Espiazione
Autore: G. Iammarrone
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)II. Prospettiva biblica. 1. Nell'AT l'e. era fondamentalmente l'azione con la quale Dio nel sacrificio espiatorio per mezzo del sommo sacerdote purificava (kaphar, deriv. kapporet, kippurim) il popolo dal peccato e dalle impurità cultuali e lo ricollocava in un rapporto positivo con sé (cf Lv 16; anche Sir 45,16). Nei Cantici deuteroisaiani del Servo questi riceve da Dio la missione di espiare (=portare per togliere) il peccato del popolo con la sua sofferenza e la sua morte volontarie (cf Is 53,4-6.11). Nel messaggio dei profeti Israele, da parte sua, porta il peso del suo peccato con la condanna dell'esilio, pur se nella prospettiva della futura redenzione (cf Is 40,1-2ss.).
2. Dai Vangeli si ricava che Gesù, almeno implicitamente, caratterizzò la sua missione, specialmente la sua morte, sullo sfondo di quella del Servo di JHWH (cf Mc 10,45 par; i testi dell'istituzione dell'Eucaristia). L'annuncio postpasquale della Chiesa presenta Gesù Cristo crocifissorisorto come l'espiatorio (cf Rm 3,25; Eb 2,17) o l'e. (cf 1 Gv 2,2; 4,10) posta da Dio in un mondo di peccato per la purificazione degli uomini che a lui (Cristo) si aprono con fede. Anche qui l'e. è azione di Dio che purifica i peccati e rimette gli uomini in rapporto di vita con sé, ma in e per Gesù Cristo solidale con il peccato del mondo e obbediente al Padre sino alla morte.
III. Nel corso della storia la prospettiva biblica ha sperimentato un notevole spostamento: l'e. è stata intesa principalmente come esperienza penale dolente richiesta dalla giustizia divina nei riguardi di Cristo solidale con il peccato del mondo e del credente incamminato in un iter di conversione. In questi ultimi tempi è stata rivalutata la prospettiva biblica, che focalizza l'iniziativa divina purificatrice.
Il Magistero della Chiesa è intervenuto alcune volte sul tema: la morte di Gesù è stata espiatoria (piacularis) e propiziatoria (cf DS 1743; 1753; 3891); con il suo sacrificio Cristo ha espiato in misura più che abbondante il peccato dell'umanità (cf MR 16); i cristiani possono contribuire al compimento dell'e. del peccato nel corpo della Chiesa con proprie lodi e soddisfazioni (cf Ibid. 16).
III. Per un'attualizzazione. La teologia e la spiritualità cristiane devono fondare biblicamente il senso e il contenuto dell'e.: essa non è lo sconto ineludibile della pena inflitta dal Dio " giusto " e santo al mondo dominato dal peccato nonché al Cristo resosi solidale con esso, ma la purificazione dolorosa del peccato e delle sue conseguenze nella vita dell'uomo ad opera di Dio. Chi, in Cristo e con Cristo redentore, sposa nella propria vita la causa del regno di Dio in un mondo pervaso dalla logica del peccato, è chiamato ad assumersi il peso del contrasto, del rifiuto e della sofferenza quale risvolto inevitabile del riorientamento a Dio della propria vita e della storia degli uomini in cui è profondamente inserito. E quanto attualizzano i mistici sperimentando l'e. come atto o vita penitenziale. In questo senso, l'idea di e. è legata a quella di riparazione attraverso cui i mistici s'impegnano ad offrire la propria vita a immagine del Servo sofferente per la salvezza del mondo.
Bibl. G. Manzoni, Riparazione: mistero di espiazione e di riconciliazione, Bologna 1978; L. Moraldi, s.v., in DSAM IV2, 2026-2045; Id., Per una corretta lettura della soteriologia biblica, in ScuCat 108 (1980), 313-343; Id., Espiazione sacrificale e riti espiatori nell'ambiente biblico e nell'Antico Testamento, Roma 1956; A. Tessarolo, s.v., in DES II, 945-946.