Filone
Autore: Mons. Francesco Spadafora
Fonte: Dizionario Biblico diretto da Francesco SpadaforaFrutto del metodo di applicare a Dio, in sé e nei suoi rapporti col mondo, la terminologia stoico-platonica, è la concezione filoniana del logos. «L'idea di Dio positiva e personale in F. è quella della Bibbia (Op. 21.23; ecc.). È il Dio del mondo, però, e non solo dei Giudei. F. lo dice *** (L. A., I, 50.53) - termine stoico - cioè senza determinazione specifica e individuale; l'anima, l'intelletto dell'universo, ma nega reciso ogni immanenza e segue Platone» (J. Festugière, pp. 535·40).
Da Dio derivano per creazione: il mondo sensibile e il mondo spirituale; gli angeli; il logos e le potenze della filosofia alessandrina. Gli angeli vengono detti potenze (De Somniis I, 127.141 s. ecc.); ma oltre l'ufficio di intermediari tra Dio e il mondo, non hanno nulla di comune con esse. Gli angeli sono persone, le potenze sono idee (Platone) e forze (Stoici); cause esemplari (Platone) ed efficienti (Stoici; Spec. I, 46-48.66.329; Op. 17 ss. ecc.); semplici astrazioni in rapporto a Dio. Gli angeli vengono detti anche servitori delle potenze (Spec. I, 66). Queste rendono possibili le relazioni di conoscenza e di religione tra Dio e l'uomo, per sé incapace di arrivare a Dio (Q. Ex. II, 68 ecc.). Il primo di questi intermediari è il logos. F. crede di trovarlo in ogni pagina della Bibbia: l'angelo di Iahweh, nelle varie teofanie (De Somniis I, 177.226 ecc.); ne è simbolo il sommo sacerdote, qual mediatore (De fuga, 108-19; ecc.).
F. intende del logos le locuzioni: il Nome, la Gloria ecc. e le speculazioni rabbiniche sulla parola di Dio (Decal. 32·36); lo dice (cf. Sap. 7, 8; Prov 8, 26) strumento di Dio nella creazione (Cher. 125-127); immagine di Dio, suo figlio primogenito (De fuga, 101.109 ecc.).
In realtà si tratta di semplici evocazioni occasionate dal testo sacro; F. adopera nella sua esegesi la terminologia alessandrina. Il logos è un ideale proiettato tra cielo e, terra, esemplare del mondo (Op., 2.4-25), rivelatore li Dio; è principio cosmico di separazione e di diversità (***), come la ragione umana è il principio logico di discriminazione (Heres, 130-40; H. A. Wolfson, I, p. 335 ss.).
A questi elementi platonici fa riscontro l'influsso stoico preponderante. Come in Crisippo, il logos è forza che sostiene il mondo, principio di determinazione, logos seminai e (Iac. cit., p. 118 s.), che tutto feconda, e agisce nel mondo come l'anima in noi (loc. cit., pp. 230·33; Fug., 110); da lui dipendono le umane sorti (Deus, 176); legge dell'universo (Op. 143), legge morale.
L'idea direttrice di così diverse immagini è la trascendenza di Dio e la necessità di un intermediario tra Dio e il mondo. Il logos, pertanto, non è Dio; ché tutto il sistema crollerebbe. Il nome di Dio datogli (Somn., I, 228-30; L. A., 11, 207 s.; Q. G., 11, 62) è solo un'esigenza esegetica; ed è attenuato a termine improprio (***). Non è una persona, ma una personalità indecisa, più vicina alla semplice astrazione O. Lebreton, pp. 209-51) (Enc. Catt. It.).
F. rimase ignorato dal Giudaismo; e nessun rapporto c'è tra i libri sacri del Nuovo Testamento e gli scritti di F., se si eccettua la dipendenza letteraria della lettera agli Ebrei (C. Spicq, in RE, 56 [1949] 542.72).
Mentre il Cristianesimo irrompeva nel mondo ellenico, alcuni tra i Padri dettero credito agli scritti di F., per la teologia sul Verbo; vi ricorsero particolarmente gli eretici.
[F. S.]
BIBL. - F. SPADAFORA, in Enc. Catt. It . V, coll. 1345-48, con ricca bibliografia; J. LEBRETON, Histoire du Dogme de la Trinité, I, 9a ed., Parigi 1927, pp. 178-251; M. J. LAGRANGE, Le Judaisme avant Jésus Christ, 2a ed., ivi 1931, pp. 542-86; H. A. WOLFSON, Philo, I-II, Cambridge 1947; A . J. FESTUGIÈRE, La révélation d'Hermès Trisméqiste, II, Le Dieu cosmique. Parigi 1949, pp. 519-85.