Esdra Neemia


È la denominazione comune dei 2 libri che nella Volgata latina sogliono intitolarsi «primo e secondo di Esdra», originariamente formanti un solo libro col nome di Esdra nel testo ebraico e nella versione dei LXX.
Il libro porta il nome dei due duci che più di tutti contribuirono alla costituzione del popolo dopo l'esilio. Ma, come si vedrà dal compendio, esso abbraccia la storia abbastanza lacunosa del popolo dal ritorno dall'esilio sino a un certo tempo dopo l'anno 32 di Artaserse I (433) (Neh. 13, 6). . Il Libro di Esdra contiene il decreto col quale Ciro permette agli esuli il ritorno e la riedificazione del tempio (1, 1-4; cf. R. De Vaux, in RB, 46 [1938] 29-57; E. Bickermann, in JbL, 65 [1946] 24 ss.).
Il primo ritorno degli esuli si compì sotto la guida di Shesbassar a cui Ciro consegna anche i vasi del tempio asportati da Nabucodonosor (1, 5-11). Shesbassar, molto probabilmente, è distinto da Zorobabel (P. Heinisch, p. 279 s.; R. De Vaux, Israel, col. 763·; contro A. Van Hoonacker, Les douze petits prophètes, Paris 1908, p. 541 ss.; G. Ricciotti, p. 106 s.).
Numero, offerta, abitazioni dei rimpatriati (cf. Neh. 7, 6·73). Questo elenco contiene probabilmente anche gli altri esuli, che dopo i primi, man mano sino all'avvento di Esdra, rientrarono, dal 537 al 458.

Costruzione dell'altare degli olocausti ai tempi di Zorobabel (3, 1-6).
Contratto con gli abitanti di Sidone e di Tiro stipulato forse da questi circa il materiale per la costruzione del tempio, iniziata dal medesimo (5, 16) e interrotta sino al tempo del re Dario (521-485) per le difficoltà poste dai nemici del popolo (3, 7-4, 5). Breve notizia dell'accusa mossa contro i Giudei sotto Serse = Assuero (485-465; 4, 6). I Giudei sono accusati presso Artaserse I (465-424) di voler tentare la riedificazione delle mura di Gerusalemme. Il re vieta il compimento dell'opera e gli avversari eseguono il decreto con metodi violenti (documento aramaico; 4, 7-23; cf. Neh. 1, 1 ss.). Vien ripresa la ricostruzione del tempio in seguito alle esortazioni dei profeti Aggeo e Zaccaria, e dei duci Zorobabel e Giosuè, sommo sacerdote. Il capo della provincia Abar Naharah, Tatnai (cf. A. Lngnad, Keilinschriftliche Beitrage zum Buch Esra und Esther, in ZatW, 58 [1940-41] 240-44) esegue delle investigazioni e giacché gli anziani dei Giudei si appellano al decreto di Ciro, rimette la decisione al re. Vien rintracciato il decreto, e Dario, con un personale decreto, permette e aiuta la costruzione. Il tempio è ultimato nel giorno 3 di Adar, l'anno sesto di Dario (515) e dedicato; il 14 del primo mese dell'anno seguente si celebra la Pasqua (4, 24-6, 23).
Nel primo mese dell'anno 7° del re Artaserse I (458), Esdra, «dottissimo scriba della legge del Dio del cielo» (7, 12; cioè, in qualità di ufficiale della curia reale, nel regno persiano, a cui erano stati affidati gli affari religiosi degl'Israeliti; cf. H. H. Schaeder, Esra der Schreiber, Tubingen 1930), parte da Babilonia con una commendatizia del re di poter promulgare la legge mosaica e civile; al quinto mese giunge a Gerusalemme (7), in compagnia di alcuni leviti.
Se ne dà l'elenco. Quando giungono al fiume Ahawa (d'incerta identificazione), indicono un digiuno per il felice successo ed eleggono custodi che possano portare in Gerusalemme i tesori ricevuti. Giunti a Gerusalemme consegnano i tesori, offrono olocausti e mostrano ai satrapi gli editti del re (c. 8). Si pentono di aver contratto matrimoni con popoli stranieri e stabiliscono di ripudiare le mogli. In un'adunanza tenutasi appositamente nel nono mese si stabilisce di mandare per le città, dei giudici che impongano l'osservanza del decreto e facciano un elenco dei trasgressori (9-10).

Libro di Neemia. Neemia descrive le condizioni della città, di Gerusalemme (cf. Esd. 4, 7-23) e implora l'aiuto divino (c. 1). Nel mese di Nisan dell'anno 200 del re Artaserse I (445) ottiene il permesso di riedificare la città (22, 1-10).
Dopo tre giorni dall'arrivo a Gerusalemme, levato si di notte, con pochi uomini ispeziona le condizioni delle mura della città. Ma Sanaballat e Tobjjahu ne scherniscono il proposito di restaurazione (2. 11-20).

Numero degli edificatori (c. 3) (cf. DBs, IV, coll. 949-54).
I nemici prima li insultano, poi tendono insidie in modo che gl'Israeliti devono continuare la fabbrica a mano armata (c. 4). Neemia si leva contro le usure inumane dei ricchi e propone l'esempio della propria integrità (c. 5).

Insidie dei nemici contro Neemia sventate. Compimento della costruzione del muro dopo 52 giorni. Istituzione della guardia della città. Censimento del popolo (6, 1-7, 5). Elenco dei primi reduci (7, 6-13; cf. Esd. 2).

