Favre Pierre


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I. Vita e opere. Nasce il 13 aprile 1506 a Villaret, un paesino di montagna sulle pendici del Grand Bonnard da una famiglia di poveri contadini. A sette anni sperimenta sentimenti particolari di devozione. A dodici anni fa voto di castità. Si mostra interessato allo studio e riceve con interesse la prima formazione scolastica. Dopo nove anni passati nella scuola di Pierre Velliardi, maestro pio e intelligente, si reca a Parigi per gli studi superiori. Sono gli anni dell'effervescenza di un Rinascimento che s'impone al Medioevo, di un protestantesimo che vuole porre le sue basi e divulgare le sue idee a Parigi. F. ha diciannove anni. Siamo nel 1525 quando F. intraprende lo studio della filosofia nel collegio di S. Barbara, dove ha come compagni di camera Francesco Saverio ( 1552) e Ignazio di Loyola il quale lo aiuta a superare il suo temperamento scrupoloso. All'inizio del 1534, sotto la guida di s. Ignazio, fa il mese di esercizi spirituali durante i quali decide di seguire il suo maestro spirituale nel suo stile di vita apostolica. Primo sacerdote della futura Compagnia, il 15 agosto 1534 insieme con Ignazio e altri cinque compagni, emette il celebre voto di Montmartre, cioè vivere in povertà e recarsi a Gerusalemme come pellegrino. Svolge il suo apostolato da vero " contemplativo nell'azione ", sempre in lotta per superare, secondo uno dei suoi migliori studiosi,1 la sua trepidante sensibilità, la tendenza allo scoraggiamento e la sua eccessiva introversione, soprattutto in Germania e in Spagna, anche se percorre da un capo all'altro tutta l'Europa cattolica. Muore a Roma il 1 agosto 1546 mentre si prepara a partecipare al Concilio di Trento. Nel 1542 inizia a scrivere il suo Memoriale, una sorta di diario spirituale in cui registra le sue esperienze mistiche e le considerazioni sulla sua vita peregrinante. Di lui si conservano anche molte lettere in latino e in spagnolo.2

II. Dottrina mistica. Il Memoriale è una mescolanza di ascesi, superamento di sé insieme ad un abbandono fiducioso nel Signore. Di lui egli vive, per lui egli lavora nella vittoria su se stesso e si sforza di aiutare gli altri che incontra. Scrive nei suoi appunti: " Si deve porre impegno non solo nel procurare spirito per far bene e anche molto bene le cose spirituali, come l' orazione e la contemplazione mentale e affettiva, ma con tutte le forze si deve lavorare perché si abbia il medesimo spirito anche nelle operazioni miste ed esterne e nelle orazioni vocali, e persino nelle conversazioni particolari o in quelle che si rivolgono pubblicamente al popolo " (n. 128= ottobre 1542).

Cerca lo spirito e la devozione nella sua orazione di rapporto personale con Cristo. E solito pregare ogni giorno al mattino e contemplare la vita del Cristo, ma cerca l'incontro con lui in tutte le sue attività e per le strade. Si apre all'orazione nei modi più vari: rende grazie, loda costantemente, chiede grazie per se stesso e intercede costantemente per gli altri, sempre aperto all'orizzonte universale e profondo del regno di Dio. Per le strade, per le città dove passa, raccomanda le città e le persone ai loro angeli custodi. Il suo cuore va verso i tabernacoli delle chiese che scorge sul suo cammino. La sua sensibilità, sempre aperta al tocco dello Spirito, si commuove ispirata dagli altari, dalle immagini, dalla solennità del culto; tutto lo porta a Dio e gli fa trovare motivi di preghiera, ma soprattutto cerca di incontrare Dio e comunicarlo nelle sue conversazioni con gli uomini.

Si avverte un progresso spirituale anche negli anni dell'attività apostolica di F. All'inizio sentiva che il pensiero era distratto nella superficialità della vita. Più tardi, avverte un raccoglimento che lo attira dall'interno del cuore. La forza attrattiva del Creatore ha preso possesso della sua anima sino al fondo del proprio essere. E notevole la lucidità con cui F. distingue i diversi spiriti che agitano il suo intimo. Vive sempre attento e docile a seguire le mozioni divine.

Reagisce dinanzi al timore di chiudere la sua anima quando osserva i difetti delle persone e le situazioni più varie: " Ricevetti questa risposta che dentro di me mi diceva: ’Temi di più che il Signore, che ti sta dinanzi, non ti chiuda il cuore alla sua gioia e non ti si stringa il cuore nei rapporti con lui e con le cose sue, perché se ti manterrai aperto a Dio e Dio con te, sarà cosa facile che tutto il resto ti si mostri aperto rispetto a te e tu lo sia rispetto a tutto; pertanto, cerca di essere buon devoto di Dio e dei suoi santi e facilmente troverai ciò che fa al caso per il tuo prossimo chiunque egli sia, amico o nemico' " (n. 143= ottobre 1542). Era questo che denominava " Spirito principale " e che desiderava sempre come guida delle sue attività.

Il suo temperamento emotivo, delicato, profondo, riflessivo, aperto alla passività dello Spirito si sente toccato, a volte, da desideri immensi che lo portano a sciogliersi in lacrime, o si sente, sotto gli effetti di vive intuizioni di fede infusa, condotto a zelo intenso, irraggiante, che supera i suoi limiti temperamentali e gli permette di penetrare nelle profondità del prossimo.

Così percorse i cammini e le città dell'Europa del suo tempo durante i pochi anni della sua intensa attività apostolica. Esempio di contemplativo nell'azione, di soave e penetrante dolcezza nella sua cordialità.

Note: 1 Cf C.G. Plaza, Contemplando en todo a Dios, Madrid 1944; 2 Furono incluse nel suo Memoriale pubblicato in MHSI, Monumenta Petri Fabri, Madrid 1914.

Bibl. Opere: MHSI, 48= Monumenta Fabri (Madrid 1914); tr. it. del Memorial, di G. Mellinato, " Confessioni " di Pietro Favre (1506-1546), primo compagno di s. Ignazio, Roma 1980; Memorie spirituali, (cura di G. Mellinato), Roma 1994. Studi: M. de Certeau, L'experience du salut chez P. Fabre, in Chr 5 (1958), 75-92; Id., Politica e mistica, Milano 1975; P. Galtier, La confession et le renouveau chrétien, in RAM 25 (1949), 18-44; H. de Gensac, Le mystère de la croix dans la vie apostolique d'après le Bx. Favre, in RAM 36 (1960), 273302 e 409-428; G. Guitton, L'âme du Bienheureux Pierre Fabre, Paris 1934; I. Iparraguirre, Carácter teológico y litúrgico de la espiritualidad del B. Fabro, in Manresa, 19 (1947), 31-41; Ch. Morel, s.v., in DSAM XII, 1573-1582; B. O'Leary, The Discernment of Spirits in the Memorial of B. Peter Favre, Roma 1979; C.G. Plaza, Contemplando en todo a Dios, Madrid 1944; W.J. Read, The Industry in Prayer of B. Peter Favre, Rome 1950; J. Sola, El problema acción-contemplación en el B. Pedro Fabro, in Manresa, 18 (1946), 342-367.

Autore: M. Ruiz Jurado
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)