Evangelo
Autore: Mons. Francesco Sole
Fonte: Dizionario Biblico diretto da Francesco SpadaforaGli scrittori classici greci usavano il termine al plurale, per indicare la ricompensa data al messaggero di una lieta notizia, o i sacrifici offerti agli dei in ringraziamento di una lieta notizia (Odiss. XIV, 152.166; Cicerone, Ad Attic. 2, 12 ecc.). Un'iscrizione greca, del tempo ca. della nascita del Redentore, chiama "principio di buone notizie" *** il giorno della nascita di Augusto.
Nella versione greca dei LXX (III-II sec. a. C.), e. ha il significato ora visto nei classici, ma il verbo "evangelizzare" introduce, in alcuni testi espressivi, il lieto annunzio della redenzione messianica (ad es., Is. 40, 3; 52, 7; 60, 6; 61, 1 ecc.).
Gli scrittori del Nuovo Testamento, per la lingua, dipendono dai LXX, versione familiare alle primitive comunità cristiane.
Il termine E. ricorre 66 volte in s. Paolo; 4 in Mt.; 8 in Mc.; 2 in At.; e in Ap. 14, 6. È sempre "l'annunzio" per eccellenza, "la parola di Dio", la "parola della salvezza"; l'annunzio dell'avvento del regno di Dio, della redenzione del genere umano compiuta da Gesù, che realizzò il piano divino di salvezza preannunziato da Dio nel Vecchio Testamento, specialmente per mezzo dei suoi profeti (cf. Rom. 1, 1-6; ecc.).
L'e. pertanto ha come autore Dio, e come soggetto Gesù.
E. ed *** si trovano da soli, in senso assoluto, per il senso suddetto: la buona novella della salute messianica (Mc. 1, 1-15; 13, 10...; I Cor 1, 17... ; Gal. 1, 8 ecc.); e con un genitivo qualificativo, soggettivo (Rom. 1, 9; 15, 16; 1Ts. 2, 2-8... ; I Pt. 4, 17 ecc.) o oggettivo (Mt. 4, 23; 9, 35... ; 1Ts. 1, 5... ; Rom. 2, 16... ecc.). Può indicare lo stesso atto di predicare la redenzione (Rom. 1, 1; 15, 19; ecc.).
[F. So.]
BIBL. - G. FRIEDRICH. in ThWNT. II. pp. 705-35; SIMON-DORADO. Nov. Test., I. Torino 1944. pp. 3-6.