Nel settimo mese Esdra promulga la legge. Celebrazione della festa delle Capanne. Nel giorno 24 si fa una pubblica penitenza e confessione dei peccati (8, 1-9, 37). Si stringe un patto sacro, lo si sottoscrive e sigilla (c. 10). Ripopolamento della città munita di mura: scelta degli abitanti (11, 1.2) e loro elenco (11, 3-19). Indice dei vari capi, dei sacerdoti e dei leviti (11, 20-12, 26). Dedicazione delle mura di Gerusalemme (12, 27-42).
Ordinamento dei sacri tributi; separazione dagli estranei (12, 43-13,3). Neemia corregge i cattivi costumi, cura che i leviti abbiano la loro giusta porzione nella distribuzione delle decime, inculca l'osservanza del sabato e maledice quei Giudei che menano mogli straniere (13, 4-31).
L'autore (comunemente si ritiene) è lo stesso Cronista che ha scritto 1-2Par.; egli, oltre ad altri documenti, si servì delle memorie di Esdra e di Neemia inserendole in vari luoghi dell'opera sua. Così Neh. 8 e probabilmente anche 9 facevano parte di Esd.; lo si deduce dal fatto che Esdra in questa narrazione ha un posto di primo piano. Le memorie di Neemia vengono completate da vari elementi (7, 6-73; 10; 11, 3-12, 26; 12, 44-13, 3) desunti da altre fonti. Che poi le memorie di Neemia abbiano avuto delle aggiunte appare chiaro da Neh. 12, 27 (la dedicazione delle mura è naturale conseguenza di 7, 5 dove si parla della loro costruzione).

Esdra e Neemia non dimorarono contemporaneamente in Gerusalemme. L'unico testo sicuro nel quale Esdra e Neemia vengono nominati assieme si deve al Cronista (Neh. 12, 36), il quale ci dà ivi solo l'elenco dei sacerdoti e dei leviti. Negli altri due testi (Neh. 8, 9; 12, 36): il nome di Neemia è probabilmente un'aggiunta posteriore fatta alle memorie di Esdra. Esdra fu a Gerusalemme nell'anno 70 di Artaserse e Neemia dall'anno 200 sino al 320 (Neh. 13, 7) di un re omonimo.
Il problema cronologico sta in questi termini: giacché di Artaserse che regnarono 32 anni e più, ce ne sono due: il I (465-424), e il II (404-358); Neemia operò al tempo di Artaserse I e ciò è confermato dai papiri di Elefantina. In un papiro dell'a. 17 del re Dario (408-407) son nominati Iohanan, sommo sacerdote giudeo e Delaiah e Shalemiah figli di Sanballat, duce di Samaria, avversari di Neemia (cf. J. B. Pritchard, Ancient Near Eastem Texts relating to the Old Testament, Princeton 1950 p. 492). Iohanan era nipote di Eljasib (Neh. 12, 11.22), sommo sacerdote del tempo di Neemia (Neh. 3, l). Per il tempo in cui operò Esdra, A. Van Hoonaker, in molti studi fatti dal 1890 al 1924 (cf. RH, 32 [1923] 481-94; 33 [1924] 33-64), seguito da altri autori (per es. G. Ricciotti, pp. 108-20), ritenne che Neemia vivesse sotto il regno di Artaserse I, mentre Esdra sotto Artaserse II; perciò volle invertire l'ordine offerto dal testo, spostando Esdra dopo Neemia. Ma gli argomenti non convincono; si ritiene l'ordine tradizionale: Esdra venne in Giudea nell'anno 70 di Artaserse I e ivi esercitò il suo ufficio, per quel che sappiamo, soltanto per un anno.
Esdra dunque nel 458 ca., nel quinto mese, arriva a Gerusalemme con un'autentica missione da parte del re e presenta le lettere commendatizie alla pubblica autorità (Esd. 8, 36). Nel settimo mese espone la Legge mosaica che diventa legge ufficiale. Il popolo l'accetta e secondo le prescrizioni di quella celebra la festa delle Capanne (Neh. 8). Ordina la questione dei matrimoni misti. Per tre mesi si adunano e compilano l'elenco dei trasgressori (Esd. 10, 9.16.17).

Attività di Neemia. Svelato il tentativo della riedificazione delle mura, al re Artarserse, questi fa distruggere la parte già costruita (Eds. 4, 23; Neh. l, 3; 2, 3). Nell'anno 200 del re, Neemia ottiene da lui l'ufficio di governatore per i Giudei, col permesso di costruire le mura. Dopo una perlustrazione notturna, manifesta ai capi Giudei il suo piano, che viene completato dopo 52 giorni nonostante l'opposizione dei suoi nemici. Dedicazione solenne delle mura. Popolamento della città. Neemia cura che sia osservata la giustizia sociale. Nell'anno 32 ritorna in Persia; riceve dal re una nuova missione e rientra dopo alcuni anni in Giudea, dove reprime energicamente gli abusi ivi sorti.
[N. B. W.]

BIBL. - G. RICCIOTTI, Storia d'Israele, II, Torino 1935, pp. 121-65: A. VACCARI, La S. Bibbia, III, Firenze 1948, pp. 175-229; A. MÉDEBIELLE, Esd.-Neh. (La Ste Bible, ed. Pirot. 4), Parigi 1949, pp. 255-383; A. FERNANDEZ, Comentarios a los libros de Esdras y Nehemias. Madrid 1950; P. HEINISCH, Geschichte des Alten Testaments, Bonn 1950, pp. 278-94 ; R. DE VAUX, Israel, in DBs, IV, coll. 763-69.


Autore: Padre Beniamino Nespon-Wambacq
Fonte: Dizionario Biblico diretto da Francesco Spadafora
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