Fenomeni mistici


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I. Definizione e tipologie. I f. possono essere definiti come eventi fuori della normale quotidianità che avvengono in talune anime che prendono coscienza dell'azione diretta di Dio nella loro vita spirituale.

Tali manifestazioni hanno la possibilità di esprimersi attraverso la fisicità del corpo come per esempio stimmate, levitazione o attraverso stati d'animo complessi come l' estasi.

Altre volte i f. si caratterizzano per le comunicazioni particolari che Dio trasmette in vari modi ad anime prescelte. Nel libro II (10,4) della Salita del Monte Carmelo Giovanni della Croce definisce quattro modi di percezioni particolari da lui chiamate " notizie spirituali ": le visioni, le locuzioni, le rivelazioni e i sentimenti spirituali. La tradizione ecclesiale non li ha mai considerati determinanti nei processi di canonizzazione, separando la santità e l' eroicità delle virtù dai fenomeni straordinari che in talune occasioni li accompagnano.

Già nell'AT le rivelazioni di Dio si sono manifestate spesso attraverso visioni, sogni, angeli e profeti. Nel NT, leggendo Giovanni (14,9), comprendiamo che Cristo stesso è la massima rivelazione di Dio Padre: " Chi ha visto me, ha visto il Padre ".

1. Visioni. Nella Salita (II, 23,3), Giovanni della Croce definisce la visione come " tutto ciò che l' intelletto riceve a modo della vista: l' anima può percepire spiritualmente le cose come gli occhi le vedono corporalmente ". S. Tommaso, in accordo con quanto precedentemente espresso da s. Agostino,1 le distingue in visioni corporali, immaginarie ed intellettuali. Giovanni della Croce sconsiglia l'accoglimento delle visioni corporali, giudicando che " ...tali visioni e percezioni sensibili non possono essere mezzo per l' unione, perché non hanno alcuna proporzione con Dio ".2 Concorda in ciò s. Teresa d'Avila.3

D'altra parte, però, si devono sottolineare le apparizioni di Lourdes e di Fatima, riconosciute dalla Chiesa come dono di Dio per richiamare l'umanità alla preghiera ed alla penitenza.

2. Locuzioni. Con il termine " locuzioni " Giovanni della Croce intende " tutto ciò che l'intelletto riceve a guisa dell'udito ".4 Come per le visioni, il Dottore mistico distingue le locuzioni in " esteriori " o " auricolari ", dalle intellettuali e dalle " immaginarie o interne ". Di esse parla anche Teresa d'Avila.5

3. Rivelazioni. Con le " rivelazioni " l'anima riceve quasi apprendendo e intendendo cose nuove.6 S. Teresa spiega nel libro della Vita (27,6) che con esse " ...il Signore fa capire all'anima ciò che vuole, scoprendole grandi verità e misteri: questa maniera di conoscere è degna di molta considerazione... ".

4. Sentimenti spirituali. Altra comunicazione soprannaturale che l'anima può ricevere è quella dei " sentimenti spirituali ": " Da tali sentimenti... spesso ridonda nell'intelletto un'apprensione di notizia e di intelligenza, la quale consiste in una profondissima e saporosissima percezione di Dio, alla quale non si può dare un nome ".7

In ultima analisi, Giovanni della Croce non appare, come può sembrare a prima vista, così restio all'accoglienza di tali comunicazioni mistiche, consigliando d'altra parte, come tutta la Chiesa, un'attenta valutazione delle loro origini e dei loro effetti. Spiega che esse non sono indispensabili per la santità, anche se ammette che " ...Dio, servendosi di esse, spesso presenta all'anima molte verità e le comunica molta sapienza ".8

II. F. e spiritualità. Nonostante la dottrina della Chiesa insegni che i f. sono estranei alla vita spirituale la quale può raggiungere la sua completezza anche senza di essi,9 è bene aggiungere che la stessa Teresa di Gesù nel Castello interiore (IV Mansioni, 6) spiega che è raro trovare delle anime legate a Dio che, insieme all'unione mistica con Dio e all'esercizio eroico delle virtù, non abbiano sperimentato alcun fenomeno.10

Lo studio dei f. è argomento estremamente delicato. Proprio per siffatti motivi, vi è un atteggiamento di osservazione e attesa nei confronti degli episodi riportati, seguendo una linea di prudenza e saggezza.

In altri ambiti, non religiosi, d'altro canto vengono formulate asserzioni da parte di psichiatri, psicologi o psicanalisti che rifiutano aprioristicamente l'eventualità di fenomeni soprannaturali, partendo da presupposti privi in realtà di connotati scientifici.

Difatti, la scienza può soltanto cercare ciò che può essere ad arte " manipolato ", ma non pervenire in alcun modo al punto centrale, inaccessibile alla scienza.

