Favre Pierre
Autore: M. Ruiz Jurado
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)II. Dottrina mistica. Il Memoriale è una mescolanza di ascesi, superamento di sé insieme ad un abbandono fiducioso nel Signore. Di lui egli vive, per lui egli lavora nella vittoria su se stesso e si sforza di aiutare gli altri che incontra. Scrive nei suoi appunti: " Si deve porre impegno non solo nel procurare spirito per far bene e anche molto bene le cose spirituali, come l' orazione e la contemplazione mentale e affettiva, ma con tutte le forze si deve lavorare perché si abbia il medesimo spirito anche nelle operazioni miste ed esterne e nelle orazioni vocali, e persino nelle conversazioni particolari o in quelle che si rivolgono pubblicamente al popolo " (n. 128= ottobre 1542).
Cerca lo spirito e la devozione nella sua orazione di rapporto personale con Cristo. E solito pregare ogni giorno al mattino e contemplare la vita del Cristo, ma cerca l'incontro con lui in tutte le sue attività e per le strade. Si apre all'orazione nei modi più vari: rende grazie, loda costantemente, chiede grazie per se stesso e intercede costantemente per gli altri, sempre aperto all'orizzonte universale e profondo del regno di Dio. Per le strade, per le città dove passa, raccomanda le città e le persone ai loro angeli custodi. Il suo cuore va verso i tabernacoli delle chiese che scorge sul suo cammino. La sua sensibilità, sempre aperta al tocco dello Spirito, si commuove ispirata dagli altari, dalle immagini, dalla solennità del culto; tutto lo porta a Dio e gli fa trovare motivi di preghiera, ma soprattutto cerca di incontrare Dio e comunicarlo nelle sue conversazioni con gli uomini.
Si avverte un progresso spirituale anche negli anni dell'attività apostolica di F. All'inizio sentiva che il pensiero era distratto nella superficialità della vita. Più tardi, avverte un raccoglimento che lo attira dall'interno del cuore. La forza attrattiva del Creatore ha preso possesso della sua anima sino al fondo del proprio essere. E notevole la lucidità con cui F. distingue i diversi spiriti che agitano il suo intimo. Vive sempre attento e docile a seguire le mozioni divine.
Reagisce dinanzi al timore di chiudere la sua anima quando osserva i difetti delle persone e le situazioni più varie: " Ricevetti questa risposta che dentro di me mi diceva: ’Temi di più che il Signore, che ti sta dinanzi, non ti chiuda il cuore alla sua gioia e non ti si stringa il cuore nei rapporti con lui e con le cose sue, perché se ti manterrai aperto a Dio e Dio con te, sarà cosa facile che tutto il resto ti si mostri aperto rispetto a te e tu lo sia rispetto a tutto; pertanto, cerca di essere buon devoto di Dio e dei suoi santi e facilmente troverai ciò che fa al caso per il tuo prossimo chiunque egli sia, amico o nemico' " (n. 143= ottobre 1542). Era questo che denominava " Spirito principale " e che desiderava sempre come guida delle sue attività.
Il suo temperamento emotivo, delicato, profondo, riflessivo, aperto alla passività dello Spirito si sente toccato, a volte, da desideri immensi che lo portano a sciogliersi in lacrime, o si sente, sotto gli effetti di vive intuizioni di fede infusa, condotto a zelo intenso, irraggiante, che supera i suoi limiti temperamentali e gli permette di penetrare nelle profondità del prossimo.
Così percorse i cammini e le città dell'Europa del suo tempo durante i pochi anni della sua intensa attività apostolica. Esempio di contemplativo nell'azione, di soave e penetrante dolcezza nella sua cordialità.
Note: 1 Cf C.G. Plaza, Contemplando en todo a Dios, Madrid 1944; 2 Furono incluse nel suo Memoriale pubblicato in MHSI, Monumenta Petri Fabri, Madrid 1914.
Bibl. Opere: MHSI, 48= Monumenta Fabri (Madrid 1914); tr. it. del Memorial, di G. Mellinato, " Confessioni " di Pietro Favre (1506-1546), primo compagno di s. Ignazio, Roma 1980; Memorie spirituali, (cura di G. Mellinato), Roma 1994. Studi: M. de Certeau, L'experience du salut chez P. Fabre, in Chr 5 (1958), 75-92; Id., Politica e mistica, Milano 1975; P. Galtier, La confession et le renouveau chrétien, in RAM 25 (1949), 18-44; H. de Gensac, Le mystère de la croix dans la vie apostolique d'après le Bx. Favre, in RAM 36 (1960), 273302 e 409-428; G. Guitton, L'âme du Bienheureux Pierre Fabre, Paris 1934; I. Iparraguirre, Carácter teológico y litúrgico de la espiritualidad del B. Fabro, in Manresa, 19 (1947), 31-41; Ch. Morel, s.v., in DSAM XII, 1573-1582; B. O'Leary, The Discernment of Spirits in the Memorial of B. Peter Favre, Roma 1979; C.G. Plaza, Contemplando en todo a Dios, Madrid 1944; W.J. Read, The Industry in Prayer of B. Peter Favre, Rome 1950; J. Sola, El problema acción-contemplación en el B. Pedro Fabro, in Manresa, 18 (1946), 342-367.