Ferita d'amore


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I. Il termine. La f., secondo i mistici, assume il significato di grazie diverse ma speciali, con caratteristiche ed effetti propri, che portano ad una sofferenza, a grazie ordinarie o eminenti, a favori mistici, riservati solo alle anime giunte all' unione trasformante. Si tratta di un'esperienza intensa d'amore mistico, di tocchi divini d'amore che, per accelerare il cammino di perfezione, suscitano nell'anima un desiderio di Dio, con godimento o con dolore a seconda che si possieda o meno colui che si ama.

II. L'oggetto della f. è l' amore di Dio. Nella vita spirituale si verificano più f. e in diversi periodi. L'anima non è libera di cercarle, rifiutarle o stabilirne la durata, perché provengono dall'amore gratuito di Dio. Alcune provocano dolore essenzialmente spirituale, altre godimento e dolore insieme, come una freccia che penetra nel cuore, oppure solo " diletto ". Il dolore spirituale può essere accompagnato anche da dolore fisico, ma in questo caso non c'è godimento dell'anima.

III. Gli effetti della f. variano a seconda del momento che l'anima sta attraversando e del " tipo di ferita ".

Le ferite che avvengono nella notte passiva dello spirito (ferite in senso stretto), producono la purificazione dell'anima, prima dell'unione spirituale, mentre durante tale unione tendono ad accrescere l'amore.

Ne consegue un desiderio sempre più vivo di soffrire per Dio e di un distacco più radicale e universale.

Bibl. A. Cabassut, s.v., in DSAM I, 1724-1729; I. Rodríguez, Amore (ferite di), in DES I, 120-122; A. Royo Marin, Teologia della perfezione cristiana, Roma 1965, 879-880.

Autore: S. Giungato
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)


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