La psicologia dovrebbe prendere atto del concetto (ciò che raramente avviene) secondo il quale l'attività scientifica non è includente ma inclusa, e compito della scienza è proprio distinguere, nei limiti del possibile, le regolazioni secondarie a questo inglobamento. L'errore più frequente degli scienziati è quello di avere una visione globale limitata al mondo della dimostrazione scientifica, negando l'esistenza di qualunque evento al di fuori di quelli comunemente dimostrabili. Tale ragionamento è viziato dal presupposto che nulla esiste al di là di ciò che è dimostrabile, laddove sarebbe certamente più scientifico affermare che determinati eventi, se realmente accaduti, " non sono scientificamente dimostrabili ", lasciando ad altri campi (per esempio alla teologia) il giudizio finale.

L'epistemologia contemporanea ha dimostrato che solamente " qualcosa di vero " può, per la forza della sua verità, modificare in maniera rilevante e duratura un procedimento razionale e che, quindi, in maniera inversa, al centro di una tale dimostrata modificazione, vi è per necessità " qualcosa di concreto ".

E evidente, d'altra parte, che la più ampia prudenza è indispensabile in questo settore alla luce di uno studio e di un'interpretazione teologica che dopo aver escluso manipolazioni o aspetti psicopatologici, come allucinazioni, isterie, o più semplicemente illusioni, deve considerare sintenticamente l'intero scenario della vita spirituale e psicologica del soggetto.

Ciò anche in considerazione del fatto, sottolineato da s. Teresa che, " ...molte volte ci s'inganna pur non volendolo...".11 La stessa affermazione è confermata dalla scienza, quando ammette che anche in autentici mistici si possono inserire inconsciamente nel fenomeno soprannatuale elementi patologici.12

Inoltre, non bisogna dimenticare, nel giudizio teologico, che " ...lo Spirito di Dio quando è lui che veramente agisce, apporta con sé umiltà " 13 e l'umiltà nelle anime di Dio si esprime come obbedienza e docilità alla Chiesa, unica interprete dello Spirito di Dio e del suo intervento sulle anime che a lui tendono, attraverso l'eroismo delle virtù.14

I f. vengono presi in considerazione solo dopo che si siano accertate le virtù eroiche del soggetto e solo dopo che la loro effettiva presenza sia dimostrata senza ombra di dubbio. Importante resta seguire con prontezza, costanza e gioia la volontà di Dio, lasciandosi guidare dal suo Spirito e donandosi come il Cristo nel quotidiano, tempestoso o felice che sia.

Note: 1 De Gen. ad litt. I, 12,7,16: PL 34,459; 2 Salita del Monte Carmelo II, 11-12; 3 Cf Vita 28,4; Relazione IV, 1; Castello interiore VI, 9,4; 4 Salita..., o.c., 23,3; 5 Castello..., o.c., VI, 3,4, 3,16; Fondazioni 8,5ss.; 6 Salita..., o.c., 23,3; 7 Ibid.; 8 Ibid. 16,3; 9 Cf P. Lambertini, De servorum Dei beatificatione..., III, c. 42; 10 Cf Fondazioni 8,10; Castello..., o.c., II, 1,8, I, 2,7; Filippo della Trinità, Summa theologiae mysticae, III, tr. II, intr., Bruxelles 1874, 131; 11 Fondazioni 4,2; 12 A. Brenninkmeyer, Traitement pastoral des nevrosés, Lyon-Paris 1947, 60; 13 Fondazioni 8,9; 14 Giovanni di Gesù Maria, Schola orationis, Roma 1611, tr. De oratione, dub. 58; 15 Cf P. Lambertini, o.c.

Bibl. Aa.Vv., Rausc, Ekstase, Mystik: Grenzformen religiöser Erfahrung, Düsseldorf 1979; P. Adnès, Revelations privées, in DSAM XIII, 482-492; E. Benz, Die Visionem. Erfahrungsformen und Bilderwelt, Stuttgart 1969; B. Callieri, Esperienza mistica e psichiatria: elementi per una riflessione, in La Mistica II, 449-471; J. Gagey, s.v., in DSAM XII1, 1259-1274 (con ampia bibl.); J. Galot, Le apparizioni private nella vita della Chiesa, in CivCat 136 (1985)2, 19-33; V. Macca - M. Caprioli, Fenomeni straordinari, in DES II, 1002-1022; Id., Comunicazioni mistiche, in DES I, 576-581; G. Ruggeri, Psicologia del profondo e vita mistica, in Aa.Vv., Mistica e scienze umane, Napoli 1983, 189-219; R. Zavalloni, Grazia e fenomeni mistici, in Aa.Vv., Vita cristiana ed esperienza mistica, Roma 1982, 159-182.

Autore: J. Malley
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)


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