Evagrio Pontico


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I. Vita e opere. Nasce nel Ponto verso il 346 ed ha contatti con i Cappadoci: Basilio, infatti, lo nomina lettore e il Nazianzeno lo ordina diacono. Eletto arcidiacono a Costantinopoli dal patriarca Nettario ( 397), diventa un grande predicatore. Ottiene grandi successi grazie alla sua eloquenza. In seguito ad un viaggio presso i monaci egiziani, si " converte " alla vita eremitica, ritirandosi nel deserto della Nitria. Vive grazie al lavoro di copista. Muore nel 399 nella solitudine di Celle, in Egitto, dopo aver rinunciato all'episcopato offertogli da Teofilo d'Alessandria ( 412).

E. scrive quasi sempre in forma di aforismi e sentenze che riunisce in gruppi di cento (Centurie). Fra quelle rimasteci abbiamo l'Antirretikòs - contro i vizi capitali -; Il monaco, che si divide in Praktikòs - per il monaco incolto - e Gnostikòs - per quello impegnato intellettualmente -; Sentenze metriche per i monaci e le vergini e le sei centurie di Problemi gnostici, che si collocano al centro della sua dottrina teologica e mistica. Ci sono rimaste, poi, una sessantina di lettere.

II. Dottina mistica. " Noi abbiamo distinto da una parte l'insegnamento pratico... e dall'altra parte l'insegnamento gnostico " (Praktikòs, proemio). La vita spirituale è, così, divisa in due fasi: la via " pratica " e quella " gnostica ". Per E. la pratica è " il metodo spirituale che purifica la parte dell'anima che si volge verso le passioni " (Praktikòs, 50). " La fede sta al punto di partenza. Su di essa si consolida il timor di Dio, dal quale procede l'enkráteia, virtù ascetica fondamentale di cui la continenza non è che una forma particolare e che consiste nella resistenza a tutti gli impulsi passionali. Su questa base si innesterà la pazienza, che non soltanto ci fa resistere all'attrattiva del piacere, ma sopportare tutto quello che è faticoso; da questa, infine, nascerà la speranza, l'attesa dei beni reali, proprio quelli verso i quali ci orienta la fede " (L. Bouyer). Al termine della lotta con le passioni ci sarà l'apátheia, cioè il dominio delle passioni che in noi si oppongono alla carità. A questo punto inizia la via gnostica: " La carità è la meta più sublime dell'anima razionale che, giunta in questo stato, non può amare alcuna cosa corruttibile più della gnosi di Dio " (Centuria I, 86). La gnosi, a sua volta, si divide in due gradi: physichè, o contemplazione naturale, e theologikè, ovvero scienza di Dio. " Vi sono cinque gnosi fondamentali che comprendono tutte le altre: la prima è, si dice, la gnosi dell'adorabile Trinità; la seconda e la terza sono la gnosi degli esseri incorporei e quella degli esseri corporei; la quarta e la quinta, la gnosi del giudizio e quella della provvidenza " (Centuria I, 27). Questa gnosi dell'adorabile Trinità è, contemporaneamente, scoperta di se stessi, del proprio io creato a immagine di Dio: come in uno specchio l'immagine si potrà riflettere solo se effettivamente è presente l'archetipo. Nel cammino verso la gnosi di Dio E. sottolinea sia l'aiuto offerto dagli angeli, che " per mezzo della conoscenza e dell'osservanza dei divini comandamenti ci liberano dalla nostra cattiveria e ci rendono impassibili; ci liberano dalla nostra ignoranza... e ci rendono sapienti e spirituali " (Centuria 6, 35), sia l'influsso del Cristo: " la carne del quale sono le virtù: chi ne mangia è reso impassibile; il sangue di Cristo è la considerazione delle sue opere: chi ne beve è illuminato; il petto del Signore è la scienza di Dio: chi vi appoggia il capo è trasformato in predicatore delle realtà divine " (Ai monaci, 118).

Per l'uomo d'oggi la mistica di E. ha qualcosa di consolante perché rende capaci di " vedere " nei vari e difficili momenti della nostra età la presenza di Dio nel mondo, quasi una pedagogia soprannaturale che gradatamente restaura il rapporto dell'uomo in Dio. E., poi, presenta una spiritualità fortemente aperta alla dinamica della solidarietà perché, come dice egli stesso nel trattato Sulla preghiera (c. 39): " È giusto che preghi non solo per la tua purificazione, ma anche per tutti i tuoi simili, al fine di imitare la condotta degli angeli ".

Bibl. Opere: Traité pratique ou le moine, a cura di A. e C. Guillaumont, SC 170-171, tr. it. a cura di L. Dattrino, Trattato pratico sulla vita monastica, Roma 1992; Le Gnostique, a cura di A. e C. Guillaumont, SC 356; J. Muyldermans, Evagriana Syriaca. Textes inédits du British Museum et de la Vaticane édités et traduits, Louvain 1952; Les six centuries del " Képhalaia Gnostica " d'Evagre le Pontique, a cura di A. Guillaumont (Patrologia Orientalis, 281), Paris 1958; Les leçons d'un contemplatif: Le Traité de l'Oraison d'Evagre le Pontique, a cura di I. Hausherr, Paris 1960, con prezioso commento a ogni centuria; tr. it.: La preghiera, a cura di V. Messana, Roma 1994. Il trattato, con l'attribuzione a San Nilo del Sinai, si trova anche nel primo volume della Filocalia, a cura di M.B. Articoli e M.F. Lovato, Torino 1982, 272-289. Qui sono tradotti anche il Sommario della vita monastica e Il discernimento delle passioni e dei pensieri (pp. 99-124); nuova versione con testo greco a fronte di F. Moscatelli, Gli otto spiriti della malvagità. Sui diversi pensieri della malvagità, Cinisello Balsamo (MI) 1996; Scholies aux Proverbes, a cura di P. Géhin, SC 340, Paris 1987; Scholies aux Proverbes, a cura di P. Géhin, SC 397, Paris 1993; Studi: L. Bouyer, La Spiritualità dei Padri (III-VI secolo). Monachesimo antico e Padri, 38, Bologna 1986; G. Bunge, Evagrio Pontico maestro spirituale, Scritti monastici, Praglia (PD) 1992; Id., La dottrina di Evagrio Pontico sull'accidia. Scritti monastici, Praglia (PD) 1993; H.D. Egan, Evagrio Pontico, in Id., I mistici e la mistica, Città del Vaticano 1995, 64-76; J. Gribomont, s.v., in DPAC I, 1313-1314; A. e C. Guillaumont, s.v., in DSAM IV2, 1731-1744; Id., s.v., in DIP III, 1349-1350; F.P. Rizzo, Il " De Oratione " di Evagrio Pontico, in CivCat 146 (1995), 34-81, 56-59; M. Simonetti, Letteratura cristiana antica greca e latina, Firenze-Milano 1969; C. Sorsoli - L. Dattrino, s.v., in DES II, 978-979; T. Spidlík - I. Gargano, La spiritualità dei Padri greci e orientali, 3A, Roma 1983; T. Spidlík, La spiritualità dell'Oriente cristiano, Cinisello Balsamo (MI) 1995.

Autore: R.M. Russo
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)


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