Entusiasmo


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I. Il termine. La parola enthusiasmós, termine tecnico delle antiche religioni dionisiache, indica lo stato psichico-somatico di una persona umana inabitata dalla divinità; vale a dire, designa un'esperienza estatica straordinaria di possessione da parte della divinità (en-theos) che si esprime, spesso a livello inconscio, nei modi più disparati: delirio, smania, ebbrezza, contorsioni, furore, frenesia, salti, danza, balbettìo, parlare insolito (glossolalia), discorsi profetici e poetici, ecc.

II. Nella mistica cristiana l'esperienza dell'e. presenta certamente tratti similari e degenerazioni di tipo fanatico o esoterico: messaliani, montanisti, Fratelli del Libero Spirito, ecc. Tuttavia, va riconosciuta la prevalenza di forme più " equilibrate " e ortodosse, ovvero di espressioni inebrianti dell'amore di Dio comunicate in uno stato di contemplazione mistica, di raccoglimento o di estasi: Angela da Foligno, Caterina da Siena, Caterina da Genova; a volte tali espressioni si caratterizzano come risonanze simbolico-personalizzate di un aspetto del Mistero contemplato nella liturgia: Maria Maddalena de' Pazzi, Gemma Galgani, ecc.

II. Spiegazione del fenomeno. Del fenomeno dell'e. sono state elaborate alcune interpretazioni teologiche. La prima ama descrivere il fenomeno come evento di illuminazione divina che eccita la sfera dei sentimenti. Ecco quanto scrive G. Gersone: " Il nostro intelletto quando viene illuminato dalla contemplazione rasserenante delle realtà celesti, talvolta rimane privo di calore, freddo; tal'altra, invece, nasce in lui un amore così ardente, grazie alla concentrazione dei raggi celesti, che si solleva nel sentimento e non riesce più a stare in se stesso e a contenersi, ma piuttosto esulta di giubilo ".1

La seconda, proposta da K. Rahner, pone il fenomeno - quando è riconosciuto genuinamente tale - tra le mediazioni umane dell'autocomunicazione di Dio alla libera coscienza del soggetto; mediazioni che manifestano " l'autentica esperienza della grazia in maniera più pura e radicale di quanto non avvenga nella vita quotidiana prigioniera della categorialità religiosa ".2

La terza, assumendo la posizione di K. Jaspers, interpreta l'e. come dinamismo di azione finalizzato alla realizzazione di una verità, di un ideale o di un evento, la cui valenza assiologica ha esercitato un fascino irresistibile sul soggetto. Questa prospettiva ermeneutica, rispetto alle altre, può orientare a discernere il fenomeno dell'e. anche nella sua " normalità ", a decifrarlo cioè nel contesto della testimonianza cristiana vissuta come irradiazione sobriamente gioiosa del messaggio evangelico.3

Note: 1 G. Gersone, De mystica theologia, Tractatus Primus, XXIX: M. Vannini (ed.), Cinisello Balsamo (MI) 1992, 154; 2 K. Rahner, L'esperienza dell'entusiasmo e l'esperienza della grazia, in Id., Teologia dell'esperienza dello Spirito, Roma 1978, 82; 3 Cf B. Forte, L'eternità nel tempo. Saggio di antropologia ed etica sacramentale, Cinisello Balsamo (MI) 1993, 315-318.

Bibl. P. Dinzelbacher, Enthusiasmus und Besessenheit, in WMy, 143-144; K. Holl, Enthusiasmus und Bussgewalt im gr. Mönchtum, Hildesheim 1969; W.J. Hollenweger, Enthusiastisches Christentum, Wuppertal-Zürich 1969; R.A. Knox, Enthusiasm. A Chapter in the History of Religion, Oxford 19625; G.G. Pesenti, s.v., in DES I, 677-678; K. Rahner, L'esperienza dell'entusiasmo e l'esperienza della grazia, in Id., Teologia dell'esperienza dello Spirito, Roma 1978, 65-90.

Autore: E. Palumbo
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)


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