Gad


Settimo figlio di Giacobbe, da ZeUa, schiava di Lia. Il nome deriva dall'esclamazione di questa: ba'gad, la buona fortuna (= gad) è venuta (Gen. 30, n). In realtà, gad dalla radice gadad (tagliare, determinare: come *** = Parca, da *** dividere), significa sorte buona, felicità. Ed è attestato in Siria-Palestina l'antico culto a questa divinità (Gad), corrispondente alla greca *** la fortuna (cf. i nomi di città Baal-Gad, appié dell'Hermon, 10s, n, 17; 12, 7; e Migdal-Gad in Giuda, Ios. 15, 37; ed Is. 65, 11 dove si parla del culto a Gad, in parallelismo a Meni = destino).
G. è penultimo nell'elenco dei figli di Giacobbe (Ex. 1, 4; I Par. 2, 2); ebbe 7 figli (Gen. 46, 16) che originarono altrettante famiglie (Num. 26, 15.18). La tribù, che ne deriva, all'uscita dall'Egitto conta 45.650 membri (Num. 1, 2.4). La benedizione di Giacobbe (Gen. 49, 19) e quella di Mosè (Deut. 32, 20 ss.) ne celebrano lo spirito guerriero; è la tribù più forte dell'est del Giordano, che tiene testa ai nemici, pronta a farli a pezzi, come il leone la sua preda. Essa, con Ruben, cui è sempre unita, nella ripartizione del territorio si aggiudicò la migliore e la prima parte: il fertilissimo Galaad, propizio per le greggi, nella Transgiordania, dal lago di Genezareth fino al mar Morto (Num. 32). Fedele alla promessa fatta a Mosè, G. marciò alla testa delle altre tribù per cooperare alla conquista di Canaan e ripassò il Giordano a campagna ultimata. Manifestò con l'erezione di un grandioso cippo il suo inalterabile attaccamento al iahwismo (Ios. 27, 9-33). G. si spinse a nord verso l'Arnon, lasciando Ruben a sud. Le città principali: Gazer, al limite nord orientale (= Sar, a sud di Rabbath-Ammon); Ataroth (ad est del mar Morto; ricordata nella stele di Mesa, lin. 10-13); Dibon (= l'odierna Diban, a 5 km. dall'Arnon; dove detta stele fu scoperta); Nemra (= Tell Nimrin) uno dei principali centri per il pascolo; Bet-Haram (= Tell er-Rame); Mallanaim (= Kirbet Mahna), dove si rifugerà David (v;) per sfuggire ad Absalom; Succoth (= Tell el-Ahsas, Safon (= Tell Sa'idije: Iudc. 12, 1). Num. 32, 3.34 ss.; Ios. 13, 24-27). Gran parte di questo territorio cambiò frequentemente di mano; dopo la morte di David, che aveva sottomesso Moab (2Sam 8, 2), si ebbero fasi alterne di dominio israelita e moabita. Né ben definiti furono i confini tra Gad e Ruben, col passaggio di alcune città dall'una all'altra tribù. Il gadita Iefte (v.) liberò il territorio dagli Ammoniti (Iudc. 10-11). G. rimase fedele a Saul, cui diede onorevole sepoltura; e Mahanaim fu la sede del regno di Isbaal (2Sam 2, 4-8); ma già molti eccellenti guerrieri da G. erano accorsi intorno a David (I Par. 12, 8.14 s.).
Amalgamatosi con gli elementi indigeni, Gad scompare dalla storia ebraica; nel suo territorio compaiono Ammoniti e Moabiti (Ier. 48, 19.34; 49, 11.
[F. S.]

BIBL. - F. M. ADEL. Géographie de la Palestine, I, Parigi 1933, pp. 276.380: II, 2a ed., 1938, pp. 67-70; A. CLAMER, La Ste Bible (ed. Pirot, 2), ivi 1940, pp. 445-52. 737; A. GELIN, (ivi. 3), 1949, pp. 85 s. 118-24.


Autore: Mons. Francesco Spadafora
Fonte: Dizionario Biblico diretto da Francesco Spadafora
Visite: 135