Vedove


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Sola (Bar 4, 12-16), la vedova rappresenta un Caso tipico di sventura (Is 47, 9). La sua Condizione rende manifesto un duplice lutto: a meno di contrarre un nuovo matrimonio, essa ha perduto la speranza della fecondità; è rimasta senza difesa. 1. L'assistenza alle vedove. - Come l'orfano e lo straniero, la vedova è oggetto di una particolare protezione da parte della legge (Es 22,20-23; Deut 14,28-29; 24,17-22) e di Dio (Deut 10, 17 s) che ascolta il suo lamento (Eccli 35,14 s) e si fa il suo difensore e vendicatore (Sal 96, 6-10). Guai a coloro che abusano della sua debolezza (Is 10,2; Mt 12, 40 par.). Gesù, come Elia, restituisce a una vedova il suo unico figlio (LC 7, 11-15; 1 Re 17, 17-24) e affida Maria al discepolo prediletto (Gv 19, 26 s). Nel servizio quotidiano della Chiesa primitiva, ci si preoccupa di sovvenire alle necessità delle vedove (Atti 6, 1). Se non hanno più parenti (1 Tim 5,16; cfr. Atti 9, 36-39), la Comunità deve assumersene la responsabilità, come esige la pietà autentica (Giac 1, 27; cfr. Deut 26, 12 s; Giob 31, 16). 2. Valore riconosciuto alla vedovanza. - Già verso la fine del VT, si assiste alla nascita di una particolare stima per la vedovanza definitiva di Giuditta (Giudit 8, 4-8; 16, 22) e di Anna la profetessa (Lc 2, 36 s), Consacrata a Dio nella preghiera e nella penitenza. In Giuditta balza agli occhi il Contrasto tra la naturale debolezza e la forza attinta in Dio. Allo stesso modo Paolo, pur tollerando un secondo matrimonio, per evitare i pericoli di una cattiva Condotta (1 Cor 7, 9. 39), e arrivando fino ad auspicarlo per le giovani vedove (1 Tim 5, 13-15), considera però migliore la vedovanza (1 Cor 7, 8) e vi vede una provvidenziale indicazione della necessità di rinunciare al matrimonio (7, 17. 24). Infatti, la vedovanza, al pari della verginità, è un ideale spirituale che apre all'azione di Dio e libera per il suo servizio (7, 34). 3. L'istituzione delle vedove. - Nella Chiesa, tutte le vedove devono essere irreprensibili (1 Tim 5, 7. 14). Certune, veramente sole, libere da ogni impegno familiare e aliene da ogni dissipazione, si dedicheranno alla preghiera (5, 5 s). Esiste anche un impegno ufficiale alla vedovanza permanente (5, 12). Vi sono ammesse solo vedove Che siano state sposate una volta sola e abbiano raggiunto i sessant'anni (5, 9); è probabile che esercitassero funzioni caritative, perché dovevano fornire per il passato garanzie di dedizione (5,10). L'ideale proposto alle vedove all'ultima tappa della loro esistenza si riassume quindi nella preghiera, nella castità e nella carità.

Autore: P. Sandevoir
Fonte: Dizionario di Teologia Biblica


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