Figlio dell'uomo
Fonte: Dizionario Biblico diretto da Francesco SpadaforaIn conclusione il titolo di f. d. u. fu usato da Cristo come equivalente di Messia, per denotare che in Lui si realizzava la profezia di Daniele, ma non nel senso erroneo di un Messia prepotente e glorioso, inteso dai Giudei (v. Daniele).
L'espressione non è un'indicazione della sua natura umana in posizione antitetica alla natura divina, ma titolo specifico che Gesù stesso prese da Daniele (7, 13.14) e congiunse con Isaia (53) per svelare la sua dignità messianica, correggendo insieme le idee erronee dei suoi contemporanei.
[H. N. W.]
BIBL. - F. ROSLANIEC, Filius hominis, Roma 1920; P. JOUON, L'Evangile de Notre Seigneur Jésus-Christ, Parigi 1930, pp. 601-604; J. BONSIRVEN, Le Judaisme palestinien, I, Paris 1935, pp. 360 ss. 368 s. 370-75; A. E. Mc DOWELL, Son of Man and suffering Servant, Nashville 1944: G. RINALDI, Daniele, Torino 1947; M. MEINERTZ, Theologie des Neuen Testament, I, Bonn 1950, pp. 161-66.