Flora


Per farsi un'idea della f. palestinese, bisogna conoscere le condizioni climatiche e la posizione geografica della regione. La Palestina appartiene alla zona subtropicale e in pratica ha solo due stagioni: piovosa, da novembre ad aprile; secca, per il resto dell'anno, in cui è rarissimo veder cadere qualche goccia d'acqua. La posizione geografica e la configurazione tormentata del suolo fanno sì che la f. della Palestina sia mediterranea, desertica o della steppa e tropicale. La f. mediterranea è identica a quella dell'Asia Minore che è fra le più ricche e varie del globo e ne forma il limite sud-est; è apparentata a quella dell'Italia, Grecia, Francia meridionale, Spagna, Africa settentrionale e isole del Mediterraneo. La f. desertica e tropicale è apparentata a quella della Persia ad est; dell' Arabia e dell'Egitto a sud; dell'Arabia, dell'India, del Sahara, della Nubia e dell'Etiopia nella valle del Giordano e nei dintorni del Mar Morto.
In Palestina si contano circa 3.000 fanerogame, di cui 250 indigene.

1. F. mediterranea: a) litorale, costa e piccole colline (shefelà). Begli alberi sempre verdi, come l'ulivo, la quercia Quercus ilex, Q. coccifera, il pino, l'alloro, il tamarindo, il pistacchio e il terebinto. Piante più modeste: il mirto e gli anemoni; b) bassa montagna o f. alpina. Le varie specie di querce nel Carmelo, nel Tabor, nelle colline della Galilea e della Samaria, frassini, cipressi, pioppi, platani e il pino d'Aleppo Pinus halepensis.

2. F. desertica o della steppa nel Negeb e nel deserto di Giudea. Grande varietà di arbusti, di piccoli cespugli; nelle montagne: gruppi isolati di querce; fra le rocce: crocifere e leguminose con varie specie di astragali.

3. F. tropicale nella valle del Giordano o Ghor e dintorni del Mar Morto. Molte piante di questa zona non esistono affatto nella Palestina occidentale. Zizyphus spina Christi, molte specie di acacie Acacia nilotica, A. tortilis, A. seyal, il cappero, la mimosa, la rosa di Gerico Anastatica hierochuntina, la senape Salvadora persica, il papiro Papyrus antiquorum. In pratica il Ghor è l'oasi tropicale più vicina all'Europa. Sulle rive del Giordano vi è quasi un bosco di alto fusto e di bassa macchia: il tamarindo Tamarix iordanis, il pioppo, il salice e molti altri alberi e arbusti.

In tutta la Palestina le piante più abbondanti sono: 358 specie di leguminose, 380 di composite, 175 di labiate, 195 di crocifere, 141 di ombrellifere.

Piante coltivate: a) Alberi da frutto. L'ulivo Otea europaea occupa il primo posto ed è coltivato ovunque, al disotto del livello del mare e fino a m. 1000 sul livello del Mediterraneo. Il fico Ficus carica si trova pure dappertutto, ma la sua coltivazione è meno intensa di quella dell'olivo. La vite prospera dovunque, sia lungo la costa come nelle colline calcaree e la Palestina produce ed esporta ottimi vini e uva passa. Il sicomoro Ficus sycomorum e la palma da datteri Phoenix dactylifera furono importati dall'Egitto e mentre il frutto del sicomoro è insipido e quasi non commestibile, i datteri invece sono di gran consumo e se ne estraggono sciroppi e liquori. Gerico è il centro della cultura della palma e giustamente fu chiamata «la città delle palme». Il banano Musa paradisiaca cresce specie lungo le rive del Giordano e nei dintorni di Gerico, come le due piante precedenti. L'arancio è oggetto di una coltivazione intensiva, specie nello Stato d'Israele, e le ottime arance palestinesi hanno conquistato i mercati europei. il carrubo Ceratonia siliqua vive in piccoli gruppi isolati; dal suo frutto si estrae una melassa; vale molto di più per la sua ombra. Siepi impenetrabili di cacti Ficus indica ancora si usano come protezione dei campi coltivati e delle vigne. Altri alberi conosciuti, ma poco coltivati sono: il mandorlo, il melograno, il pistacchio, il pero, il melo, il noce, il pesco e l'albicocco.

b) Cereali e legumi. Il grano Triticum sativum, T. spelta, l'orzo Hordeum vulgare il sorgo o dura, il miglio; piselli, ceci, fave, lenticchie, aglio Allium sativum, A. cepa, A. porrum, A. ascalonicum; l'issopo, lo zafferano; meloni e cocomeri. Cannella, incenso, mirra, gomma, ebano e aloè non sono coltivati in Palestina e lo stesso dicasi del caffè, di cui si fa largo uso.

Nella Bibbia si nominano soltanto 130 piante, ma è assodato che gli Israeliti ne conoscessero molte di più. Salomone «parlò anche delle piante, dal cedro del Libano all'issopo che nasce nei muri» (1Reg. 5, 13). Parimenti nella Bibbia non c'è una classificazione scientifica delle piante. I termini che ricorrono con molta frequenza: dese ed 'eseb si traducono comunemente con verdura ed erbe; hasir indica gli erbacei già in pieno sviluppo; 'es peri sta per qualsiasi albero da frutto.
[P. C.]

BIBL. - Fin dall'antichità abbiamo molti studi dai nomi suggestivi: Hierobotanicon, Hierophyticon Theobotanologia, Phytographia sacra, Arboretum biblicum. Scripturae Sacrae Viridarium; oggi i termini più comuni sono: Botanica biblica o sacra. In genere, la f. si trova nella voce «Palestina». salvo il rinvio ad ogni singola voce delle piante. Tutte le Guide e gli Atlanti della Palestina, oltre ai Dizionari e alle Enciclopedie, danno notizie sulla f. palestinese. In tutte le riviste c'è una bibliografia, e il migliore Elenchus bibliographicus aggiornato è quello pubblicato in Biblica. Due opere sono fondamentali e insostituibili: R. ROHRICHT, Bibliotheca geographica Palaestinae von 938 bis 1878, Berlino 1890; H. B. TRrsTAM, The fauna and flora of Palestine, in Survey of Western Palestine, Londra 1884; A. G. BARRors, Manuel d'archéologie biblique, I, Parigi 1939, pp. 304-351 (La activité rurale): A.-E. RUTHY, Die Planze und ihre teile im bibl.-hebr. Sprachgebrauch, Berna


Autore: Sac. Pasquale Colella
Fonte: Dizionario Biblico diretto da Francesco Spadafora
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