Pasqua
Autore: P.A. Bonnard
Fonte: Dizionario teologico biblicoII. LA PASQUA DI GESÙ
Di fatto il messia viene; per incominciare, Gesù prende parte alla Pasqua giudaica; la vorrebbe migliore, ma infine la sostituirà portandola a compimento. Al tempo della Pasqua, Gesù pronunzia parole e compie atti Che a poco a poco ne mutano il senso. Abbiamo Così la Pasqua del *Figlio unico, che indugia presso il santo dei santi perché sa di esservi in casa del Padre (LC 2, 41-51); la Pasqua del nuovo *tempio, in‘cui Gesù purifica il santuario provvisorio ed annunzia il santuario, definitivo, il suo corpo risorto (Gv 2, 13- 23; cfr. 1, 14. 51; 4, 21-24); la Pasqua del *pane moltiplicato, Che sarà la sua *carne offerta in sacrificio (Gv 6, 51); infine e soprattutto la Pasqua del nuovo *agnello, in cui Gesù prende il posto della vittima pasquale, istituisce il nuovo pasto pasquale, ed effettua il suo proprio esodo, «passaggio» da questo mondo peccatore al *regno del Padre (Gv 13, 1). Gli evangelisti hanno ben compreso le intenzioni di Gesù e, Con sfumature diverse, le mettono in luce. I sinottici descrivono l‘ultimo *pasto di Gesù (anche se è stato consumato alla vigilia della Pasqua) come un pasto pasquale: la Cena è celebrata entro le mura di Gerusalemme; è incorniciata da tuia liturgia Che comporta, tra l‘altro, la recita dell‘Hallel (Mc 14,26 par.). Ma è il pasto di una nuova Pasqua: sulle benedizioni rituali, destinate al *pane ed al *vino, Gesù innesta l‘istituzione dell‘*eucaristia; dando da mangiare il suo *corpo e da bere il suo *sangue versato, egli descrive la sua morte come il *sacrificio della Pasqua di cui egli è il nuovo agnello (Mc 14, 22-24 par.). Giovanni preferisce sottolineare questo fatto inserendo nel suo vangelo parecchie allusioni a Gesù-agnello (Gv 1, 29. 36), e facendo coincidere, nel pomeriggio del 14 nfsan, la immolazione dell‘agnello (18, 28; 19,14. 31.42) e la morte in croce della vera vittima pasquale (19, 36).
III. LA PASQUA CRISTIANA
1. La Pasqua domenicale. - Crocifisso alla vigilia di un *sabato (Mc 15, 42 par.; Gv 19, 31), Gesù risorge l‘indomani di questo stesso sabato: il primo giorno della *settimana (Mc 16, 2 par.). Pure in questo primo giorno gli apostoli ritrovano il loro Signore risorto: egli *appare loro nel corso di un pasto che ripete la Cena (LC 24, 30.42 s; Mc 16,14; Gv 20,19-26; 21,1- 14 [?]; Atti 1,4). Le assemblee cristiane si riuniranno quindi il primo giorno della settimana per la frazione del pane (Atti 20, 7; 1 Cor 16, 2). Questo giorno riceverà ben presto un nome nuovo: il *giorno del Signore, dies Domini, la domenica (Apoc 1, 10). Esso ricorda ai cristiani la *risurrezione di Cristo, li unisce a lui nella sua eucaristia, li indirizza verso l‘attesa della sua parusia (1 Cor 11, 26). 2. La Pasqua annuale. - Oltre la Pasqua domenicale, c‘è pure per i Cristiani una celebrazione annuale Che dà alla Pasqua giudaica un nuovo contenuto: i Giudei celebravano la loro liberazione dal giogo straniero ed attendevano un messia liberatore nazionale; i cristiani festeggiano la loro *liberazione dal *peccato e dalla *morte, si uniscono a Cristo Crocifisso e risorto per condividere con lui la vita eterna, e rivolgono la loro speranza verso la sua parusia gloriosa. In questa *notte Che brilla ai loro occhi come il giorno, al fine di preparare il loro incontro nella santa Cena Con l‘agnello di Dio che porta e toglie i peccati del mondo, essi si riuniscono per una vigilia in cui il racconto dell‘esodo è letto loro ad una nuova profondità (1 Piet 1, 13-21): battezzati, essi costituiscono fl *popolo di Dio in esilio (17), camminano Con le *reni succinte (13), liberi dal male, verso la *terra promessa del *regno dei cieli. Poiché Cristo, loro vittima pasquale, è stato immolato, bisogna Che essi celebrino la festa non con il vecchio fermento della Cattiva Condotta, ma con azzimi di purezza e di *verità (1 Cor 5, 6 ss). Con Cristo essi hanno vissuto personalmente il mistero di Pasqua morendo al peccato e risorgendo per una *vita nuova (Rom 6, 3-11; Col 2, 12). Perciò la festa della *risurrezione di Cristo diventa ben presto la data privilegiata del *battesimo, risurrezione dei cristiani in cui rivive il mistero pasquale. La controversia del sec. iI sulla Celebrazione della Pasqua lascia intatto questo senso profondo che sottolinea il superamento definitivo della festa giudaica. 3. La Pasqua escatologica. - Per i Cristiani il mistero pasquale terminerà con la morte, la risurrezione, l‘incontro con il Signore. La Pasqua terrena prepara per essi questo ultimo «passaggio», questa Pasqua dall‘al di là. Di fatto il termine Pasqua non designa soltanto il mistero della morte e della risurrezione di Cristo, od il rito eucaristico ebdomadario od annuale, ma designa pure fl banchetto celeste verso il quale noi tutti camminiamo. L‘Apocalisse innalza i nostri occhi verso l‘agnello ancora segnato dal suo sup, plizio, ma vivo ed in piedi; rivestito di gloria, egli attira a sé i suoi *martiri (Apoc 5, 6-12; 12, 11). Secondo le sue stesse parole, Gesù ha veramente *compiuto la Pasqua mediante l‘oblazione eucaristica della sua morte, mediante la sua risurrezione, mediante il sacramento perpetuo del suo sacrificio, infine mediante la sua parusia (Lc 22, 16), che deve riunirci per la *gioia del banchetto definitivo, nel regno del Padre suo (Mi 26, 29)