Espiazione (giorno dell)
Autore: Mons. Francesco Spadafora
Fonte: Dizionario Biblico diretto da Francesco SpadaforaLa festa dell'e. restituiva ad Israele il mo carattere di popolo santo, mediante il perdono e la purificazione di tutti i suoi peccati, commessi durante l'anno e rimasti senza riparazione, dandogli la sicurezza delle benedizioni promesse. Col perdono, è assicurata a tutti: sacerdoti, leviti, popolo, santuario la santità richiesta da Iahweh. I testi religiosi assiro-babilonesi sulla celebrazione della festa per il nuovo anno (Dhorme, in RAss, 1911, 41-63), l'uso antichissimo di riversare i peccati, le impurità religiose su animali e su uomini, confermano l'antichità di questa festa mosaica; integralmente conservata nel Pentateuco samaritano. Ezechiele (45, 17-25) non ne fa menzione (omette anche la Pentecoste), ché nulla c'era da aggiungere al suo simbolismo così perfetto. Il giorno della e., in cui Israele si riconciliava con il suo Dio, può dirsi il Venerdì santo del Vecchio Testamento; ed era appunto tipo del nuovo venerdì, nel quale, il nostro Sommo Sacerdote, Gesù Cristo, consumò con il suo sangue la grande definitiva espiazione; cancellò i peccati dell'umanità, riconciliandola a Dio (Hebr. 9, 7.11 ss. 25-28). La coincidenza tra immagine e realtà è così perfetta che, come nel giorno della e. la carne della vittima espiatrice veniva bruciata fuori dell'accampamento (Lev. 16, 27), così il Salvatore morirà fuori Gerusalemme (Hebr. 13, 11 s.).
[F. S.]
BIBL. - A. MÉDEBIELLE. Expiation. in DBs. III. coll. 61-68; A. CLAMER. La Ste Bible (ed. Pirot. 2). Parigi 1940. pp. 121-32; E. KALT. Archeolagia biblica. 4a ed. Torino 1944. p. 169 s.; P. HEINISCH. Teologia del Vecchio Testamento (S. Bibbia. S. Garofalo), Torino 1950. pp. 225 s.