Espiazione


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I. Il concetto. Nella soteriologia cristiana e. indica la componente onerosa e dolente della missione di Gesù Cristo per la redenzione dell'umanità; nella spiritualità cristiana l'esigenza che il credente porti con amore il peso delle conseguenze del peccato suo e del prossimo con il quale è solidale, affinché l'opera redentrice di Cristo si radichi e cresca in lui e negli altri membri del Corpo mistico. S'impone una verifica biblica e teologica perché questo concetto non veicoli un'immagine di Dio, di Cristo e dell'uomo lontana dalla " Buona Novella ".

II. Prospettiva biblica. 1. Nell'AT l'e. era fondamentalmente l'azione con la quale Dio nel sacrificio espiatorio per mezzo del sommo sacerdote purificava (kaphar, deriv. kapporet, kippurim) il popolo dal peccato e dalle impurità cultuali e lo ricollocava in un rapporto positivo con sé (cf Lv 16; anche Sir 45,16). Nei Cantici deuteroisaiani del Servo questi riceve da Dio la missione di espiare (=portare per togliere) il peccato del popolo con la sua sofferenza e la sua morte volontarie (cf Is 53,4-6.11). Nel messaggio dei profeti Israele, da parte sua, porta il peso del suo peccato con la condanna dell'esilio, pur se nella prospettiva della futura redenzione (cf Is 40,1-2ss.).

2. Dai Vangeli si ricava che Gesù, almeno implicitamente, caratterizzò la sua missione, specialmente la sua morte, sullo sfondo di quella del Servo di JHWH (cf Mc 10,45 par; i testi dell'istituzione dell'Eucaristia). L'annuncio postpasquale della Chiesa presenta Gesù Cristo crocifissorisorto come l'espiatorio (cf Rm 3,25; Eb 2,17) o l'e. (cf 1 Gv 2,2; 4,10) posta da Dio in un mondo di peccato per la purificazione degli uomini che a lui (Cristo) si aprono con fede. Anche qui l'e. è azione di Dio che purifica i peccati e rimette gli uomini in rapporto di vita con sé, ma in e per Gesù Cristo solidale con il peccato del mondo e obbediente al Padre sino alla morte.

III. Nel corso della storia la prospettiva biblica ha sperimentato un notevole spostamento: l'e. è stata intesa principalmente come esperienza penale dolente richiesta dalla giustizia divina nei riguardi di Cristo solidale con il peccato del mondo e del credente incamminato in un iter di conversione. In questi ultimi tempi è stata rivalutata la prospettiva biblica, che focalizza l'iniziativa divina purificatrice.

Il Magistero della Chiesa è intervenuto alcune volte sul tema: la morte di Gesù è stata espiatoria (piacularis) e propiziatoria (cf DS 1743; 1753; 3891); con il suo sacrificio Cristo ha espiato in misura più che abbondante il peccato dell'umanità (cf MR 16); i cristiani possono contribuire al compimento dell'e. del peccato nel corpo della Chiesa con proprie lodi e soddisfazioni (cf Ibid. 16).

III. Per un'attualizzazione. La teologia e la spiritualità cristiane devono fondare biblicamente il senso e il contenuto dell'e.: essa non è lo sconto ineludibile della pena inflitta dal Dio " giusto " e santo al mondo dominato dal peccato nonché al Cristo resosi solidale con esso, ma la purificazione dolorosa del peccato e delle sue conseguenze nella vita dell'uomo ad opera di Dio. Chi, in Cristo e con Cristo redentore, sposa nella propria vita la causa del regno di Dio in un mondo pervaso dalla logica del peccato, è chiamato ad assumersi il peso del contrasto, del rifiuto e della sofferenza quale risvolto inevitabile del riorientamento a Dio della propria vita e della storia degli uomini in cui è profondamente inserito. E quanto attualizzano i mistici sperimentando l'e. come atto o vita penitenziale. In questo senso, l'idea di e. è legata a quella di riparazione attraverso cui i mistici s'impegnano ad offrire la propria vita a immagine del Servo sofferente per la salvezza del mondo.

Bibl. G. Manzoni, Riparazione: mistero di espiazione e di riconciliazione, Bologna 1978; L. Moraldi, s.v., in DSAM IV2, 2026-2045; Id., Per una corretta lettura della soteriologia biblica, in ScuCat 108 (1980), 313-343; Id., Espiazione sacrificale e riti espiatori nell'ambiente biblico e nell'Antico Testamento, Roma 1956; A. Tessarolo, s.v., in DES II, 945-946.

Autore: G. Iammarrone
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)


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