Epifania


46
Premessa. Per chi cammina nella fede del Dio Trinità il tempo è la categoria entro cui si attua l'incontro salvifico tra la persona credente e il mistero trinitario che si è fatto storia. L'eternità è entrata nel tempo attraverso il mistero dell' Incarnazione; per questo " in Gesù Cristo, Verbo incarnato, il tempo diventa una dimensione di Dio ", tanto che " ogni giorno ed ogni momento vengono abbracciati dalla sua Incarnazione e risurrezione, per ritrovarsi in questo modo nella "pienezza del tempo" " (TMA 10).

L' anno liturgico, con la diversità dei suoi ritmi, diventa pertanto locus di incontro, quindi di esperienza del Mysterion che, rivelato nella pienezza del tempo, continua - nel tempo - ad essere annunciato e celebrato perché la vita del credente realizzi la propria conformazione ad esso. In questa ottica, il tempo racchiuso nello scorrere dei 365 giorni costituisce un segmento cronologico entro cui l'esperienza viva e vivificante dell'incontro del fedele con Cristo nei suoi misteri si attua secondo connotazioni sempre nuove, quali sono quelle offerte dalla liturgia. E tali connotazioni sono pagine vissute di vita mistica, in quanto l'azione liturgica è quella che permette il più alto grado di incontro tra la vita del fedele e la pienezza del Mistero.

I. L'E. culmine del " tempus nativitatis ". Il tempo natalizio è ciò che di più caro ha la Chiesa dopo la celebrazione del tempo pasquale, in quanto ricorda e celebra l'attesa della rivelazione del Mysterion nel tempo, la sua nascita dalla beata Vergine Maria, la sua manifestazione alle genti e l'inizio della sua missione con il battesimo al Giordano. E il " tempo " in cui Dio si è manifestato perché l'uomo tornasse ad essere " come Dio " (Gn 3,5).

Essenziale è la comprensione teologico-spirituale di tale celebrazione in ordine ad una progressiva pienezza di vita in Cristo. Una comprensione che può essere acquisita attraverso quegli " strumenti " che hanno la capacità di mediare in qualche modo il mistero nell'ambito della celebrazione: il Lezionario, il Messale e la Liturgia delle Ore.

Il Lezionario festivo presenta per questa solennità solo un ciclo di letture. Ogni anno, la celebrazione della manifestazione del Signore a " tutti i popoli della terra " (Salmo resp.) trova nel racconto evangelico di Mt 2,1-12 la descrizione del fatto incentrata su quanto indicato dallo stesso titolo della lettura: " Siamo venuti dall'Oriente per adorare il re ".

Il testo di Is 60,1-6 incentrato sull'annuncio che " la gloria del Signore brilla " sopra Gerusalemme (titolo), preannuncia sia l'avvenimento evangelico, sia l'avvenimento escatologico della e. ultima del Mysterion alla fine dei tempi. Gerusalemme, punto di attesa e di incontro di tutti i popoli, resta il luogo simbolico dell'esperienza totalizzante del mistero nella parousía, quando tutti " verranno... proclamando le glorie del Signore " (Is 60,6).

Il brano di Ef 3,2-3a.5-6 diventa, a questo punto, il testo ermeneutico di quanto annunciato. Nel porre in evidenza che " tutti i popoli sono chiamati, in Cristo Gesù, a partecipare alla stessa eredità " (titolo), la lettura si concentra sui destinatari della rivelazione del Mysterion: tutti " sono chiamati, in Cristo Gesù, a partecipare alla stessa eredità, a formare lo stesso corpo, e ad essere partecipi della promessa per mezzo del Vangelo " (Ef 3,6). La precisazione di Paolo non è senza risvolti impegnativi per chiunque si apre alla fede nel Dio Uno e Trino.

L'annuncio della Parola di verità e di vita dà, pertanto, i termini di riferimento essenziali del mistero annunciato e celebrato: il mistero di Dio Trinità è aperto a tutti ed è per tutti; la sua accettazione implica adorazione, cioè trasformazione in scelte di vita; accogliere il Mysterion nella sua pienezza è già vivere una vita mistica in quanto permeata di mistero e come risposta al mistero.

Il Messale evidenzia il modo con cui la comunità celebrante vive il mistero stesso, riesprimendo ciò che celebra secondo le categorie proprie del linguaggio eucologico.

Nel momento in cui la Parola celebra l'annuncio della prima e. del Cristo, l'assemblea rende grazie al Padre, nello Spirito, perché " oggi in Cristo luce del mondo [egli ha] rivelato ai popoli il mistero della salvezza, e in lui, apparso nella... carne mortale, [ha] rinnovati [tutti i credenti] con la gloria dell'immortalità divina " (Prefazio). E l'inizio di quell' esperienza mistica che il fedele, nell'assemblea, porta a compimento mentre nello scorrere del tempo si celebra il memoriale del mistero del Cristo.

