Ferrini Contardo


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I. Vita. Nato a Milano il 4 aprile 1859 da una famiglia di modeste condizioni, ma profondamente cristiana e con una certa predisposizione e preparazione culturale, studia al collegio Borromeo di Pavia e si laurea in giurisprudenza nel 1880 con una tesi in latino sull'importanza della poesia omerica ed esiodea per la storia del diritto penale. Con una borsa di studio si perfeziona in Germania, a Berlino, seguito da studiosi di fama internazionale come il Zachariae e il Mommsen. Assume dapprima il ruolo di incaricato di storia del diritto penale romano ed in seguito di esegesi delle fonti del diritto romano a Pavia. Dopo aver vinto il concorso per la cattedra di diritto romano, insegna a Messina dal 1887, quindi a Modena nel 1890, poi, nel 1894, ritorna a Pavia.

Già nel 1881 aveva fatto il voto di castità come terziario francescano ed è uno dei primi esempi di consacrato secolare, impegnato pienamente nelle realtà temporali. Fu anche consigliere comunale di Milano e strenuo difensore dell'insegnamento religioso nelle scuole primarie. Convinto assertore del dialogo tra fede e cultura, fu tra i primi ad aderire al progetto di una Università Cattolica in Italia. Anche se non potette vederla realizzata, quando a Milano fu eretta dal padre Gemelli l'Università Cattolica del S. Cuore, venne riconosciuta la sua azione di precursore ed ispiratore, per questo motivo il suo corpo fu deposto in seguito nella cripta della cappella di quell'Università. Accanto alla sua attività di studioso e di politico, svolse sempre un'intensa opera caritativa, interessandosi ai problemi sociali del suo tempo: era infatti membro della Conferenza di San Vincenzo.

Nel pieno della sua attività, improvvisamente nell'estate del 1902, mentre era in vacanza a Suna sul Lago Maggiore, venne colpito da un violento tifo che lo condusse alla morte il 17 ottobre a quarantatrè anni.

Ben presto si diffuse la fama della sua santità ed il 4 luglio del 1924 veniva introdotta la causa per la sua beatificazione. L'iter si concluse il 14 aprile 1947, quando venne proclamato beato da Pio XII che lo definì " il modello dell'uomo cattolico dei nostri giorni ".

II. Attività ed opere scientifiche. Attraverso l'impegno di cattedratico, il F. realizzò un'intensa produzione scientifica. A circa duecento assommano i suoi scritti che vanno dalle opere maggiori di revisioni critiche di antichi testi giuridici, ai numerosi articoli per riviste specializzate, alle varie voci di enciclopedie soprattutto di diritto.

Questa sua attività e produzione di ricercatore fece dichiarare al famoso studioso T. Mommsen che " per merito del F. il primato degli studi romanisti passava dalla Germania all'Italia ".

III. Esperienza e scritti spirituali. Nell'ambiente culturale freddo e impregnato del culto della ragione proclamato dalla filosofia dell'Illuminismo e allo spuntare del Romanticismo in cui nacque un nuovo senso della storia e della sua ricerca in ogni campo, si situa la figura mite, dialogante, di uomo di fine cultura, di politica e di carità del F. Questi aveva compreso che l'uomo è un ens finitum, quod tendit ad infinitum, che ha un'anima immortale la quale varca l'abisso che divide il mondo materiale dallo spirituale e, separandosi dal corpo, vola sulle sponde dell'eternità davanti allo sguardo ed al giudizio di Dio. A quell'alta meta egli tenne sempre rivolto e fisso l'occhio ed il pensiero durante il suo terreno cammino, nutrendosi lungo la via con l'alimento del sapere e della scienza umana storica e giuridica, ma facendo cibo vitale e sostanziale del suo spirito la pietà e la virtù attinte dalla rivelazione divina, per immedesimarsi con Cristo nel fuoco della sua carità.

Per il F. il diritto, con la sua storia e il suo svolgimento, non era l'oggetto isolato di una ricerca scientifica che trova in se stessa il suo appagamento, ma piuttosto l'applicazione della legge eterna, della legge morale divina alla realtà della vita umana, come una delle potenti colonne che, fondate su Dio stesso, concorrono all'edificazione della società, al bene universale dei popoli.

In F., il lavoro professionale e la vita intima erano congiunti in un'indissolubile unità; perciò la sua figura di studioso divenne visibile in tutta la sua pienezza solamente nella luce della sua esperienza spirituale. La sua coscienza professionale, era fin nelle sue più profonde radici, illuminata e guidata da una pura fede e da un forte volere di servire la verità in tutte le sue manifestazioni, cercando Dio in ogni cosa.

Gli scritti religiosi e le sue lettere, meditazioni, pensieri, possono essere considerati dei piccoli trattati spirituali in cui si manifesta la sua costante unione con Dio. La radice della sua vita cristiana di consacrato secolare è fondata sulla Eucaristia e sull'esercizio del vangelo della carità, nella preoccupazione costante verso i poveri.

Di questi scritti ricordiamo soprattutto il Regolamento di vita (1888), il Programma di vita del giovane cristiano (1880), Un po' d'Infinito. La sua fisionomia spirituale si fonda sulla lettura assidua dei Padri della Chiesa e su una conoscenza particolare delle opere del gesuita L. du Pont.

F. fu il mistico dell'unione con Dio, in cui era immerso ed insieme, per così dire, il mistico del fatto e dell'azione, di quell'operosità che non viene considerata (nel misconoscimento dell'ordine divino) come fine a se stessa ed elevata a una sorta di surrogato della religione, ma che riceve stimolo e forza, dignità ed efficacia dal Creatore e Signore di ogni verità. La sua vita e la sua dottrina sono una sintesi di fede e cultura pienamente inculturate nel suo tempo. Egli è una voce quasi profetica di una presenza discreta del Vangelo operante nell'attività culturale, nella politica, nella prassi solidale come risposta alle povertà del suo mondo.

Bibl. Opere: Tutti gli studi giuridici del Ferrini sono stati raccolti in E. Albertario - V. Arancio-Ruiz - P. Ciapessoni (cura di), Opere di Contardo Ferrini, 5 voll., Milano 1929-1930. I suoi scritti spirituali si trovano raggruppati in alcune raccolte: A. Codaghengo, Pensée et Elévations, Paris 1930; Mgr. Minoretti (cura di), Scritti religiosi di Contardo Ferrini, Milano 1931, 1947; G. Pellegrini (cura di), Scritti religiosi di Contardo Ferrini, Torino 1924, 1926. Studi: Aa.Vv., Miscellanea Contardo Ferrini, Conferenze e studi nel fausto evento della sua beatificazione, Roma 1947; G. Anichini, Un astro di santità e di scienza, Roma 1947; C. Caminada, Vita di Contardo Ferrini, Roma 1947; C. Castiglioni, s.v., in DSAM V, 199-200; J. Cottino, s.v., in BS V, 656-658; I. Giordani, Contardo Ferrini. Un Santo tra noi, Milano 1949; H.R. Harraro, s.v., in NCE V, 896-897; B. Jarret, Contardo Ferrini, London 1933; C. Pellegrini, La vita del professor Contardo Ferrini, Torino 1928; A. Portaluppi, L'anima religiosa di Contardo Ferrini, Alba (CN) 1942; M. Vaussard, Le bienheureux Contardo Ferrini, in NRTh 70 (1948), 289-302.

Autore: V. Mosca
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)


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