. Cagin, L'oeuvre de Solesmes dans la restauration du chant grégorien in Rassegna gregoriana, 2 (1904), 205-226; B. Capelle, Dom Guéranger et l'esprit liturgique in QLP 22 (1937), 131-146; 2 L. Soltner, Solesmes et Dom Guéranger (1805-1875), Solesmes 1974; 3 Id., Les anciens bénédictins français et la restauration de Solesmes par Dom Guéranger, in Revue Mabillon, 70 (1975), 25-37; 4 Cf J. Leclercq, Le renouveau solesmien et le renouveau religieux du XIX siècle, in Studia Monastica, 18 (1976), 157-195; 5 L. Soltner, Rercherches sur la Pensée monastique de Dom Guéranger, in Collectanea cisterciensia, 37 (1975), 209-226; Id., Les débuts d'une renaissance monastique, Solesmes 1831-1833, Sablé 1974.

Bibl. Opere: Institutions liturgiques, 4 voll., Paris 1878-1885; L'Anno liturgico, 2 voll., Alba (CN) 1959; L'Eglise ou la société de la louange divine, Augers 1875. Studi: F. Brovelli, Per uno studio de " l'Année Liturgique " di P. Guéranger. Contributo alla storia del movimento liturgico, in EL 95 (1981), 145-219; F. Cabrol, s.v., in DACL VI, 1875-1879; B. Capelle, Dom Guéranger et l'ésprit liturgique, in QLP 22 (1937), 131-146; R. Delegue, Dom Prosper Guéranger, in VieSp 18 (1928), 201-236; B. Heurtebize, s.v., in DTC VI2, 1894-1898; J. Hourlier, s.v., in DSAM VI, 1097-1106; C. Johnson, Prosper Guéranger (1805-1875): A Liturgical Theologian. An Introduction to His Liturgical Writings and Work, Roma 1984 (con ampia bibliografia); G. Le Maitre, Théologie de la vie monastique selon Dom Guéranger, in Revue Mabillon, 5 (1961), 165-178; P. Puniet, Dom G. et le culte du ChristRoi, in La Vie Bénédictine, 46 (1938), 79-85; 111-120; P. Visentin, La preghiera nella rinascita monastica dei secoli XIX-XX, in Aa.Vv., La preghiera nella Bibbia e nella tradizione patristica e monastica, Roma 1964, 885-949.




Autore: C. Johnson
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)


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