Gabriele di San Maddalena


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I. Vita e opere. Nasce il 24 gennaio 1893 a Bevere in Belgio, da Augusto De Vos e Alice Redelé. Al battesimo gli è dato il nome di Adriano che cambia in G. di Santa Maria Maddalena quando, il 2 settembre 1910, veste l'abito dell'Ordine carmelitano teresiano. Nel 1915 viene arruolato nell'esercito belga: inviato al fronte, si dedica con coraggio e totale disinteresse al soccorso dei commilitoni feriti meritandosi anche due medaglie al valore per altrettante ferite riportate nel compimento del suo dovere. Appena ordinato sacerdote, il 20 aprile 1919, è nominato professore di filosofia nella casa di studio di Courtrai; ma già d'allora comincia a interessarsi di temi di " mistica carmelitana ". Nel 1926, viene chiamato a Roma per sostenere teologicamente l'erigendo " collegio " dell'Ordine, ossia il centro internazionale di studi per i giovani teologi carmelitani. E scelto non solo come " professore ", cioè incaricato della formazione intellettuale dei giovani, ma anche come " maestro ", cioè primo responsabile della loro formazione umana, religiosa, spirituale. Nel 1931, assume la cattedra di teologia spirituale, che diviene il campo della sua specializzazione. Quando nel 1939 non ha più l'incarico di " maestro ", può dedicarsi a tempo pieno all'opera che appare chiaramente essere la sua missione: la promozione della vita spirituale attraverso la diffusione e il contatto con i grandi maestri del Carmelo, Teresa di Gesù, Giovanni della Croce, Teresa di Gesù Bambino, Elisabetta della Trinità. Nel 1943 fonda la rivista " Vita Carmelitana " che nel 1947 diventa l'attuale " Rivista di vita spirituale ". Nel 1953 dà alla stampa il primo volumetto di Intimità divina, opera che, uscita in gran parte postuma, lo rende presto famoso in tutto il mondo. Muore quasi improvvisamente il 15 marzo 1953 a sessant'anni.

Della molteplice produzione del padre G. segnaliamo: Santa Teresa di Gesù maestra di vita spirituale (1935); San Giovanni della Croce dottore dell'amore divino (1937); L'unione con Dio secondo San Giovanni della Croce (1945); Intimità divina: opera uscita in sei volumetti separati (a cominciare dal 1952) e poi in un unico volume. E rimasto anche famoso il Piccolo catechismo della vita di orazione, che l'autore dapprima pubblicò in " Vita Carmelitana " (1943), ma che poi ebbe molteplici edizioni come lavoro a sé stante.

II. Dottrina spirituale. L'approfondimento dottrinale del professore e l'impegno formativo dell'educatore generarono in G. una singolare capacità di rendere comunicabile e accessibile la dottrina e la spiritualità dei grandi maestri carmelitani anche a persone non particolarmente " iniziate "; oggi diremmo che aveva il " carisma " della comunicazione, della semplicità e della chiarezza. L'attenzione continua alle situazioni concrete, ai movimenti e alle evoluzioni delle idee e la straordinaria capacità di assimilazione che possedeva gli permettevano di ritrovarsi in sintonia ed entrare in dialogo con culture e opinioni diverse. Totalmente dedito alla ricerca della verità, nelle discussioni non entrava mai in critiche negative mentre cercava di cogliere il positivo dovunque lo trovasse. Era sempre conciliante non per falso irenismo, ma per la convinzione profonda che noi non siamo i padroni ma i servitori della verità.

Come studioso, G. ha lasciato un'impronta soprattutto nel campo della teologia spirituale attraverso la ricerca e la divulgazione della dottrina carmelitana. E da ricordare il suo insegnamento sulla natura della teologia spirituale, intesa come studio della vita di grazia nel suo evolversi verso la santità e nel suo progressivo radicamento nei dinamismi e nelle caratteristiche proprie di ciascun soggetto; sulla natura della perfezione cristiana cioè della santità intesa come piena conformità e perfetto inserimento nel divino volere attraverso un continuo ed esatto adempimento dei doveri del proprio stato; sulla necessità di una " vita mistica " autentica (da non confondersi con lo stato contemplativo e le grazie straordinarie) in cui lo Spirito diventa sempre più il principale artefice per realizzare la piena e perfetta conformazione della propria volontà a quella di Dio; sulla necessità assoluta della preghiera per poter progredire nella via della perfezione e raggiungere l' unione d'amore; sulla possibilità da parte di tutti di raggiungere un certo grado di orazione in cui lo Spirito, pur richiedendo ancora l'applicazione personale dell'anima, comincia già a renderla partecipe della contemplazione infusa. Tutto ciò ha anche motivato e polarizzato il suo impegno apostolico che ha avuto sempre come scopo quello di aiutare le anime a lasciarsi prendere dall'azione dello Spirito e ad applicarsi nel cammino della preghiera.

Bibl. P. Beniamino della SS. Trinità, Il fondatore della rivista di Vita Spirituale, in RivVitSp 7 (1953), 113-161; C.S.G., Dal distacco all'amore puro. Insegnamenti all'amore puro di P. Gabriele di S. Maria Maddalena alle Carmelitane, in RivVitSp 37 (1983), 482-490; A. De Sutter, s.v., in DSAM VI, 814; Id., s.v., in DES II, 1067-1068; R. Girardello, Un maestro spirituale per oggi, in RivVitSp 47 (1993), 82-104.




Autore: A. Pigna
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)


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