Giovanni di San Sansone


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I. Vita e opere. G., Jean du Moulin nasce nel 1571 a Sens, in Francia. Sappiamo poco di lui. Sembra che avesse due fratelli e forse anche delle sorelle. A tre anni, colpito da una crisi di vaiolo, diventa cieco. Di conseguenza, resta per tutta la vita handicappato ed emarginato nella società d'allora.

Con l'aiuto del parroco, impara i fondamenti della grammatica, ma soprattutto a suonare l'organo e la spinetta. Impara anche un po' di latino e acquista una conoscenza elementare delle belle lettere e del poeta Ronsard. A dieci anni perde i genitori e viene ospitato da uno zio, sempre a Sens.

Da quel momento in poi, G. si dedica alla musica: diventa organista nella chiesa di San Pierre-le-Rond e suona regolarmente con diversi strumenti nei balli e concerti locali organizzati dalla gioventù. A un certo punto, si stanca di questa frivolezza e perdita di tempo. Comincia, allora, a concentrarsi sulle letture spirituali, come per esempio sull'Imitazione di Cristo, sulle Istituzioni dello Pseudo Taulero, sul Mantello dello Sposo del francescano Francesco Vervoort ( 1555), e più tardi sugli scritti di Caterina da Genova, Ruusbroec, Enrico Herp e numerosi altri autori spirituali.

Dal 1585 al 1600 non si hanno notizie su di lui. In quest'ultimo anno si trova a Parigi dal fratello Gian Battista, che però già nel 1601 muore insieme alla moglie. Da quel momento in poi, nei dintorni della rue Saint-Jacques, senza casa e senza vitto, come la grande massa dei poveri di quell'epoca, trascorre lunghe ore nelle chiese, in preghiera e all'organo. A Parigi, in cerca di direttori spirituali esperti, si avvicina alla chiesa e convento carmelitano di Place Maubert, il collegio internazionale dell'Ordine, vicino alla Sorbona. Dal 1604 suona l'organo nel Carmine e diventa amico del giovane fratello Mathieu Pinault. Intorno a lui si forma un piccolo gruppo spirituale, che legge autori mistici. I giovani amici carmelitani lo pregano di spiegare loro questi testi e di illuminarli sulla vita spirituale e mistica.

Laico, cieco e senza un'adeguata formazione teologica, G. diventa così il maestro spirituale della nascente riforma del Carmelo francese. Due anni dopo, nel 1606, esprime il desiderio di entrare come fratello laico nel Carmelo di Dol in Bretagna, dove già vive il suo amico Mathieu Pinault. Contro le aspettative e le usanze del tempo, il provinciale di Tours accetta la sua richiesta. Entrando nel noviziato di Dol, prende il nome di Giovanni di San Sansone.

A causa dell'insalubrità del luogo, soffre di diverse malattie e, durante un periodo di peste, si dedica alla cura dei confratelli malati, fino al punto di ammalarsi. In questo periodo, molte persone accorrono a lui, prima della Messa, chiedendogli di pronunciare su di loro una preghiera speciale contro la febbre. Preoccupato, il vescovo, Antonio Revol, interviene, esaminando la sua ortodossia e rimproverandolo fortemente. Vedendo, però, la sua reazione umile e profondamente religiosa, gli permette di continuare tali preghiere e lo sceglie poi come direttore e consigliere spirituale per più di vent'anni. Nel 1629, poco prima di morire, Antonio Revol chiederà a G. di comporre per lui una guida spirituale, che sarà uno dei testi mistici maggiori di G.

Nel 1612 G. si trasferisce al Carmelo di Rennes, centro della nuova Riforma di Touraine, facendo di nuovo il noviziato. Rimane qui, salvo qualche breve interruzione, fino alla morte, avvenuta il 14 settembre 1636, festa dell'Esaltazione della Croce.

All'inizio, i superiori sospettosi della dottrina mistica di questo fratello laico, semplice e senza cultura teologica, la fanno esaminare dal provinciale dei carmelitani scalzi e da alcuni famosi teologi della Sorbona. In seguito, affiancando il maestro dei novizi, G. insegna i principi della vita spirituale e mistica ai giovani carmelitani e diventa così il vero maestro spirituale della Riforma di Touraine, variante francese della Riforma teresiana. Frequenta i grandi testi della letteratura mistica, che si fa leggere ad alta voce, commentandoli al gruppo astante. Legge le edizioni francesi delle opere di Teresa d'Avila e di Giovanni della Croce, insieme ai testi di s. Bernardo, Guglielmo di Saint-Thierry, Ruusbroec, Suso, Taulero e tanti altri. Nell'arco di venticinque anni scrive, dettando, numerosi testi spirituali e mistici: trattati e commenti, meditazioni e soliloqui, poesie e lettere, in tutto più di 4000 pagine di manoscritti.