Il raggiungimento di questo traguardo non è facile. Per questo l'assemblea celebra il sacrificio offrendo " non oro, incenso e mirra, ma colui che in questi santi doni è significato, immolato e ricevuto: Gesù Cristo " (Sulle offerte). Domanda, inoltre, di essere condotta " con la guida della stella " ad adorare il Cristo nella sua seconda e., mirabilmente anticipata nei santi segni della celebrazione: " ... Conduci benigno anche noi, che già ti abbiamo conosciuto per la fede, a contemplare la grandezza della tua gloria " (Colletta). E una richiesta cui fa eco quella dell'Orazione dopo la Comunione attraverso cui i fedeli chiedono di contemplare " con purezza di fede " e gustare " con fervente amore il mistero di cui [sono stati] fatti partecipi ".

Quanto espresso, dunque, dal linguaggio eucologico non è altro che una modalità di lettura del valore salvifico del mistero mediante l'attualizzazione sacramentale. Tutto orienta a quel mistero che, nell'" oggi " della vita del fedele, diventa esperienza essenziale di vita perché ogni scelta sia espressione e prolungamento del mistero celebrato.

La Liturgia delle ore, infine, completa quella trilogia attraverso cui il fedele di ogni tempo e luogo celebra i santi misteri. L'insieme dei testi, di vario genere e spessore tematico, va osservato e pregato come una pagina strettamente complementare al Lezionario e al Messale, per una comprensione più piena del mistero annunciato e celebrato perché sia vissuto.

Qui non è possibile percorrere il senso mistico dei vari testi che strutturano le singole Ore. Tutti, comunque, sono finalizzati a completare l'annuncio del mistero (cf le letture bibliche), a interiorizzarlo (cf i responsori, le antifone e la lettura patristica), a cantarlo (cf gli inni, le antifone, i salmi), a metterlo in rapporto con la vita (cf le intercessioni e le invocazioni), a pregarlo (cf l'orazione conclusiva alle singole Ore).

Una qualunque esperienza del mistero cristiano - all'interno dell'anno liturgico - che voglia dirsi completa, cioè che costituisca un ulteriore passo per una vita mistica, non può prescindere dal supporto offerto anche dalla Liturgia delle Ore, per la singolarità delle ricchezze mistiche che essa racchiude.

II. Per una vita epifanica. La divinizzazione del fedele, iniziata con la prima immersione nel mistero trinitario attraverso il battesimo, si prolunga nello svolgersi della vita cronologica e si realizza progressivamente nella misura in cui l'esperienza del mistero diventa espressione di vita che dal mistero celebrato trae tutta la sua ragion d'essere e ad esso riconduce ogni scelta.

Nel corso dell'anno liturgico ogni celebrazione può essere considerata un'autentica e., cioè una manifestazione del mistero: una manifestazione che permea le varie opzioni tanto da trasformare il quotidiano in una mistica perenne e progressiva.

La solennità dell'E. realizza, a suo modo, una sottolineatura particolare di questo rivelarsi di Dio nella storia. Ma la celebrazione " puntuale " di tale mistero diventa, a sua volta, passaggio verso una manifestazione ancora più globale di tale mistero nell'arco, appunto, dell'intero anno liturgico. Ecco perché dopo la lettura del Vangelo la Chiesa proclama l'annuncio del giorno della Pasqua annuale, " centro di tutto l'anno liturgico ", prefigurata in ogni domenica, " Pasqua della settimana ", e cantata in ogni solennità, festa e memoria. Così, mentre " nei ritmi e nelle vicende del tempo ricordiamo e viviamo i misteri della salvezza ", il fedele è progressivamente guidato e sorretto a fare della propria vita un'autentica e. del mistero celebrato dalla liturgia nel tempo della Chiesa.

Bibl. M. Augé et Al., Anàmnesis 6: L'anno liturgico: storia, teologia e celebrazione, Genova 1988; A. Bergamini, NataleEpifania, in NDL, 919-922; D. Borobio (ed.), La celebrazione nella Chiesa. 3.: Ritmi e tempi della celebrazione, Leumann (TO) 1994; E. Flicoteaux, Fêtes de glorie: Avent, Noël, Épiphanie, Paris 1951; C. Jean-Nesmy, La spiritualità di Natale, Brescia 1964; J. Lemarié, s.v., in DSAM IV1, 863-879; Id., La manifestazione del Signore, Cinisello Balsamo (MI) 1969; B. Neunheuser, La venuta del Signore: teologia del tempo di Natale e epifania, in RL 59 (1972), 599-613; A. Nocent, Celebrare Gesù Cristo. L'anno liturgico 2: Natale, Epifania, Assisi (PG) 1978; M. Sodi - G. Morante, Anno liturgico: itinerario di fede e di vita, Leumann (TO) 1988.

Autore: M. Sodi
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)


LibreriadelSanto.it - La prima libreria cattolica online
Acquista la Bibbia per la Scrutatio dalla Libreria del Santo
LibreriadelSanto.it - La prima libreria cattolica online