Come autore mistico, G. non ha avuto la fortuna letteraria di Bérulle o di Maria dell'Incarnazione. I suoi testi mancano di un linguaggio accurato e di un'esposizione chiara, essendo poco più che appunti di segretari, giovani talora incolti e senza esperienza. Questo che per noi è un vantaggio poiché ci permette di osservare un testo mistico in via di formazione e ancora vicino all'esperienza immediata, costituì un grande svantaggio per i contemporanei, che non gustavano più il francese pre-classico del Seicento ed erano già segnati dalla nuova mentalità razionale e antimistica indotta da Cartesio ( 1650). Vent'anni dopo la morte di G., i suoi testi furono pubblicati con ritocchi, per farli corrispondere maggiormente ai gusti del tempo. Il momento opportuno era, comunque, passato: i testi non furono in grado di attrarre l'attenzione del grande pubblico e G. rimase un autore mistico presto dimenticato. Soltanto adesso i suoi scritti vengono rispolverati per ritrovare lo splendore di un cammino mistico autentico, senza pretese, che rimane altamente attuale nella sua concentrazione sull'essenziale dell'amore puro.

II. Dottrina mistica. Come autore mistico, G. è stato paragonato a Ruusbroec e a Giovanni della Croce. Ha elaborato in tanti modi la logica dell'Amore divino, innamorato dell'uomo creato, e i processi di trasformazione di quest'uomo che sperimenta l'incomprensibile tocco divino e si lascia trascinare nell'estasi dell'amore. L'uomo, per natura concentrato su se stesso e ripiegato sui propri interessi, perde poco a poco il controllo della propria vita, affidandosi totalmente a Dio. Uno dopo l'altro, tutti gli strati della vita umana vengono così assorbiti dalla vita divina attraverso un processo d' annichilimento totale e trasformati nell'irresistibile dinamica dell'amore divino. Qui l'uomo si perde sempre di più nell'oscurità impenetrabile della divinità, che lo abbraccia da tutte le parti. L' esperienza mistica d'amore si realizza come strada nel deserto, spingendo l'uomo all'irrecuperabile autotrascendenza che lo fa sprofondare sempre più in Dio, attraverso l' amore puro. Secondo G., la vita contemplativa e mistica si approfondisce con l'aiuto di una preghiera specifica, che trascina l'uomo in uno spiraglio spirituale infinito. L'aspirazione prende il suo punto di partenza nella lettura e nella meditazione, con l'aiuto di riflessioni e di parole. Pian piano, questa preghiera esteriore e umana si restringe alla dinamica interiore del desiderio silenzioso, fino a diventare contemplazione pura del movimento dell'amore divino, che trascina passivamente il cuore dell'orante.

Bibl. Opere: Jean de Saint-Samson, Oeuvres Mystiques, Sagesse chrétienne, Texte établi et présenté par H. Blommestijn et M. Huot de Longchamp, Paris 1984; Jean de Saint-Samson (1571-1636), L'Éguillon, les Flammes, les Fleches et le Miroir de l'Amour de Dieu en Dieu mesme, Ed. du manuscrit de Rennes, Introduction et commentaire par H. Blommestijn, Romae 1987; Id., La pratique essentielle de l'amour, Sagesses chrétiennes, Textes établis et présentés par M. Huot de Longchamp et H. Blommestijn, Paris 1989; Id., Oeuvres complètes 1, L'éguillon, les flammes, les fleches, et le miroir de l'amour de Dieu, propres pour enamourer l'âme de Dieu en Dieu mesme, Ed. critique par Hein Blommestijn, Rome-Paris 1992; Id., Oeuvres complètes 2, Méditations et Soliloques 1, Ed. critique par Hein Blommestijn, Rome-Paris 1993; Id., Esperienza di amore totale. Lo sprone, le fiamme, le frecce e lo specchio dell'amore di Dio, propri per innamorare di Dio l'anima in Dio medesimo, Napoli 1983 (Prima versione italiana del P. F. Sorrentino). Studi: S.M. Bouchereaux, s.v., in DSAM VIII, 703-710; Ead., La Réforme des Carmes en France et Jean de Saint-Samson, Paris 1950; C. Janssen, s.v., in DES II, 1168-1169; P.W. Janssen, L'oraison aspirative chez Jean de Saint-Samson, in Carm 3 (1956), 19-48; Id., Les origines de la Réforme des Carmes en France au XVIIe siècle, La Haye 1963.



Autore: H. Blommestijn
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)


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